La differenza

In Germania il sindacato più forte è l’Ig Metall, che ha più di due milioni di iscritti. Nella Cisl la federazione più forte è la Fnp.

In Germania la Fnp non esiste. Per questo i pensionati, se vogliono tenere la tessera, restano iscritti alla loro federazione. In questo modo, oggi gli iscritti all’Ig Metall sono per tre quarti lavoratori attivi nelle fabbriche, mentre il restante quarto si divide fra disoccupati, studenti e pensionati.

E la cosa funziona benissimo: i pensionati pagano i loro contributi alla federazione, e la rafforzano; e allo stesso tempo non alimentano l’equivoco di una struttura superconfederale che comanda su tutta l’organizzazione e straborda dalle sue compentenze. Fino a pretendere di fare anche la formazione dei giovani.

Inoltre, i soldi dei contributi dei lavoratori e dei pensionati in Germania vanno alla federazione, che poi gira il 12,5 per cento alla confederazione. E poi basta!

Con i soldi pagati da pensionati e lavoratori, l’Ig Metall fa corsi di formazione per i propri delegati nei luoghi di lavoro e sostiene le campagne di sindacalizzazione. E po i riempie le casse di solidarietà, cioè alimenta le risorse con cui può portare avanti uno sciopero ad oltranza, durante il quale gli iscritti ricevono un’indennità sostitutiva dello stipendio.

L’ultimo contratto, quello che prevede la possibilità di autoridursi l’orario a 28 ore settimanali per due anni, è stato ottenuto perché le casse di solidarietà erano piene, grazie ai contributi di lavoratori e pensionati. I datori di lavoro non avrebbero mai firmato quel contratto se non avessero avuto una paura matta delle casse piene e del possibile sciopero ad oltranza.

Ma per avere le casse piene che piegano i padroni senza neanche dover cominciare lo sciopero a oltranza bisogna fare come i tedeschi. Alla confederazione bisogna dare il 12,5 per cento. E poi basta! I soldi poi li devi usare per fare la formazione, non per farla fare ai pensionati. Perché l’Ig Metall i suoi giovani li prepara alla mobilitazione e al conflitto, non alle chiacchiere furlaniane sulla partecipazione.

Insomma, per avere i contratti alla tedesca, cominciamo a chiudere la Fnp. Perché la prima differenza fra noi e i tedeschi è proprio questa.

E i risultati lo confermano.

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15 Commenti - Scrivi un commento

  1. Ma gli interessi degli iscritti pensionati come vengono difesi se, come si capisce dal tuo scritto, tutto e’ riversato sui lavoratori?

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    1. Boccaccia mia statti zitta! · Edit

      La domanda girala ai tedeschi. O sei convinta veramente che i pensionati italiani stanno meglio dei loro perché hanno la Fnp del “grande leader” Bonfanti?

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  2. La cultura del rispetto delle regole tipica tedesca è agli antipodi rispetto alla cultura della violazione delle regole del “nuovo” corso cisl.
    Utilizzare le risorse per investire sul sindacato e sui giovani tipico dell’IGM è esattamente l’opposto della linea confederale cisl.
    I risultati si vedono oggi e purtroppo in futuro si vedranno maggiormente.
    Gli obbiettivi e l’orizzonte temporale dell’attuale dirigenza sono l’uso discrezionale delle risorse per il tempo necessario a consolidare le proprie posizioni.
    Negli ultimi anni la mancaza di idee, la mancanza di un ricambio generazionale legato alle capacità e non alla fedeltà, l’inconcludenza e l’incompetenza, l’atmosfera di continuo stato di assedio commissariale che ha sostituito il fervido e produttivo dibattito confronto costruttivo che è nel DNA cislino, col tempo produrrà una lenta e progressiva disaffezione dei lavoratori e dei quadri, con una lenta e costante perdita di iscritti. In pochi anni si dovrà scegliere se utilizzare le poche risorse rimaste, per la rinascita o per le prebende. Lax sceltac degli attuali quadri sarà in linea con le ultime scelte, quindi sarà la fine.
    Intanto sia la politica che i cittadini utilizzeranno il sindacato solo per i servizi.
    La Cisl, e non solo, si trasformerà in holding di servizi con una piccola e marginale attività di consulenza sul lavoro. La nostra tradizione di tutela del lavoro sarà vista come un ricordo superato dalla “modernità” ed il giallo sarà il nostro nuovo colore.

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    1. Naturalmente su questo blog puoi fare tutte le richieste che ritieni. Naturalmente altri sono liberi di darti le risposte che ritengono di dare.
      Noi ringraziamo te e tutti gli altri che intervengono e dicono la loro.

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  3. Ma di quali interessi per gli iscritti si occupa la Fnp di grazia? Mi risulta che in molti territori per scelta non distribuiscono nemmeno le tessere nuove per paura che si consapevolizzino di essere iscritti e dunque dare disdetta. Questo la dice lunga sull’operato di questa categoria. Meglio utilizzare le risorse per i delegati nei posti di lavoro perchè questa sarebbe vera solidarietà intergenerazionale con benefici certi per la società

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  4. SINDACALISTI E POLITICI, DELLA SECONDA REPUBBLICA PARI SONO
    ENTRAMBI HANNO TRADITO LA DEMOCRAZIA, GLI ELETTORI E GLI ISCRITTI
    SU CONSIGLIO DI UN AMICO HO LETTO L’ARTICOLO CHE SEGUE DAL FATTO
    Consigliata da un’amica ho letto, sul fatto del l’articolo che segue che propongo agli amici del blog perché lo ritengo utile a far chiarezza anche sui comportamenti in casa nostra nostra.

    Elezioni 2018, pensate davvero di poter scegliere i vostri rappresentanti?
    la “bravura” nel contar balle (soprattutto in periodo di elezioni!) è un vero e proprio “valore aggiunto” sul quale sono state costruite tante carriere politiche anche di alto livello, ma è solo a cominciare dalla cosiddetta “Seconda repubblica” che (in Italia) la sincerità nella politica (e in chi la commenta) è diventata un peso superfluo o addirittura un handicap. Il motivo non è soltanto, come avviene in altri paesi, riposto nella speranza di essere creduti da cittadini elettori “boccaloni” che poi dimenticano la “fregatura”.
    Da noi la fregatura è doppia, perché anche se l’elettore ricorda, ci pensano le leggi elettorali “truffa” (Porcellum, Rosatellum, ecc.) a mettere le cose a posto per consentire ai segretari di partito di rieleggere finché ne hanno voglia e convenienza tutti i loro candidati preferiti, scelti “fior da fiore” come se fosse un esercito privato personale.
    Tutto questo è già molto peggio di una semplice “fake news”. Chi rappresentano in realtà quegli eletti? I loro elettori formali o i loro designatori sostanziali? In realtà non rappresentano nessuno perché sono solo esecutori di ordini ai quali devono obbedire sempre, altrimenti non saranno più ricandidati. Ma questo priva anche l’elettore della possibilità di “punire” l’eletto facendogli mancare la fiducia.
    In questo modo l’elettore viene defraudato due volte nel suo diritto di esercitare il suo potere democratico.
    Si può chiamare ancora “democrazia” questo modo di eleggere i “rappresentanti del popolo”? Certamente no. Se ci fossero ancora partiti veri in Italia si potrebbe forse chiamare “partitocrazia”, ma ormai anche i partiti sono dei falsi organizzativi dove manca all’interno una vera organizzazione democratica, sostituita da una organizzazione di vertice che emana il suo potere dall’alto verso il basso e non viceversa come dovrebbe essere una seria democrazia.
    Il sistema costituzionale dei soviet, al tempo dell’U.R.S.S. (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche), era molto più democratico (sulla carta) di quello dei nostri attuali partiti (Forza Italia in primis). Infatti ogni soviet era una Camera di rappresentanti eletta dal popolo. I soviet più bassi (a livello locale) eleggevano quelli regionali, che eleggevano quelli nazionali, fino ad arrivare al soviet Supremo. A rovinare il tutto arrivava il Partito Comunista, che decideva ad ogni livello, su base ideologica, chi si poteva candidare. E’ più o meno così anche nel sistema attuale del Partito Comunista Cinese.
    Ma non è così anche da noi? Anche nella nostra sgangherata pseudo-democrazia i candidati vengono scelti tutti dai segretari di partito. L’unica differenza è che da noi non c’è un partito unico, ce n’è uno… meno di mille (pressapoco).
    Ma la truffa sulla scelta dei candidati non è l’unica a danno del sistema democratico. Anche l’ormai inveterata deprecabile abitudine di sovrapporre il potere esecutivo (il governo) con quello legislativo (le due Camere) è una grave deformazione del sistema democratico. Persino il Movimento dei 5 Stelle, che pure fonda il suo sistema di “democrazia diretta” su un organismo battezzato “Rousseau”, accetta questa gravissima deformazione del sistema democratico dove un’unica persona assume la carica di segretario del partito e di presidente del Consiglio dei ministri.
    Abbiamo visto sopra come l’attuale capo del partito (segretario o presidente o come lo si voglia chiamare) nel nostro sistema democratico sia di fatto un padrone più o meno assoluto del suo partito. Considerando che il capo-partito, quando rappresenta il partito o la coalizione di maggioranza controlla di fatto il Parlamento (le due Camere), egli (o ella) controlla di fatto tutta l’attività legislativa del Parlamento.
    Quindi è Capo-Partito e Capo-Legislatore. Aggiungendoci anche la posizione di Capo del governo (una prassi consolidata che si ripeterà probabilmente anche dopo queste elezioni!) si avrà un potere immenso sulle spalle di una singola persona che, per quanto brava possa essere, dovrebbe essere almeno un “marziano” per poter svolgere con competenza e bravura tutti i compiti inclusi in quel triplice mandato istituzionale. Le due mansioni di capo del partito e capo del governo dovrebbero restare sempre rigorosamente separate.
    Sarebbe ora che il Capo dello Stato facesse sentire un po’ di più la sua voce contro questo malvezzo della fake-democracy che si sussegue già da troppo tempo ormai in Italia (massacrando anche l’economia, non solo la democrazia).

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  5. Un esempio più lampante e chiaro di cosi su: come e chi ha ucciso la democrazia in Italia, riducendoci e trattandoci tutti come figli di un Dio minore, non credo possa esserci. Mi domando però: fino a quando potrà durare la pazienza del popolo? Perché, su come finirà, la storia ce l’ha spiegato tante volte, eppure ci ricaschiamo sempre.
    Parafrasando il Poeta consiglio a tutti “non ti fidar di loro ma ascolta, guarda e decidi l’opposto di quello che ti dicono e chiedono”
    Il diffidente

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  6. FIRMATO IL CONTRATTO DELLA SCUOLA
    Gli stipendi del personale della scuola verranno incrementati del 3,48%, una percentuale tre volte inferiore all’inflazione, nel frattempo aumentata di ben 14 punti. L’accordo economico raggiunto non copre nemmeno l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale sul tasso di inflazione programmata, salito del 5,5%. La Furlan ha chiesto agli interessati di pazientare fino al prossimo, quando saranno sicuramente perequati al suo!!!!!!!

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  7. Contratto scuola, FederAta: dopo la firma così scrive al ministro
    Feder.ATA – Spett/le Ministra dell’Istruzione Sen. Fedeli, dopo anni e anni di attese e speranze per un giusto riconoscimento del prezioso lavoro svolto quotidianamente, utile e indispensabile al buon funzionamento di tutte le attività svolte nelle Istituzioni Scolastiche, il Personale ATA, anche stavolta, in occasione del rinnovo contrattuale, è stato completamente ignorato, mortificato e abbandonato; peggio di così non poteva andare.
    Gli aumenti stipendiali accordati agli ATA sono inaccettabili, irrisori, squallidi e insignificanti, forse neppure degni di oboli concessi per pietà; nonostante ciò, la stampa e l’opinione pubblica riportano a grandi titoli cifre inesatte e ingigantite, giustamente siamo in campagna elettorale e queste notizie servono per ricevere consensi, ma tutti sappiamo che la realtà è ben diversa.
    Inoltre gran parte delle norme contenute nel nuovo Contratto sono imperiose, palesi e arcinote ormai da tempo, spesso inadatte e inopportune per un ambiente scolastico / educativo, adottabili in rarissimi casi.
    Spett/le Ministra,
    l’aspetto più sconcertante e sconvolgente per il Personale ATA è rappresentato dall’art. 34 “Commissione per l’ordinamento professionale personale ATA”, dalla cui attenta lettura, si evince ancora una volta, a chiare note, la precisa intenzione di continuare a prendere in giro tutti gli ATA delle Istituzioni Scolastiche Italiane.
    Invitiamo i Colleghi ad un’analisi approfondita di questo articolo, dove al punto n. 2 si dice che “…le parti convengono di prevedere una fase istruttoria…nella prospettiva di valorizzare le competenze professionali…”, al punto n. 3 lettere a), d) si legge ancora che “…per realizzare la fase istruttoria…è istituita una Commissione paritetica…alla quale sono affidati i seguenti compiti:…analisi delle caratteristiche dell’attuale sistema di classificazione professionale, anche in chiave di raffronto con quelli vigenti in altri settori pubblici e privati o in altre istituzioni scolastiche ed educative dei Paesi europei”…”…di individuare nuove figure professionali, nell’ottica di sostenere i processi di cambiamento organizzativo e di incentivare comportamenti innovativi”.
    La Commissione concluderà i suoi lavori riguardo gli ATA entro il mese di Luglio 2018.
    E’ scandaloso e inaccettabile che dopo anni e anni di proclami per la rivalutazione professionale della nostra categoria siamo ancora alla fase istruttoria dell’analisi dei problemi lavorativi del Personale ATA; ora si vorrebbero individuare addirittura nuove figure professionali per gettare ancora fumo negli occhi con discorsi inutili e ridicoli; basterebbe, senza troppe chiacchiere, rivalutare i profili professionali ATA esistenti.
    E’ ora di smetterla con queste commedie e ingannevoli messinscene sempre più simili a buffonate carnevalesche, e sinceramente, visti i risultati sempre peggiori ottenuti per la nostra categoria, non si riesce più a comprendere l’utilità delle Rappresentanze Sindacali che si definiscono a tutela degli interessi del Personale ATA, pertanto invitiamo i Colleghi ad una profonda riflessione sull’utilità delle loro tessere con i Sindacati Confederali firmatari dei Contratti.

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  8. Meno male che esisteva un accordo interconfederale sugli aumenti contrattuali automatici mai applicato nel privato tanto è vero che per avere aumenti irrisori negli ultimi anni si è concesso troppo da un punto di vista normativo (vedi dualismo vecchi e nuovi lavoratori per scatti anzianità ecc. ecc. E nel pubblico perché non esiste? Per i clientelismi nell’amministrazione pubblica?

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  9. Penso che tornare si dpr per il pubblico sia molto meglio. Magistrati, militari, docenti universitari e forze di polizia, che non hanno il contratto, stanno molto meglio di noi. E se a ciò aggiungessimo l’obbligo di registrazione per i sindacati in ottemperanza alla costituzione, sarebbe l’ottimo. Con la registrazione i bilanci non potrebbero essere certificati dai commercialisti che dichiarano ciò che vuole il capo. E con i dpr almeno non contrattano al ribasso i nostri diritti e fanno da calmiere ai nostri soldi per ottenere favori per pochi.

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  10. Siamo un gruppo di insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia iscritte alla cisl (probabilmente ancora per poco). Chiediamo ai frequentatori di questo blog se corrisponde al vero quanto riferitoci da alcune colleghe iscritte allo snals che giustificano la non firma del loro sindacato
    PERCHE’ nel nuovo contratto sono stati espunti i punti i) ed m) dell’art. 6 del vecchio CCNL 2006-09 ,
    i) criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo ed ATA alle sezioni staccate e ai plessi, ricadute sull’organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall’intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell’unità didattica. Ritorni pomeridiani;
    m) criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e all’articolazione dell’orario del personale docente, educativo ed ATA, nonché i criteri per l’individuazione del personale docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto
    e diventano oggetto di ” confronto ” una nuova relazione sindacale che non trova riscontro nelle relazioni sindacali classiche.
    Non è interpretazione, non è informazione, non è concertazione e men che meno contrattazione, insomma è solo un confronto, una generica relazione sindacale che non vincola assolutamente il dirigente scolastico che, trascorsi 15 giorni dall’avvio della procedura, potrà assumere unilateralmente le proprie decisioni.
    Tutto questo voltafaccia verso la categoria dopo che:
    CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal avevano sottoscritto nell’ ordine del giorno redatto nell’Assemblea unitaria degli esecutivi nazionali, in data 4 ottobre 2017, presso il Centro Congressi Frentani in Roma. Ed era anche fortemente sottolineato nell’Accordo Governo-Sindacati di Palazzo Vidoni ( L’accordo quadro con le firme di CGIL, CISL e UIL del 30 novembre 2016 e L’accordo quadro con la firma della CONFSAL del 1° dicembre 2016).
    Augurandoci di essere smentite dai fatti, preannunciamo, qualora non lo fosse, l’immediata disdetta della nostra iscrizione. Ma tutte ci domandiamo: con quale faccia vi permettete di chiedere al personale scolastico l’iscrizione e il voto alle rsu? Dovreste semplicemente vergognarvi tutti.

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