La reggente che non regge

Dopo le dimissioni di Sabrina Dorio, a reggere l’Unione Padova-Rovigo è arrivata, dal Piemonte via Roma, Giovanna Ventura. Che dovrà gestire la situazione creata dalla disunione fra le due province sfruttata da chi voleva destabilizzare un punto stategico per il controllo politico del Veneto.

Come sarà stata scelta per questo delicato incarico? Esaminando il curriculum? Ne dubitiamo. Anche perché nel suo curriculum c’è un piccolo problema legato alla gestione dello Ial nella regione da cui proviene e che sconsiglia di affidare i propri risparmi alla signora.

A meno che il mandato politico della reggente non sia quello di distruggere una realtà economicamente solida, per poterla controllare meglio …

Sul tema pubblichiamo la nota che segue

il9marzo.it

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In queste giornate particolari per la Ust di Padova, occorre fare un augurio ed un plauso al nuovo reggente Ventura, nominata per meriti a gestire una confederazione, invero con i conti in ordine e con i servizi efficienti; tanto che l’ufficio ispettivo confederale malgrado l’attenta guida di Ceres e dopo due giorni di verifiche non è riuscito a trovare neppure qualche cavillo per intervenire “d’imperio”, e hanno dovuto passare alle minacce e fustigazioni per raccogliere firme per la sfiducia.

Una Ust con oltre 85.000 iscritti che, da quando è stata bonificata nel passato, ha proseguito in un percorso virtuoso, ripreso dopo un commissariamento resosi necessario per le strumentali azioni a distruggere del buon Trambaioli che tanto fece, e con la gestione furlaniana ci è riuscito, per prendere anche Padova e esportare il modello rodigino “usare il sindacato per occupare poltrone e gestire denaro”.

E certamente non sono valsi i dossier resi pubblici per intervenire su Rovigo e su una gestione, a dir poco fallimentare, dei conti e dell’organizzazione, perché supportati direttamente da Via Po 21.

Ma ora concentriamoci sul perché è stata inviata da tanto lontano la signora Giovanna Ventura per la gestione della reggenza di Padova, per la quale, si presume, si farà aiutare da coloro che hanno il merito di aver consentito alla Furlan di prendere Padova suo obiettivo strategico e non certo perché si vuole ricomporre lo scontro creato ad arte tra Padova e Rovigo, o perché Padova è “il crocevia economico del Veneto”, ma per mandare a casa chi con coraggio ha saputo governare e gestire isolando opportunismi e favorendo progettualità e partecipazione; ma questa non è la stagione per i coraggiosi e neppure per i sindacalisti, ma per gli asserviti e gli opportunisti.

Ma ritorniamo alle ragioni che vedono la presenza della Ventura a Padova? Noi qualche idea ce la siamo fatta. Se i conti sono in ordine, se l’input non è quello di commissariare (hanno visto che è un boomerang mediatico), se i servizi funzionano, perché mai dovrebbe scomodarsi cotanta segretaria? La risposta è molto più semplice di quanto sembri: per grandi meriti e per esperienza maturata in campo Territoriale. Ci riferiamo al Piemonte che sotto la sapiente guida di nostra signora in seconda, ha maturato debiti allo  IAL per oltre 53 milioni di euro (si veda la notizia su questo sito del 20 giugno 2017 con tutta la documentazione); che ha lasciato senza tfr e senza retribuzione tanti padri di famiglia; che si è lavata le mani, in qualità di sindacalista, dello stato di bisogno in cui ha lasciato i lavoratori; che ha tassato con una quota aggiuntiva del piano di riparto tutte le categorie per i debiti che ancora gravano sulla confederazione del Piemonte. Per tutto ciò  e per tanto altro ancora non poteva che spettare a lei la reggenza di un territorio sano. Perché la signora potrebbe provare a emulare Re Mida. Ma mentre Mida trasformava in oro ciò che toccava, Giovanna trasformerà in debito ciò che sfiorerà.

E allora gli auguri bisogna farli alle categorie…perché da oggi del domani non vi sarà certezza.

Auguri!

 In allegato messa in mora del commissario IAL PIEMONTE che conferma tutti i dati e i “disastri” lasciati dalla signora Ventura all’USR PIEMONTE.

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4 Commenti - Scrivi un commento

  1. Così la jena ridens ha trovato il modo, ma meglio sarebbe dire, il fesso che si accollerà la responsabilità di chiudere la porta di via Po, mentre lei tenta e spera di passarci come una novella Richelieu. Ma si sbaglia di grosso perché grazie a Fausto e questo meritevole blog le tracce delle sue malefatte saranno perennemente ricordate a testimoniare che la Cisl di categoria è sempre stata una cosa ben diversa da questi affamati di potere che se ne sono solo serviti

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