Un altro giro di Rota

Marrandello

Enrico Marro ha scritto per il Corriere economia di martedì scorso una breve nota sulla promozione ottenuta del dottor Sbarra dell’Anas (ma non all’Anas, alla Cisl) che sembra uscita dalla penna di Pirandello. E se un cronista come Marro, che si limita a registrare quel che accade, scrive in modo pirandelliano, vuol dire che è la situazione ad essere pirandelliana.

Ad esempio, quando scrive “Sbarra, fedelissimo della Furlan come del resto quest’ultima lo era del predecessore” Marro fa affermazioni che possono essere lette con significati opposti. Perché la fedeltà al capo, in una Cisl che è regredita da libera associazione a tribù, è il presupposto per essere promossi. Ma è anche una fedeltà esteriore. Cioè falsa e bugiarda. Qualcosa che assomiglia piuttosto alla complicità, che dura finché conviene. Altrimenti detto, se Sbarra sarà fedele alla Furlan come lei lo è stata a Bonanni, tempo tre mesi e l’orchestrina comincerà a suonare, e nella Cisl si comincerà a ballare per le guerre interne a Via Po 21.

baci e abbracci

Ma è anche possibile invece, aggiungiamo noi, che il “patto della pastasciutta” preveda già modi e tempi del passaggio di mano. Se alle parti converrà di rispettarlo, ognuna nel proprio interesse e finché dura questo interesse, il patto sarà rispettato e la successione sarà tranquilla. Altrimenti, come a Risiko, il primo/a che romperà il patto avrà ottime possibilità di far fuori l’altro/a. E mangiarsi pastasciutta e condimento.

E che dire del passaggio in cui il Marro scrive che il dottor Sbarra dell’Anas “viene premiato dopo aver ricondotto nella linea confederale la Fai”, che si era “ribellata alla fusione con la Filca”? Premiato, cioè, per aver imposto alla Fai una fusione che poi non c’è stata. E allora, qual è la verità? Che non era quella la vera linea confederale? O non è vero che Sbarra viene “premiato” per questo? O viene premiato, ma non per questo? O in verità c’erano due linee, e si trattava di scegliere quale faceva più comodo di imporre alla Fai una volta privata degli organi democratici con la castrazione commissariale?

Tutte cose che si possono sostenere, tutte egualmente vere ed egualmente false. Come direbbe Pirandello: così è, se vi pare.

Tralasciamo poi, per non farla lunga, le considerazioni sullo scaltro Petteni “che va a dirigere il potente patronato Inas” (Pirandello ha scritto anche sull’umorismo), e le conclusioni dove si annuncia una possibile discesa in campo per la segreteria generale di Marcolino Bentivogli (impossibile dire se si tratta di una considerazione seria o ironica, visto che il “patto della pastasciutta” blocca per il segretario della Fim qualsiasi strada che porti a Via Po 21 senza passare dall’opposizione; ma sette schede bianche nel voto del mercoledì santo non sembrano andare in questo senso), e veniamo a ciò che ci riguarda più da vicino: e la Fai?

La questione, duole dirlo, non è così importante. Lo stesso dottor Sbarra dell’Anas, nel discorso di autoincoronazione a prossimo regnante sulla Cisl, non ha neppure nominato la federazione dalla quale, teoricamente, proviene.

Ma è giusto così; per lui, uomo di strada e d’autostrada, il passaggio a Via Tevere 20 serviva solo come una sosta tecnica nel viaggio verso la poltrona più importante. Un po’ come un autogrill nel quale ci si ferma giusto il tempo per usufruire dei servizi di cui si ha bisogno. E poi si riparte.

Secondo Marro, in questa ex federazione importante oggi ridotta ad autogrill lungo la rete gestita dall’Anas, arriverà un personaggio prestigioso. O meglio, che dovrebbe essere prestigioso se la Cisl oggi fosse una cosa seria: il segretario generale dell’Unione del Veneto. Che poi sarebbe Onofrio Rota.

Il problema è che questi sono anni poco gloriosi per tutti. E allora, cosa ci può essere di prestigioso in una persona che la notte dell’Ergife era segretario regionale della Fai e si batteva a sostegno di Augusto Cianfoni e dell’adesione alla Filca (e ha perso), poi ha battuto le mani al commissariamento per fare la FaiFilca (che non si è fatta) e per questo è stato mandato alla segreteria della Cisl Veneto (dove si ricorda il suo grande impegno a sostegno del referendum costituzionale. E ha perso ancora), dove si è aperta una “grande guerra” nella quale il nostro sembra destinato a fare la fine di Cadorna, cioè ad essere sostituito senza aver visto la vittoria finale?

Certo, in tempi pirandelliani, si può sostenere come vera qualsiasi cosa come il suo contrario. Ad esempio, che Rota che era stato tanto bravo alla Fai da essere mandato in Veneto, e che in Veneto è stato tanto bravo da essere rimandato alla Fai.

Ma, a questo punto, anche Pirandello si arrenderebbe. E resterebbe solo da dire: “Ma non è una cosa seria“.

Anche perché, a dirla tutta, è probabile che anche questa ricollocazione per Rota possa essere breve come la precedente  (giusto il tempo di autoassumersi). Il vero vincitore potrebbe non essere lui, ma qualcun altro che il dottor Sbarra dell’Anas ha già prescelto.

Perché è vero che per “Lui” la Fai è stata solo una sosta tecnica, però è anche vero che nelle culture primitive quello di usare i servizi è un modo per marcare il territorio ed appropriarsene, per poi lasciarlo in beneficio a persone fedeli.

Fedeli a “Lui” e non, come il Rota che gira, fedeli a chiunque.

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13 Commenti - Scrivi un commento

  1. Se è vero che alla Fai arriverà il signor Rota, può essere considerata una buona notizia ? Non lo conosco, ma da quanto viene scritto anche su questo blog vengo a sapere che viene dalla categoria.
    Ne deduco che se ne possa ricavare almeno la speranza che per la Fai cominci un cammino verso la normalizzazione, a via Po piacendo.
    Ciò che invece mi domando è : possibile che il segretario uscente non abbia trovato in tre anni della sua gestione uno dei suoi fedeli colleghi o collaboratori degni di assumere la guida di questa complessa e straordinaria Federazione ?
    Eppure tra essi è stato unanime il coro muto del consenso e il rumore fragoroso degli applausi.
    A ben pensarci è vero che certi prefetti sono come il cavallo di Attila. Dietro di sè non lasciano altro che macerie o meglio niente altro che mugugni.
    Con ciò sarà forse utile augurare al futuro segretario di dimostrarsi non come la toppa peggiore del buco ma un prezioso investimento per gli iscritti che, nonostante le numerose perdite, ancora restano.

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  2. Il futuro della cisl che prima di questo siparietto era adesso è tragico perchè ha imbboccato un loop o circolo vizioso che si fermerà solo quando anche l’ultimo dei moicani sarà sparito cosa per adesso molto difficile col metodo bonfanti sbarra furlan autori del capolavoro che segue:
    Ricordate quando la jena Ridens predicava e praticava (in sintonia con confindustria) la deflazione salariale. come strategia del capitalismo nazionale? Ebbene i risultati, al contrario di quanto prometteva la postina: alti i profitti, e contemporaneamente vendere l’eccedenza del prodotto all’estero. Così, nonostante i bassi consumi interni per i bassi salari si sarebbe sopperito con l’esportazioni. Peccato però che non ha considerato che anche gli altri avrebbero potuto fare altrettanto se tutti fanno così, innescando un pericoloso gioco al ribasso e comunque anche quel poco che eventualmente ha funzionato ha spostao la ricchezza dai lavoratori che pur conservando il lavoro non riescono più a vivere e i ricchi che se prima vivano bene adesso vivono benissimo
    BEL RISULTATO – DEGNO DI DIRIGENTI SINDACALI DI INFIMO SPESSORE MA DI ENORMI STIPENDI. RICORDANO TANTO LA VECCHIA BARZELLETTA DI TOTO’ QUANDO PASSEGGIANDO GLI SI AVVICINO’ UN SIGNORE CHE CHIAMANDOLO PASQUALE (CHE NON ERA IL SUO NOME) COMINCIO’ A SCHIAFFEGGIARLO IN SEGNO D’AMICIZIA DOPO UN PO’ DI SCHIAFFI, LA SPALLA DL COMICO GLI CHIESE SCUSI MA PERCHE’ SI LASCIAVA SCHIAFFEGGIARE E TOTO’ RISPOSE “ PERCHE’ IO NON SONO PASQUALE”

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  3. Anch’io penso che, quando s’innescano meccanismi di potere, fondati non sul motivo fondante del sindacato che è di difendere gli interessi dei lavoratori, bensì l’occupazione dello stesso in modo illegale e fraudolento, il paventato circolo vizioso si materializza concretamente come sta accadendo appunto in questi anni alla CISL.

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  4. Io penso che, competere con gli altri paesi, sul basso costo del lavoro,
    rinunciando al mercato interno abbassando i salari si riducono anche i consumi. Così però accade che, i vantaggi dell’export sono di breve durata e dunque effimeri mentre i danni dell’impoverimento creato dai bassi salari restano per sempre.
    Possibile che le teste d’uovo, della CISL, del calibro e stipendi che conosciamo, ignorino un fondamentale, del mondo del lavoro comunemente noto come deflazione salariale ? Si fa peccato pensare che l’abbiano fatto scientemente in cambio dei privilegi ed immunità che giornalmente riscontriamo.
    Il pessimista

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    1. Magari fosse stata fatta dal Mulino Bianco. È una cosa senza senso, esattamente come il contratto che il Piccolo Principe ha firmato, senza pensare agli effetti sui lavoratori ma solo facendo riferimento alla richiesta del governo in fase elettorale.
      Però è vero che ormai è attorniato da persone interessate ai soldi e alle comodità e disposte a dire di si a chiunque assicuri tutto ciò. Gente inutile, anzi dannosa.
      Le rsu sono già perse. Hanno presentato almeno il 20% di liste in meno ed in alcuni non sono riusciti a trovare nemmeno gli scrutatori. Urleranno che hanno vinto. Questo lo sappiamo. Così come dicono di fare iscritti a manetta… Ma dove?
      Non si va avanti con le bugie. E se è vero che il Principino è sotto la protezione del Tarellone pastasciuttaio, quando la pasta finirà, e finirà (o già come finirà!), sarà meglio che si trovi un posto dignitoso all’Inps oppure, che chieda al fratellone di mandarlo a vendere polizze assicurative non più per la cisl, ma per le vecchie marmotte.

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  5. FP : un risultato disastroso nel rinnovo delle RSU sarebbe il primo segnale di una guarigione come quando un ascesso esplode ed esce il pus.
    FNP : Se il nuovo, possibile Governo M5stelle/Lega cancellasse l’assurdo privilegio delle deleghe permanenti sulle pensioni e ne obbligasse il rinnovo anno per anno darebbe un grande contributo alla guarigione di gravi malattie del sindacalismo nostrano.
    Se il medico incide il bubbone la setticemia viene debellata.

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  6. Quando s’innescano meccanismi di potere fondati NON SULLA RAGIONE SOCIALE DEL SINDA, CHE E’ DIFENDERE GLI INTERESSI DEI LAVORATORI, MA PER LA CONQUISTA DEL POTERE ASSOLUTO A QUALUNQUE COSTO E CON QUALUNQUE MEZZO è conseguenziale che, chi arriva debba necessariamente peggio di chi lascia lo prevedono i criteri di selezione naturale adottati (IL PEGGIORE, IL PIU’ INCAPACE MA CATTIVO) viene incoronato re.

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  7. Auguro a questa maltrattata Fai che la venuta di Rota (…ma sarà vero ?) rappresenti l’uscita da questa nefasta stagione.
    Io lo conobbi quando era alla Fai veneta e fece molto bene. Non è mai stato un guerriero ma neppure un vile. In questa Fai d’altronde di guerrieri ne ho visti proprio pochi. Comunque è brutta la gatta che gli danno da pelare : se farà veramente il Segretario generale cambierà molte cose al terzo piano di via Tevere ma incorrerà nelle reprimende del signore degli asfalti. Se invece farà il ff e il mezzadro non cambierà nulla e verrà guidato per mano dai ciechi e dai sunnambuli che qui abbondano. E saranno ancora c….amari soprattutto per gli iscritti e i delegati.

    Ciò detto, conviene rinnovare gli auguri alla Fai o forse è meglio un in bocca al lupo.
    Io invocherei lo Spirito Santo prima che lo faccia il gran ciambellano al risveglio…
    Potrebbe indurlo a equivocare la direzione verso cui spirare….Con tutto il rispetto !

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  8. La fortuna dei sindacati confederali nelle prossime elezioni delle RSU nel pubblico impiego sarà l’incertezza che domina la scena politica e le poche possibilità di formare un governo tra i cosiddetti vincitori delle recenti elezioni. Essa grazierà per ora i sindacati complici del governo Gentiloni & Renzi, Boschi & Madia perchè in questo comparto lavoratori, funzionari e dirigenti hanno sempre avuto un raffinato fiuto per annusare l’aria che tira e posizionarsi in ragione di chi governa.
    Per ora pochi cambieranno casacca e i grandi azionisti di Cgil Cisl Uil celebreranno un carnevale fuori stagione per scampato pericolo che chiameranno trionfo senza arrossirne.
    Mai transizione e incertezza furono tanto salutari per chi vive nella perenne finzione di esistere.
    Via Lancisi come il corridoio dei passi perduti.

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  9. i ben informati, riferiscono che a casa sua (Toscana) il piccolo principe, abbia consacrato pubblicamente la segreteria della FP regionale a 2 componenti. forse mi sbaglio ma mi ricordavo che tristemente erano stati eletti 3 maschietti.
    la domanda è… che fine hanno fatto fare al terzo? e soprattutto… La donna dove è? potremmo chiamare la tenera bambina dello spot per la segreteria regionale, almeno qualche disegno lo farebbe, e avrebbe più senso politico di chi oggi è in carica per grazie ricevute.

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