Il 9 marzo

Nel giorno in cui questo blog compirà tre anni, il 9 marzo 2018, ci sarà la firma dell’ennesimo accordo fra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sulle relazioni industriali (a questo link trovate il testo).

Di accordi così ne sono stati firmati diversi negli ultimi anni, a volte fra i sindacati e a volte con la Confindustria. Ma la musica non è mai cambiata: l’Italia continua ad essere un paese dove le relazioni industriali non producono salari adeguati per i lavoratori, né favoriscono il rafforzamento della competitività delle imprese. E le due cose sono probabilmente correlate.

Ma se sulla realtà non si riesce ad incidere, in compenso questi accordi incidono sul vocabolario, inventandosi sigle come Ipca, Tec, Tem… e chissà cos’altro.

Ora, restando sul piano linguistico, provate a paragonare il contratto dell’Ig Metall firmato da poco, di cui parla tutta Europa, e paragonatelo all’accordo italiano, di cui si parla poco anche in Italia. Chiunque si accorge che il contenuto del contratto tedesco è chiarissimo: aumenti salariali a tutti, riduzioni d’orario a chi lo desidera. Così come erano chiari quelli degli anni scorsi, dove magari si accettavano rinunce sul salario in cambio della garanzia del posto di lavoro per alcuni anni.

Sull’accordo italiano, invece, si fa fatica a dire cosa vuole veramente. E che bisogno c’è di inventarsi Tec e Tem quando le esperienze guida in Europa e nel mondo parlano il nobile e antico linguaggio delle origini: salario e orario.

E questo è già un indizio del fatto che quello del 9 marzo sarà un altro accordo che non cambierà la storia.Come un po’ tutti gli accordi sindacali successivi al 1993.

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21 Commenti - Scrivi un commento

  1. Un giorno di qualche anno fa mi ritrovai in treno seduto accanto ad alcuni segretari sindacalisti cgil (ma la sigla non c’entra ). Era l’indomani della firma di un accordo interconfederale in cui si dava teoricamente più potere alle rsu. I segretari in questione discutevano animosamente ed erano parecchio preoccupati per il loro ruolo che teoricamente sarebbe sminuito.
    A distanza di anni mi pare non sia cambiato nulla al di là del l’enfasi con la quale era stato descritto tale accordo. Oggi è la stessa cosa con l’aggravante che nell’accordo non ci sta nulla di nuovo. Assisteremo ai soliti scenari auto referenziali per i pochi, oramai, addetti ai lavori e nulla più. Nei luoghi di lavoro nessuno si accorgerà di alcunché e così via fino ai prossimi congressi dove si avrà qualcosa da rivendicare per quanto fatto per i lavoratori nel mandato appena trascorso.
    E questo teatrino finirà non appena si accorgeranno che gli iscritti e le risorse economiche relative saranno ridotte al lumicino. …

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  2. Quante parole vuote. Sembra l’apoteosi del nulla di nuovo. Tutta roba vecchia e mai applicata se non in maniera parziale. In definitiva : un modo per sentirsi di esistere….
    Che tristezza se penso a come venderanno sta roba negli organismi!

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  3. Non c’è bisogno di volare nei cieli confederali. Provate a confrontare l’accordo berlinese con il rinnovo metalmeccanici. Guardate in particolare alla parte salariale, a cui tenete tanto. Buona giornata.

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    1. Boccaccia mia statti zitta! · Edit

      Perché dici “la parte salariale a cui voi tenete tanto”? A te non te ne frega niente? Forse sei uno di quelli che lavora solo per hobby?

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  4. Lo strombazzato pre-accordo sulla contrattazione, sottoscritto dalle parti sociali a pochi giorni dalle elezioni, immediatamente ripreso e rilanciato da tutti i canali d’informazione è la prova provata dell’insussistenza ed inutilità di questi riti che se in passato sono serviti a mettere la museruola ai lavoratori oggi non è più così, per il semplice motivo che i lavoratori sono una razza in estinzione, perché lo è il lavoro umano. Fanno ridere i soloni delle parti sociali, quando parlano di aumentare la produttività e la crescita illudendo gli italiani di maggior lavoro perché la stabilità e la produttività le macchine l’aumentano più degli uomini e la crescita è diventata da anni una chimera che, solo falsi e bugiardi come loro possono illudere il prossimo. Il problema di oggi, a livello mondiale è l’eccesso di crescita rispetto alla domanda altro che le fandonie che ci raccontano.
    Accade esattamente l’opposto, la produttività si ottiene solo con l’automazione che come si sa porta via posti di lavoro. L’esempio più recente riportato dalla stampa, interessa il Bangladesh che aveva ed ha una fiorente industria tessile ed occupava migliaia e migliaia di operai, ad un certo punto ha importato dalla Germania telai completamente automatizzati e, la produttività è s aumentata ma purtroppo però altrettanto ha fatto la disoccupazione.
    L’uomo non può competere con la macchina e questi signori che come le tre scimmie fingono di: NON VEDERE NON SENTIRE E NON AGIRE continuando con riti stantii e superati devono convincersi che rappresentano la preistoria, sono diventati come il Giapponese che a trent’anni dalla fine della guerra continuava a combattere nella giungla per un fine nobile qual è l’ideale loro invece per un fine IGNOBILE qual è quello di non mollare l’osso, accuratamente spolpato dal dopoguerra ad oggi. Ho detto fingono, perché in realtà sanno benissimo cosa fanno come pure che il loro destino e segnato cercano semplicemente di sfruttare la situazione fin che possono e più che possono. Per spiegarmi meglio propongo a chi legge:
    LA PARABOLA DELL’ASINO di Don Silvio Favrin
    “Quando vedevo arrivare al mulino di mio padre i contadini con i loro asini, mi ero affezionato soprattutto al piccolo e affamato asino di Piero Bataron. Un giorno per consolare il mio pianto, perché l’asino aveva divorato una manica del mio giubbotto, Piero mi raccontò la storia che “una volta l’asino si trovò davanti a una strada lunga e dritta, come la Postumia che va da Genova a Trieste. L’animale si piantò e non volle andare avanti, perché pensava che lui non poteva camminare fino in fondo, dove non si vedeva nemmeno la fine della strada, persa tra la nebbia.
    Per questo i contadini da allora hanno costruito le strade di campagna con tante curve: da qui fino al Capitè1, e il musso pensa: fin là posso arrivare e titic-titoc arriva al Capitèl; dopo la svolta la strada continua fino dai Mostaci, e lui pensa: fin là posso arrivare … Così, un tratto di strada dopo l’altro, arriva a casa…”
    Da allora ho spesso ricordato e incontrato l’amico asino. E quando tentai di cavalcarlo fui immediatamente catapultato via, facendo un volo che solo il mio poco peso rese indenne. Pensai che la pazienza dell’asino, espressa dal suo occhio mite, ha un limite e anche lui sa difendere la propria libertà, molto più di un cavallo che tronfio si lascia cavalcare per il comodo del padrone, che lo porta anche a morire in battaglia.
    Quella degli asini è la fierezza degli umili, capaci di difendere con dignità la loro famiglia e la loro storia.”
    UN’ASINELLA STUFA DI ESSERE GABBATA DA STI’ LADRON

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  5. Basta leggere i contratti del pubblico impiego.
    Circolano volantini che tanto non si poteva avere di più. Ma stiamo scherzando? Io sono un livello apicale e ho preso 27 euro di aumento e poco meno di 300 euro di arretrati!!!
    Almeno non dire nulla perché a parlare si stimola la discussione

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  6. Vogliono far credere di influenzare la politica quando se tutto va bene influenzare se stessi se prima erano gli altoparlanti e reggicoda dei politici ora che questi sono a loro volta diventati servi del vero padrone che non si vede ma si sentono eccome gli effetti. Un esempio lampante è dato dalla storia dell’Italia dal dopoguerra ad oggi. Chi vuole può capirlo leggendo quello che segue.
    L’UNIFICAZIONE TEDESCA HA SPOSTATO LA CORTINA DI FERRO IN PROSSIMITA’ DELLA RUSSIA
    La vicenda della Embraco, che è solo l’ultima di una lunga serie ci dice che, nella scacchiera internazionale la cortina di ferro si è spostata verso oriente inglobando i nuovi paesi che hanno sostituito l’Italia nel ruolo di sentinella e per questo vengono sostenuti allo stesso modo e per gli stessi motivi che nel dopoguerra fummo aiutati noi. Questo spiega perché nonostante tutte le nostre rinunce, aiuti di Governo, Regione e Provincia, e dopo anni di licenziamenti, cassa integrazione, mobilità e prepensionamenti, la Embraco e tante altre aziende come: la Honeywell (da Atessa, provincia di Chieti, Abruzzo, verso la Slovacchia). In Polonia si è trasferita da Torino la Carson Wagonlit, come pure la K-Flex (sede in Brianza). Prima ancora si era spostata dal Friuli, per produrre lavatrici in Polonia, Romania e Ungheria, la svedese Electrolux, che a suo tempo aveva rilevato l’italianissima Zanussi, all’epoca del passaggio di proprietà con 35 mila lavoratori. Tutte chiudono gli stabilimenti da noi per delocalizzare la stessa produzione nei paesi della nuova frontiera. Sono fedeli alleati degli Usa e cosa, estremamente allettante per le imprese straniere offrono a chi lavora garanzie sindacali e sociali e salari assai inferiori dei nostri e spesso usano i loro abbondanti fondi strutturali Ue per creare condizioni di concorrenza sleale. Prezzi dell’energia molto più bassi, per esempio. Condizioni di vantaggio per l’edilizia industriale e relative urbanizzazioni. Sconti fiscali che, come osservato dsi recente dal Ministro Calenda, fanno a cazzotti con le regole della Ue. Ma candidamente ci viene fatto notare che sono “i costi della politica” gli stessi che nel dopoguerra ci portarono ad essere tra i primi paesi industrializzati che dovevano sollevarci come la mamma aiuta il figliolo a muovere i primi passi ma poi avremmo dovuto fare da solo. Noi invece, con l’ avvento della seconda repubblica
    Sono questi i punti di caduta individuati dal Ministro Calenda, proprio rispetto al caso del trasferimento della Embraco in Slovacchia e come si può evincere il problema è attribuibile ai famosi “costi della politica”.
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro su chi è il burattinaio e chi sono i burattini diversamente siete proprio dei casi disperati che meritate questi cialtroni e forse anche peggio.
    UNO STUFO DI SENTIRE LAMENTELE E POI DOPO LE VOTAZIONI (UNICA OCCASIONE PER CAMBIARE QUALCOSA) CONSTATARE CHE AL MASSIMO SI è CAMBIATO TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE.
    Una disillusa che ha perso qualsiasi fiducia nel prossimo in quantità esponenziale col ruolo che ricopre, perchè più è alto il ruolo che ricoprono più sono corrotti e corruttori. speriamo di non dover rimpiangere la ghigliottina (metaforicamente parlando sì intende)

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  7. ma che sono contratti quelli del pubblico impiego? sono medaglie offerte ad un governo che ha fatto solo propaganda e distrutto il pubblico impiego con danarose consulenze esterne sulle quali il sindacato comodamente tace

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  8. gniaffacciopiu' · Edit

    Dalla prima lettera di Annamaria furlan agli elettori e le elettrici rsu: mossa veramente intelligente scrivere mentre siamo tutti inondati di messaggi per le elezioni politiche, forse si è confusa o semplicemente voleva dare indicazioni per le elezioni politiche

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  9. se volgiamo, c’è pure la lettera congiunta fp filca, in cui la fp avrà a disposizione tutta la rete contatti filca… utilissima per le RSU, tra un mattone e una trave forse si trovano i voti … ma forse il messaggio è alla postina… di una nuova ed eterna alleanza, già in segreteria filca c’è pure lo splendido amico toscano di petriccioli… ma dove volete andare …

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  10. gniaffacciopiu' · Edit

    mi manca questa filca+fp di lettera…ma è scritta in italiano corrente? filcano i contatti in fp così vincono le rsu…mattone dopo mattone..

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  11. Convengo con l’intervento dell’anonimo 12 e 38 l’accordo che vogliono far passare come storico se mai sarà applicato lo sarà di certo ma per loro che nel firmarlo hanno avuto in mente un solo vero obiettivo che è quello di mantenere tutti i privilegi accumulati finora continuando a mungere lo Stato come hanno sempre fatto finora tanto è vero che quando si sono chiusi i rubinetti americani perchè il pericolo sovietico si era spostato altrove i grandi capitani d’industria sono scemate a dirigere alberghi di terzordine e i sindacalisti ha raccogliere i cocci della loro incapacità a difendere i lavoratori cosa che avrebbe richiesto contrastare il padrone e questo non andava bene per le loro tasche come Fausto ha documentato e fino a prova contraria da anni annunciata ma mai prodotta CARTA CANTA

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  12. AVETE NOTATO ANCHE VOI CHE DA QUALCHE ANNO TUTTI GLI ACCORDI SINDACALI BATTONO SOLO E SEMPRE SULLO STESSO CHIODO CHE E’ QUELLO DEL RICONOSCIMENTO RECIPROCO DELLE PARTI- COSA CHE PUNTUALMENTE VIENE RIBADITO E SOTTOLINEATO CON CHIAREZZA ESTREMA FINO ALLA NOIA. Chiarezza che si annebbia profondamente quando si tratta di precisare con quali modalità e tempi si realizzeranno le loro dichiarazioni d’intenti sottoscritte che stante alle passate esperienze non vedranno mai la luce? Ebbene il motivo è presto detto è perché LORSIGNORI sanno perfettamente che le relazioni sindacali da anni sono finiti al bivio anzi più precisamente sul ciglio di un burrone, da quando un tema centrale nella evoluzione delle relazioni sindacali e non solo sindacali, la tendenza alla disintermediazione sempre più diffusa, nella società ‘liquida’ che si è determinata e la potenza della Rete con la velocità imposta dal cambiamento spingono a superare ogni mediazione. Nelle relazioni sindacali, la disintermediazione elimina i tavoli, le liturgie e i rituali di un mondo novecentesco ormai definitivamente tramontato, svuotando di senso le pratiche di concertazione e mettendo in crisi la stessa legittimazione della rappresentanza. Ecco dunque che il re è nudo . Perchè se il giocattolo implode tutti i loro privilegi vanno a farsi benedire come sono finiti da tempo quelli degli iscritti dei quali non gliene può fregar di meno.
    RIFLETTETE GENTE RIFLETTETE

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  13. Tra lui e lei scegliere non saprei (Bonanni-Gigi) la pena più lieve che meriterebbero entrambi sarebbe di essere buttati giù dalla torre allo stesso modo e per lo stesso motivo; entrambi infatti, in tempi diversi hanno lavorato con lo stesso vero ed unico obiettivo, messo bene in evidenza, dall’intervento delle 10.35 su questo blog che oramai ha assunto un rilievo pregnante nel dibattito per il fatto che tante verità scomode possono essere rese pubbliche senza subire le vendette di questi auterntici……

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