Ci sorge un dubbio

La Cisl pubblica sul quotidiano Il Dubbio una pagina di propaganda elettorale per le elezioni delle Rsu.

dubbio

Il Dubbio è un quotidiano tanto meritvole quanto di nicchia. Non è come il Corriere della Sera o la Repubblica, e neanche come l’Avvenire, la cui nicchia è ancora abbastanza grande. Questo giornale, che è pubblicato ad iniziativa del Consiglio nazionale forense cioè degli avvocati, è poco letto, ci perdoni la sua redazione, perché cerca di sostenere un punto di vista minoritario quanto importante, che è quello del “garantismo”. Nel vero senso della parola, non in quello usato ed abusato su altri giornali che sono garantisti con gli amici ed i propri editori, giustizialisti con i nemici e qualche volta anarcogiustizialisti (cioè fautori della giustizia “fai da te”) contro immigrati e rom. Garantismo vuol dire che la dignità umana è intangibile per chiunque. E quindi il potere tremendo del fare giustizia va esercitato nel rispetto di questa dignità di chiunque, a cominciare da chi non si può permettere il super-avvocato.

Invece la Cisl di Via Po 21, di solito, non si interessa molto ai problemi della giustizia (ad esempio, non abbiamo notato, se non ci è sfuggito qualcosa, una presa di posizione della signora Anna Maria o del dottor Sbarra dell’Anas sulla mancata approvazione dei decreti attuativi della riforma carcerari, su cui i penalisti italiani sciopereranno il 2 e 3 maggio)

E allora, perché un giornale che si occupa essenzialmente di giustizia pubblica una pagina dedicata ad un’organizzazione che non si preoccupa molto della giustizia in Italia?

Ci sorge un dubbio: che la pubblicità elettorale non sia gratis. Anche perché nei giorni scorsi lo stesso giornale, che per le sue battaglie è meritevole di attenzione, ha pubblicato un’altra pagina di pubblicità ai servizi della Cisl. E si sa che i servizi sono il “core business” della Cisl di oggi.

ridubbio

 

Insomma, la Cisl aiuta il Dubbio, che come tutta l’editoria ha bisogno di soldi, e il Dubbio dà spazio alla Cisl per i suoi lettori (pochi ma buoni).

E allora, se volete un consiglio, leggete il Dubbio che è un quotidiano interessante e stimolante, come spesso accade alle pubblicazioni di nicchia. Ma quando vedete una pagina della Cisl, ricordatevi che è solo propaganda.

E che non è con la propaganda che si possono vincere le elezioni delle Rsu.

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13 Commenti - Scrivi un commento

  1. le RSU LE PERDEREMO, per la propaganda, non c’è da preoccuparsi, non è stato predisposto il minimo materiale per i candidati, risolto il problema alla radice. la Cgil ha programmi specifici per comparti e profili professionali, noi abbiamo il futuro…normale … che ben stigmatizzata il bisogno di affermare la propria sanità mentale del piccolo principe declassato e allontanato da via Po. povero Maurizio…

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    1. Molto pertinente il commento riguardante la rivista dell’Ordine forense e del suo utilizzo da parte della Cisl per pubblicizzare se stessa e degli avvocati per farsi pubblicità presso gli Uffici vertenze.
      Gli uffici vertenze !! …La vergogna delle categorie eunuche….Aver consegnato agli
      avvocaticchi e alle Unioni locali la tutela dei lavoratori è peccato contro natura.
      Ma ormai Sodoma e Gomorra abitano nei paraggi…dovunque bivaccano gli esattori delle decime sulla pelle di quelli che una volta chiamavamo i nostri …”datori di lavoro”.
      Ricordo quando il… grande Mezzio enfatizzava il business degli uffici vertenze…Non riuscì
      mai a pronunciare la parola tutela : era proprio estranea ai suoi orizzonti.

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  2. Sicuramente è colpa della mia senilità e me ne scuso ma non ricordo di aver letto sul GARANTISTA DUBBIO ai tempi della denuncia del compianto Fausto, alcunchè rispetto al trattamento riservato dalla Iena ridens e suoi accoliti al compianto Fausto . Se così fosse sarebbe lecito pensare che il soldalizio tra giornale e sindacato esistesse già a quei tempi e la cosa dovrebbe aprire molti interrogativi non vi pare?

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  3. Ma visto che il dubbio è garantista in senso sostanziale, perché non inviamo una copia del libro sul metodo Scandola e, per vicende più recenti, le espulsioni della fp e le cause pendenti.
    Se il dubbio garantisse veramente tutti…dovrebbe, senza pagamenti di spazi pubblicitari, fare un pezzo sull’intera vicenda.
    E si, perché il dubbio, ogni tanto, oltre ad essere amletico, deve essere onesto…

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  4. A Torino oggi si festeggia l’autorevole parere ed impegno che la Furlan ha dichiarato alla Stampa.::”Occorrono risposte per gli italiani e le italiane, che con il loro voto hanno espresso bisogni importanti”. Ci fermiamo qui per carità di Patria e perché basta ed avanza per qualificare la iena ridens, nella migliore dell’ipotesi una incapace e se peggiore, venduta confermando quanto spesso si legge su questo blog.
    I “bisogni che oggi riconosce importanti, sono sempre quelli che da anni lei e i suoi accoliti hanno ignorato anzi sono andati oltre; CASTIGATI è il termine più esatto perchè ci hanno riportato indietro nel tempo almeno di qualche decennio; hanno contribuito a liquidare larga parte dell’industria piemontese e più in generale italiana e adesso si propone come salvatrice di quella Patria che ha pesantemente contribuito a rovinare? A bella di mamma ma vedi d’annà a ……

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    1. No ! ….. venduta proprio no !
      La signora che qualche commentatore ha definito “signora borse 3000 euro o scarpe da 2000″ non si può vendere perchè non ha mercato. Merce scaduta è ! ….E i suoi badanti che vanno cercando mercatini da saldi oltre stagione ce la mettono tutta per trovare una fiera dove scaricarla.
      Solo un fu Partito come il PD e un finto segretario come il ridente Martina possono pensare che in via Po 21 vi sia merce da acquistare… scaffali vuoti vi sono e quel poco che resta con date scadute da un pezzo.
      W la fiera dell’Est !

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  5. Anche i lavoratori e le lavoratrici si aspettavano risposte dalla Madama. Risposte che non sono arrivate con i rinnovi contrattuali. Risposte che hanno ignorato le giuste istanze dei lavoratori e delle lavoratrici che, nel pubblico impiego, sono stati mortificati non solo economicamente ma anche per la regressione di diritti conquistati nel tempo.
    Non si possono dire cose ovvie e di effetto. Non si possono dire senza suscitare le riflessioni proprio sulle mancate risposte date da lei.
    E poi, qui in Piemonte, ha proprio poco da dire. Lei e la sua amica hanno distrutto la categoria per vendette personali. Altro che risposte per i lavoratori e le lavoratrici.
    Chi ha i piedi al caldo non sente i piedi freddi di chi lavora tutti i giorni e ci mette la faccia.
    Dossier, firme false, intrighi di palazzo, iscritti contati a cavolo, ispezioni punitive, questo dovrebbe scrivere la stampa in Piemonte. E chissà che prima o poi non andiamo a portargli il nostro dossier. Così, magari senza impegno, qualche riflessione gli ultimi iscritti rimasti la fanno. Tanto la cisl in Piemonte è sempre sotto congresso. E la bussola gira in fretta per tutti. L’aria cambia…basta fare un po’ di corrente…
    Hasta la victoria siempre

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  6. Dopo l’uno due incassato molto malamente dalla JENA RIDENS con annessi Generali e sciacquini Prossimamente su questo schermo con le lezioni delle RSU andrà in onda il KO definitivo e gli arriverà proprio dalle categorie più fedeli e servili (da sempre feudo del lupo marsicano) ovvero la scuola e il pubblico impiego che stante i pronostici che circolano confermerebbero il detto non c’è due senza tre. cosi do il 4 dicembre e il 4 marzo arriva l’out definitivo.
    Un gruppo di statali incxxxxxneri

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  7. La dirigenza Cisl, invece che passare il tempo a stendere futuri organigrammi organici ai criteri denunciati da Fausto farebbero bene che si preoccupassero di dare risposte ai lavoratori e cittadini italiani per esempio sul caso che segue e tanti altri.
    Secondo la società di consulenza McKinsey la disoccupazione giovanile italiana, che non dipende dal ciclo economico è pari al 40%; un problema molto serio dunque, perché se la crisi era inevitabile, potevamo evitarci almeno quella che gli economisti chiamano componente strutturale, che invece rimane lì anche quando le cose vanno bene.. Cosa hanno fatto di concreto i sindacati e la politica oltre che occuparsi di pura lotta di poltrone e dunque potere.
    Le parole di Fausto sono macigni che il tempo non potrà mai cancellare con simile arroganza e insipienza.

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  8. È
    La Furlan in questi giorni è particolarmente attiva per le prossime elezioni nel pubblico impiego ma qualcuno l’ha informata che nella università ogni anno aumenta il calo delle immatricolazioni universitarie (tra il 2000 e il 2015 siamo arrivati a meno 65000) e lo stesso fenomeno, ma in forma più grave è previsto per gli altri segmenti della scuola italiana? Cosa che non accade in altri paesi, dove il sapere è tutto. In Cina, Otto. Milioni con preparazione ottima e voti altissimi. Da noi, il sapere è considerato qualcosa di inutile, da cui stare alla larga. E’ in queste condizioni che si dovrebbe realizzare quella crescita che non manca d’invocare in ogni occasione?

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  9. Ho letto l’intervista del segretario nazionale nel giornale Il dubbio. Ad un certo punto, giustamente, afferma: “Basta con la retorica dei fannulloni utile solo a coprire inefficienze storiche, omissioni della politica, giustificare interventi legislativi calati dall’alto.” Va bene, ma forse ci si dimentica delle responsabilità dei dirigenti, in alcuni casi pagati con stipendi più alti dei parlamentari e la cui responsabilità è spesso limitata e comunque non rapportata alla retribuzione. Non provengo dal pubblico impiego, ma quando, durante la mia lunga militanza, nelle riunioni sindacali si diceva che i servizi del pubblico impiego non funzionavano, i sindacalisti del settore rispondevano, in tono accorato: si forse è vero, ma non è colpa degli impiegati, ma dei dirigenti !!! Ma prova a parlarne male e vediamo quel che succede……. (forse perché qualcuno è iscritto ai sindacati ?!!).

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    1. Pubblico impiego : qualcuno ha mai visto un sindacalista di questo settore che non sia inquadrato alle posizioni apicali ?
      Si disse una volta in un Consiglio Nazionale della Cisl che “nei Ministeri e in genere nella P.A. il sindacato non serviva i lavoratori ma si serviva di loro per le carriere dei sindacalisti specie per quelli in distacco. Tra di essi brillarono per molti anni i mariniani come il redivivo Tarellone, ma secondo le stagioni non furono da meno socialisti e comunisti, socialdemicratici e repubblicani di Uil e Cgil. …
      Poi qualcuno si meraviglia che la PA in Italia sia ridotta come è ridotta ? Il male è talmente antico e dentro il corpaccione che nessun risultato RSU potrà essere considerato una guarigione.
      Per la Cisl una disfatta potrebbe essere l’inizio della fine per chi oggi guarda il mondo dalla casa di vetro e per il principino di Pontremoli.

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