2/I birilli

Non ci voleva molto ad indovinare, e infatti abbiamo indovinato. Dieci giorni fa avevamo scritto che la guerra in corso in Veneto si sarebbe concentrata ora sul segretario della Fnp di Padova-Rovigo al quale sarebbe stato detto di farsi da parte con le buone, o sarebbe stato messo da parte con le cattive. Cioè con l’ennesimo commissariamento strumentale e politico di questi anni.

Il 7 febbraio scorso il commissario della Fnp regionale ha partecipato al consiglio generale della struttura di Padova Rovigo ed ha detto che il segretario in carica se ne deve andare. E perché? Perché Trambaiolli vuole così (per chi non sapesse chi è il famoso Trambaiolli, consigliamo di andare a questo link).

Le parole del commissario sono state diverse – cioè chiacchiere del tipo “c’è una frattura fra Padova e Rovigo e bisogna ricomporla” e banalità simili – ma il senso è quello: senza Trambaiolli non si va da nessuna parte. Con questa scusa si può controllare la federazione dei pensionati Padova-Rovigo, per poi passare all’Unione. 

Solo che i pensionati di Padova non ci stanno, e ora promettono battaglia.

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31 Commenti - Scrivi un commento

  1. Leggo questo post con sgomento. Qui non c’è addirittura nessuna violazione né statutaria né regolamentare né di buona amministrazione e si intende commissariare una struttura del genere ? Se è vero, è semplicemente ignominioso, Ma se qualcuno non partecipa scientemente alle riunioni di un consiglio generale, lo si dovrebbe far decadere dopo tre assenze ingiustificate e non commissariare la struttura, solo perché invisa a qualcuno !!! Ma poi la segreteria nazionale della FNP vorrebbe commissariare una struttura, quando, se non sbaglio e salvo riunioni segrete non pubblicizzate e di cui non sono a conoscenza, i primi a non rispettare gli statuti sono proprio loro. Secondo lo statuto della FNP, un segretario generale non può esserlo per più di otto anni e penso che, girando per l’Italia, ci siano diversi segretari FNP che hanno oltrepassato tale limite. Ma già, nessuno può dire niente, altrimenti c’è il vilipendio e si rischia di essere puniti severamente, anche se il codice etico invita tutti a segnalare le irregolarità.

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  2. Si è aperta una strada senza via di ritorno. Prima che sia troppo tardi sarebbe bene si dimettessero in massa Furlan Petteni Colombini Resteghini Ventura Bonfanti Raineri Sbarra ecc. ecc. Ridateci la vera Cisl oggi presa in ostaggio.

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  3. In campagna elettorale con la cultura. Da Franceschini 10 milioni per 150 enti privati. Alfano, Furlan, Bazoli: ecco la lunga lista dei beneficiati da La Notizia Giornale…Furlan sta per Anna Maria “Ancora più emblematico il caso della Fondazione Giulio Pastore (38mila euro), tra i cui soci fondatori ritroviamo la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: la stessa che siede anche nella Fondazione Carlo Donat-Cattin (50mila euro). Così, perché il lavoro è importante.

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    1. L’articolo che citi contiene una grossa imprecisione: la fondazione Pastore è nata nel 1975, e la Furlan non può esserne socio fondatore. Oggi semmai il problema non è chi l’ha fondata, ma come la fondazione Pastore sta affondando, andando appresso al gruppo di comando di Via Po 21

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  4. Caro Admin io ho riportato il testo dell’articolo scrivete a La Notizia Giornale o agli autori del pezzo per me e per tanti di noi il problema è chi l’abbia fondata ma come è gestita eper quali fini

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    1. Infatti non ho corretto te, ho scritto che l’articolo contiene una grossa imprecisione. Una puntualizzazione che ci siamo sentiti in dovere di fare su questo blog perché la fondazione Pastore ha un passato glorioso, al quale alcuni di noi hanno preso parte, e non merita di essere offesa dicendole che sarebbe stata fondata dalla sig.ra Furlan invece che da Mario Romani.

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  5. Veramente i cislini pensavano che il problema avrebbe riguardato solo la FP? Nella storia i sistemi totalitari hanno sempre un punto di inizio. Quando si alza una manina per acconsentire ad una palese violazione statutaria si da il via alle ingiustizie che seguiranno.
    Una risicata maggioranza è colpevole di aver barattato la nostra storia democratica con una comoda poltrona temporanea.
    W la cisl. Quella vera.

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  6. Il sig. Coli a padova ai pensionati riuniti in consiglio generale , ha detto molto di più!!!!
    Ora qualche amico di padova si domanda che fine ha fatto il segretario regionale Bombieri (ex)…..tanto spavaldo a sfidare Bonfanti , quanto coniglio a nascondersi tra “ non so cosa fare” …. Cioè ora che ha toccato con mano chi sono i dirigenti nazionali Fnp…..perché non esce allo scoperto pubblicamente?
    Ha lanciato la sua maggioranza a sfidare il nazionale e ora che fa’? Li lascia soli?
    Se era così fiero di essere amico vero di Scandola perché non continua la sua Battaglia ???

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  7. Costei insieme alla sua corte di disonesti non conosce assolutamente la vergogna ed è questa la vera cosa agghiacciante se si considera che persevera nel suo agire. Questo agire appare dal post i birilli uno e due ma anche da tutte le situazioni più disparate che ci dovrebbero far prendere coscienza che non si può più recuperare nulla in quel che viene ancora spacciato per Cisl. Chi resta lo fa perché non ha altri sbocchi lavorativi e si deve fare andare bene ciò che crudelia e c. Hanno deciso. Tutti gli altri sono identici a lei. Cosa volete ancora recuperare in un bordello simile e soprattutto da chi dice che è agghiacciante che nei luoghi di lavoro si perpetuino violenze e ricatti per mantenere il posto di lavoro ! Qui la sola cosa agghiacciante è che tutto ciò gli sia stato permesso fino a questo punto con buona pace di politici e giudici ed in barba alle persone oneste che continuano ad essere penalizzate per permettere a costei ed alla sua corte di mantenere in piedi un Inutile carrozzone per poter vivere nel lusso a discapito di chi un lavoro non c’è l’ha !
    Segue ciò che viene ignobilmente diffuso da Ufficio Stampa Cisl – 13 febbraio 2018- “Sono numeri impressionanti che dovrebbero indignare tutti gli italiani. Nonostante qualche piccolo miglioramento è ancora agghiacciante il numero delle donne che nel corso della vita sono state vittime di violenza, molestie, ricatti sessuali sul luogo di lavoro per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressioni nella carriera.” E’ quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Anammaria Furlan, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat relativi alla violenza sulle donne nel nostro paese. “Solo negli ultimi tre anni sono state 167mila le donne che in ufficio o in azienda hanno subito forme di ricatto, molte delle quali lavorava o cercava lavoro nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche ed in quello del lavoro domestico. Ed è emblematico che nell’80% dei casi le vittime non ne hanno parlato sul posto di lavoro, quasi nessuna ha denunciato quanto accaduto alle forze dell’ordine. Ecco perchè è molto importante per la Cisl attuare l’accordo che abbiamo sottoscritto nel 2016 con la Confindustria per prevenire e contrastare le molestie in ogni luogo di lavoro, mettere in atto concretemente adeguate procedure per il rispetto della salute, del benessere e della dignità della persona. A tal proposito attendiamo ancora anche il decreto attuativo riguardante gli sgravi contributivi per l’assunzione delle donne vittime di violenza, un provvedimento che andrebbe esteso a tutti i settori produttivi. La strada verso la libertà da ogni sopruso e violenza resta l’atto primario della denuncia, aiutando le donne ad uscire dal silenzio. Per questo occorre rinnovare una vera alleanza tra le istituzioni, le imprese, il sindacato, il mondo della scuola e dell’informazione, per contrastare questa piaga della nostra società. Dovrebbe far parte dei processi educativi e della cultura civica di un paese avanzato e moderno come l’Italia, fin dai primi anni dell’infanzia, spiegare che il rispetto reciproco tra uomini e donne è il fondamento di una comunità”.

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  8. Amici e nemici vicini e lontani, la verità è che la democrazia, tirata in ballo a proposito (poche volte per fini nobili) e quasi sempre a sproposito (leggasi fini ignobili e truffaldini) funziona bene fino a quando la vivono e l’amministrano quelli che l’hanno voluta. Dopo, il suo sbocco naturale non può che essere il triste decadentismo che stiamo vivendo che a sua volta sarà inevitabilmente seguito da una rivoluzione che a sua volta riporterà la democrazia e così via fino all’estinzione dell’umanità; sempre che non ci massacriamo prima fraternamente. Molti di noi presumono di essere Dio in terra. Quando invece per dirla alla Bracardi è meno di una BESTIA molto meno

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  9. Pensiamo a maggioranza che la Furlan sia stata la peggior segretaria nella storia dei sindacati confederali. Ha costruito una casa di fango, ha sostenuto mediocri ed eticamente immeritevoli dirigenti, ha sfasciato l’organizzazione ai livelli orizzontali e verticali, non si è occupata seriamente dei problemi degli iscritti abbandonandoli al loro destino . Non ha portato alcun risultato ai lavoratori. Siamo prossimi al momento in cui in tanti che tengoo ancora alla Cisl ne chiederanno le dimissioni mettendola in minoranza negli organismi.

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  10. Scusate ma prima c’era un documento dei pensionati di padova, l’ho letto superficialmente, volevo rileggerlo con calma ,ma non lo trovò più’ . L’avete tolto.

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  11. Pensioni Scuola: la beffa APe Social
    Armonizzazione regole tra APe Sociale e Pensione Scuola: chi ha presentato domanda nel 2017 lascia il lavoro il primo settembre 2018, perdendo l diritto sui mesi precedenti.
    I dipendenti della Scuola che hanno chiesto e ottenuto l’APe sociale nel 2017, continueranno a lavorare fino al 31 agosto 2018: è la soluzione indicata dal Ministero dell’Istruzione, che armonizza le regole dell’anticipo pensionistico con quelle sui pensionamenti del settore. Era un chiarimento atteso, vista la difficoltà di interpretazione delle diverse regole.
    APe Scuola 2017 Il punto è che il personale della Scuola ha una sola finestra di uscita annuale, il primo settembre. Non era chiaro come questo potesse conciliarsi con l’APe sociale: coloro a cui è stato certificato il diritto, avrebbero già diritto a percepire il trattamento. In pratica, la soluzione scelta prevede che si perdano automaticamente tutti i mesi di APe che intercorrono fra il momento in cui viene maturato il diritto e il primo settembre 2018.
    La circolare del MIUR spiega che persone (docente, amministrativo, tecnico e ausiliari) e dirigenti ai quali l’INPS ha certificato il diritto all’APe, possono presentare la domanda di cessazione dal servizio, specificando di essere in possesso del diritto all’APe. Scatterà il primo settembre 2018, in modo che sia garantita la continuità didattica dell’anno scolastico. La domanda si presenta in forma cartacea al proprio ufficio di riferimento
    APe Scuola 2018 Non è chiaro cosa succederà a coloro che presentano la domanda nel 2018. La situazione è la seguente: la richiesta di APe sociale 2018 va presentata entro il 31 marzo o, in subordine (proroga concessa dalla Legge di Stabilità), entro il 15 luglio. L’INPS entro il 30 giugno risponderà a coloro che presentano la richiesta entro il 31 marzo. Non è invece chiaro entro quando dovrà rispondere a coloro che, invece, fanno domanda fra il primo aprile e il 15 luglio. La norma prevede infatti che solo le domande presentate dopo il 15 luglio vengano elaborato solo nel caso in cui ci siano ancora risorse disponibili.
    Quelle presentate fra il primo aprile e il 15 luglio, invece, vengono comunque lavorate, al pari di quelle che arriveranno entro il 31 marzo. Resta il fatto che non ci sono termini precisi su quando dovranno arrivare le certificazioni del diritto in questo caso. Per il personale della Scuola, vista la finestra unica di pensionamento (il 31 agosto), c’è il rischio di non riuscire a terminare la pratica in tempo per cessare il servizio entro il 31 agosto.
    Casi particolari Ricordiamo infine le regole per insegnanti della scuola d’infanzia e asilo nido che risultano inseriti fra gli addetti a mansioni gravose, caregiver e lavoratori con disabilità al 74%. Per gli addetti a mansioni gravose, il requisito contributivo è pari a 36 anni. Chi ha fatto domanda nel 2017 doveva aver svolto le mansioni per almeno sei anni negli ultimi sette anni. Chi invece presenta domanda nel 2018 deve aver svolto le mansioni gravose o per sei anni negli ultimi sette oppure per sette anni negli ultimi dieci.
    I caregiver, che assistono il parente da almeno sei mesi, nel 2017 dovevano essere parenti di primo grado, nel 2018 l’accesso è consentito anche a parenti e affini entro il secondo grado, se il coniuge, o il partner in unione civile, o i genitori, hanno più di 70anni, oppure sono affetti da patologie invalidanti o siano mancanti. Sia per i caregiver sia per i lavoratori con disabilità pari al 74%, il requisito contributivo è pari a 30 anni. In tutti i casi, ci vogliono 63 anni di età, e non possono mancare più di tre anni e sette mesi all’età per la pensione di vecchiaia.
    E LA CISL DOV’ERA? NON C’ERA E SE C’ERA DORMIVA!!!!
    Tre insegnanti dell’infanzia che non dormiranno di certo alle prossime elezioni delle RSU

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    1. Allora dobbiamo fare i precisini, a costo di essere antipatici:
      – la nostra non è una difesa, a meno che la tua (se sei lo stesso commentatore) non fosse un’accusa
      – tantomeno è una difesa “d’ufficio”, perché al massimo può essere una difesa “di parte”. Che vale per chi ci vuole credere, al pari delle affermazioni (non ci permettiamo di dire insinuazioni)
      – ci è stata fatta una domanda (“Non è che De Franceschi vi ha supplicato…?”) e noi abbiamo risposto in maniera sintetica: no.
      – se volete una risposta analitica, smentiamo che De Franceschi abbia “supplicato” o anche solo chiesto alcunché. Anche perché nessuno di questo blog ha parlato con lui, né prima né dopo.
      – Qualcun altro (di cui non facciamo il nome per ovvi motivi) ci aveva mandato un testo di un comunicato, ma non ci aveva detto che dovesse restare riservato. Noi abbiamo sbagliato a non chiedere conferma prima della pubblicazione, lui avrebbe fatto meglio ad essere più chiaro.
      – Quel che abbiamo scritto noi, e che il commentatore ha simpaticamente definito “cavolate” non lo abbiamo tolto. E lo confermiamo parola per parola.

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    1. Da anonimo ad anonimo · Edit

      Fattelo dire: la credibilità di una conferma dipende dalla fiducia e dalla credibilità di chi conferma.
      Le conferme anonime le porta via il vento.

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  12. Sempre perché siamo costretti a fare i precisini, ti facciamo notare che:
    – non è corretto rispondere ad un altro commentatore attribuendone le affermazioni, o cavolate se preferisci, al blog
    – per quanto ci riguard, stiamo per compiere il terzo anno di vita. E per ora il vento non chi ha ancora portato via. Anzi…

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    1. Va bene, accettiamo la critica. L’importante è che tu continui a leggerci, e quando ne hai voglia anche a scriverci per dire la tua. Liberamente.

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