Iscritti che vanno e che vengono

Nella Cisl è cominciata la guerra degli iscritti. O meglio, è cominciata già da tempo, solo che la gestione malaccorta e strumentale della questione da parte di Via Po 21 sta trasformando una giusta richiesta di chiarezza e trasparenza in una commedia degli equivoci. E programmi come “Striscia la notizia” o “Le iene” stanno diventando ospiti fissi delle sedi sindacali.

L’ultimo episodio è quello raccontato dal Resto del Carlino, cronaca di Reggio Emilia: una giovane che lavora alle poste con contratti a termine e che aveva disdetto la propria iscrizione alla Slp si è vista ricomparire la trattenuta in busta paga con l’anno nuovo. E la trattenuta dovrebbe significare, ma su questo le notizie non sono certe, che c’è una tessera a suo nome. Intanto è arrivato l’inviato di Striscia la notizia a fare le sue domande.

Ricordiamo, come elementi di contesto, che la Cisl di Reggio Emilia, in quanto assorbita dalla Cisl Emilia centrale, è al centro di pesanti polemiche con la Cgil per la vicenda Castelfrigo (quella su cui il dottor Sbarra dell’Anas non apre bocca, proprio come quando gli viene chiesta trasparenza sulla sua iscrizione all’Anas). E la Slp è al centro di tensioni fra l’intramontabile Mario Petitto e Nostra signora delle poste Anna Maria Furlan, per un braccio di ferro di cui ha raccontato il Fatto quotidiano (con la vittoria della componente petittiana).

poste

Che dietro a Striscia ci sia la Cgil emiiana per far fare brutta figura alla Cisl? O ci sia la vendicativa signora Anna Maria che vuol preparare il commissariamento della Slp come ha fatto con la Fp?

O semplicemente si tratta di episodi di malcostume? Magari non limitato alle poste dell’Emilia?

Certo, ci viene da ridere a cosa avrebbe trovato Striscia a cercare fra i sindacati dei pensionati, naturalmente tanto tempo fa. Ricordiamo un vecchio sindacalista che conservava la lettera di protesta di un pensionato che aveva scoperto di essere stato iscritto a sua insaputa ad una federazione, e che non riusciva a far valere la disdetta. La frase più gentile era: “Brutti schifosi che mi avete iscritto ad un sindacato più schifoso di voi!”.

Ma questo era tanti anni fa. Oggi la Fnp organizza i corsi per i giovani della federazione, che è una cosa anche più assurda dei falsi iscritti, un non senso ed uno spreco di soldi. Ma almeno non è reato.

 

 

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26 Commenti - Scrivi un commento

  1. Tranquilli pensionati del futuro….all’inas In arrivò Petteni…..campione di correttezza e coerenza….lui certamente redera’ commerciale e contrattuale l’istituto spolpato dal palermitano ex postale…..grande organizzatore di appalti che passano dalla sicilia….per una figlia manager….
    Controlli il Bergamasco integerrimo….dove sono finiti gli appalti di gazebo e iPad inas

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  2. Dovreste vergognarvi voi a sparlare, senza conoscere, un’iniziativa intelligente e coraggiosa come quella della Fnp. Iniziativa che mette insieme formazione e politica dei quadri. Certamente più partecipativa e motivante delle litanie di certi vecchi corsi di formazione fai pseudo accademici e unidirezionali.

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    1. Va bene, noi ci vergogniamo per la formazione Fai “unidirezionale”, qualunque cosa voglia dire. Ma tu cui spieghi che vuol dire “giovani” della federazione pensionati? Cioè, si tratta di pensionati baby, o di uno sfregio al principio di non contraddizione?

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    2. Giovanni Graziani, ex formatore unidirezionale e pseudoaccademico · Edit

      Il riaccendersi della polemica sulla formazione pseudo universitaria e unilaterale della Fai di prima del commissariamento (nella quale ebbi ad avere una certa parte, come del resto ebbero persone ed istituzioni che ora vedo occuparsi della formazione per la Fnp), mi ricorda il confronto fra Hugo Sinzheimer e Eugen Rosenstock-Huessy sull’alta formazione dei sindacati nella repubblica di Weimar, che aveva luogo nell’Accademia del lavoro di Francoforte, istituzione ancora oggi esistente.
      In particolare, Rosenstock-Huessy sosteneva modalità di apprendimento che fossero fondate sul dialogo ed a partire dalle esperienze dei partecipanti ai corsi, che erano lavoratori e non intellettuali. Sinzheimer, invece era per difendere il livello universitario della formazione per sindacalisti , e preferiva le lezioni frontali paventando il rischio di trasformarle altrimenti in un “Konversatorium”.
      Alla fine, nella Accademia di Francoforte prevalse la posizione di Sinzheimer, e con pieno successo dell’istituzione. Ma le posizioni di Rosenstock-Huessy vennero poi sviluppate e sono oggi considerate anticipatrici di tendenze attuali della formazione per adulti.
      Dunque, aveva ragione l’unilaterale Sinzheimer o il dialogante Rosenstock-Huessy? Evidentemente i fatti hanno dato ragione a tutti e due, ché ciascuno è riuscito a dimostrare di poter sviluppare con i fatti la validità dei propri argomenti.
      Il che mi autorizza a concludere che chiunque sostenga esistere uno ed un solo modo giusto di fare la formazione, quale che sia, merita di essere giudicato un bischero, senza possibilità di alcun appello.

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  3. Dove sta il coraggio? Pseudo pensionato d’oro. Investite nei giovani che lavorano nei luoghi di lavoro invece. I vostri sono soldi buttati perché se la confederazione non ha più potere contrattuale (oltre le idee) figurarsi la Fnp di Bonfanti…..

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  4. Sono proprio soldi sprecati cari Bonfanti e c. E sapete perché? Perché chi razzola male non può fare opere buone. E che dire della beneficenza elargita da Ermenegildo in maniera personale come da lui dichiarato con i compensi percepiti dallo stesso fuori da ogni regola statutaria? Altri soldi sprecati perché un conto è la beneficenza elargita da una federazione, un altro giustificare le malefatte attraverso la beneficenza (che sforzo farisaico) pagata dai contributi dei pensionati per compensi faraonici. Vergogna! !!!

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  5. Ormai la Fnp è diventata la promenade della confederazione. Un flusso continuo di segretari a fine carriera che vanno ad occupare una casella inutile e ovviamente super compensata in termini economici o clientelistici. Sempre gli stessi visi noti che non mollano l’osso. E per giustificare la loro presenza negli organismi organizzano gite per attivisti pensionati o appunto corsi di formazione inutili come quello per i giovani pensionati. Almeno non ne facessero pubblicità…..

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  6. Corsi, quello cui è intervenuta niente popò di meno che la Furlan, assolutamente inutili e che hanno il solo scopo di riempire uno spazio temporale che interessa nessuno a cominciare da chi lo ha organizzato e presieduto.

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  7. Secondo me si tratta di episodi di malcostume perché giustificati dalle malefatte dei dirigenti attuali che hanno occupato la Cisl interpretando le regole a loro piacimento secondo il principio del liberi tutti! Per i miei amici invece è l’unico modo che ha la Cisl di fare iscritti oggi vista la credibilità del gruppo dirigente finita sotto le suole delle scarpe. È proprio il canto del cigno.

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  8. Sicuramente come dice l’anonimo incazzato si tratta di una iniziativa partecipativa e motivante…. si ma per chi? Per i soliti 4 amici al bar che dirigono il traffico, mica per gli iscritti ignari. Ignari ma consapevoli che questo sindacato destinato a cadere come il muro di Berlino non serve a niente.

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  9. Come diceva stamani il Papa a Santa Marta, il peccatore può diventare santo perché sa accorgersi del proprio peccato mentre i corrotti tiepidi che non se ne rendono manco più conto e lo giustificano hanno un futuro di condanna.

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  10. La Cisl può avere mille difetti, ma trattare il fatto che si investa con una formazione di oltre un anno per figure giovani impegnate nella contrattazione sociale, sul territorio significa essere solo accecati da odio e risentimento.

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  11. Caro Graziani, nessuno pretende di avere un modello unico di formazione degli adulti e nemmeno di formazione sindacale degli adulti.
    Mi correggo, l’unica che lo pretendeva era la Fai tua e di Giampiero Bianchi.
    Una Fai che in maniera ridicola faceva dire nelle relazione dei consigli generali a Cianfoni che per fare formazione non era possibile non stare in fila come soldatini sui banchi.
    Una Fai che, in maniera unilaterale, dopo averne concordata un’altra con la Filca, faceva cambiare i setting dell’aula presa dalla propria bulimia pseudoaccademica e dall’idea che i corsisti, anche adulti, si riempiono di nozioni ideologiche, non si rendono partecipi di un processo di apprendimento partecipato che in Cisl si usa fin dagli anni cinquanta, certo, mixato anche con altri, a seconda dei temi e delle situazioni.
    Qui gli unici che pretendevano e imponevano il verbo, con arroganza e a volte con scarsa buona fede, eravate voi.
    Rispetto alla scuola Fnp, accecati da odio, rancore e necessità di sparare solo per sterile vendetta, non vi rendete conto che si è trattata di un’iniziativa coraggiosa e impegnativa, che ha valorizzato ragazzi e ragazze di staff, alcuni dei quali, dopo oltre un anno di formazione e azione, hanno già assunto incarichi di responsabilità, nella contrattazione sociale, così come in associazioni, intergenerazionali, promosse dalla Fnp.
    Come si fa a non comprendere che è un’idea interessante e, sì, un po’ fuori dagli schemi, quelli che non si possono mai mettere in discussione, in una formazione, come era quella della Fai, sempre uguale a se stessa, avulsa dalla carne del presente e priva di prospettiva.
    Facile attaccare etichette agli altri ed ergersi a giudici divini.
    La realtà è diversa: l’FNP, grazie ad un gruppo di formatori molto ampio e in cui gli approcci sono diversificati (quelli ex Fai almeno fino ad ora non erano prevalenti) e alla scuola permanente Fnp di Firenze ha saputo vincere una scommessa.
    Certo, questi ragazzi e ragazze dovranno essere seguiti, stimolati, lasciati nuotare in mare aperto, ma non abbandonati. Non si limiteranno a fare pratica e sportello (anche quelli), ma renderanno più giovane e dinamico un presidio sul territorio, in particolare quello periferico, che i sindacati, anche quelli dei pensionati, non devono abbandonare.
    Potranno essere risorse utili anche per la Cisl o i servizi? Forse, dipenderà dai contesti territoriali, dalle loro qualità e da quanto sapranno essere inclusivi/intelligenti i loro territori di provenienza.
    Tutto questo non ha senso?
    Tutto questo, pur con limiti, errori e difetti, significa investire risorse per costruire il futuro del sindacato e per dare risposte concrete in un mondo che cambia. Attraverso progetti e persone, non adorando simulacri senza intelligenza o teoremi abbattuti dalla vostra incapacità di renderli vivi nel presente. Tutto qui.

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    1. Giovanni Graziani, ex formatore unidirezionale e pseudoaccademico · Edit

      Io sono Giovanni Graziani. Tu non so chi sei. Se mi usi la cortesia di dirmelo ti rispondo nel merito, altrimenti mi limito a prendere atto che tu, a differenza di me, hai voglia di discutere delle bischerate di quattro o cinque anni fa, tipo il “setting” delle aule nei corsi di formazione Fai-Filca. Una questione di cui non mi fregava un tubo all’epoca, figurati adesso, perché la ritenevo, come la ritengo ancora, una bischerata. Con l’aggravante di dirla in inglese.
      E comunque per me questo è l’ultimo intervento, perché a pensar troppo alle bischerate si diventa bischeri. Ma tanto bischeri.

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  12. Qua nessuno è accecato dall’odio o dal risentimento perché non si tratta di difetti ma una questione di equità e giustizia interna basata sul pluralismo e sul rispetto delle altrue idee e parole. Finché non si faranno da parte la Furlan e tutti coloro che le stanno intorno e che hanno portato a questa situazione di ingiustizia non potrà esserci riconciliazione.

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  13. Direi che prendervela con dei ragazzi e delle ragazze come avete fatto è un atto vigliacco. Mi è stato chiesto di spiegare meglio dall’amministrazione del blog (che è anonima quanto me). Il permaloso Graziani si è risentito, forse perchè non si aspettava di dover ragionare una volta tanto nel merito. Infatti si è ritirato subito. Bischeramente.

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    1. Tu puoi farci tutte le critiche che ritieni, e noi le pubblicheremo sempre, perché sul 9 marzo non ci sono censure né commissariamenti, né espulsioni.
      Ma ti preghiamo di non dire inesattezze, come quella che ce la siamo presa in modo “vigliacco” con “ragazzi e ragazze”. E invece noi ce la siamo presa con la Fnp e la sua dirigenza, e lo abbiamo fatto apertamente e in termini politici, perché la consideriamo un equivoco. Cioè continuiamo a sostenere la posizione che la Fai sosteneva prima di essere commissariata (se c’era all’assemblea nazionale del 2004 ricorderai un intervento dell’allora segretario generale della Fai molto contestata dalle truppe cammellate della Fnp, Ma almeno allora si discuteva!).
      Se poi la Fnp dà lavoro a ragazzi e ragazze, buon per loro. Resta il fatto che nei paesi sindacalmente forti, le federazioni dei pensionati non esistono, ed i giovani che si impegnano per il sindacato lo fanno nelle federazioni degli attivi.
      E la differenza si vede.

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    2. Giovanni Graziani, ex formatore unidirezionale, pseudoaccademico e pure permaloso · Edit

      Il “permaloso Graziani” conferma di non essere disponibile a discutere di queste cose e su questo blog con ombre anonime. Se non siete liberi di palesarvi con nome e cognome su questo blog sennò perdete il lavoro- perché nella Cisl sono più permalosi di me – potete telefonarmi. Il mio numero è lo stesso di quando c’erano i corsi Fai-Filca.
      Purché non sia per parlare delle sedie di cinque anni fa, perché quelle ve le tiro, metaforicamente, in testa.

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    1. Riassumendo: da quando è cominciato questo battibecco tu anonimo, o voi anonimi – hai/avete usato termini e argomenti come

      – dovreste vergognarvi
      – vecchi corsi di formazione fai pseudo accademici e unidirezionali
      – “una Fai che in maniera ridicola…”
      – “bulimia pseudoaccademica”
      – “nozioni ideologiche”
      – “gli unici che pretendevano e imponevano il verbo, con arroganza e a volte con scarsa buona fede, eravate voi”
      – “accecati da odio, rancore e necessità di sparare solo per sterile vendetta”
      – “accecati da odio e risentimento”
      – “una formazione, come era quella della Fai, sempre uguale a se stessa, avulsa dalla carne del presente e priva di prospettiva”
      – “adorando simulacri senza intelligenza o teoremi abbattuti dalla vostra incapacità di renderli vivi nel presente”
      – vigliacco
      – permaloso
      – rivoltatori di frittate
      – incapace di rispondere nel merito

      Sull’ultimo punto sono pienamente d’accordo: davanti ai tuoi/vostri argomenti come quelli sovraesposti sono incapace di entrare nel merito. Se non per ribadirvi cordialmente che è da bischeri discutere ed accalorarsi nel 2018 della disposizione delle sedie nei corsi del 2013.

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  14. La mascherina anonima che ha polemizzato nei giorni scorsi col prof Graziani sulla formazione della Fai negli anni di Cianfoni/Bianchi/Graziani per difendere invece la cosiddetta formazione della FNP di Bonfanti testimonia il livello (senza aggettivi…) in cui è sprofondata la Cisl e l’ asservimento di tante teste che pure un tempo credemmo non del tutto vuote.
    Ma cosa ne sa l’anonimo della formazione della Fai di quegli anni e di quelli in cui la formazione della Fisba e della Fai era diretta da uomini come il prof Costantini ?
    Il peggio per una grande Organizzazione è essere rappresentata da certi piccoli uomini e donnicciole nati servi e orgogliosi di esserlo.
    Vi piacciono tanto Bonfanti Furlan Sbarra Ragazzini Venturona e compagnia ? Teneteveli stretti : sono maschere del vostro carnevale. Io continuo a rimpiangere la Fai di Gorini Cianfoni Costantini Bianchi e Graziani di Massini Retini Pastrello Vicentini e di persone perbene come Rustioni e Ori e di tanti Dirigenti e Delegati che onorarono la Fai e la Cisl dal Piemonte al Friuli, dalla Lombardia alla Sicilia e Sardegna.
    Se all’anonimo cameriere piace tanto la Fai e pure la Cisl di oggi significa che la sindrome di Stoccolma è malattia inguaribile.
    Dopodiché condivido che la malattia della Cisl di oggi ha radici antiche e precisi responsabili Marini e D’Antoni su tutti.
    Ma anche tutti coloro che si opposero alla proposta della Fisba e della Fai di abolire la FNP, causa della morte della democrazia interna e concime di una dirigenza in carriera costi quel che costi all’onore della Cisl.

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    1. Caro rosso di sera, ti ringrazio per la solidarietà. Anche se evidentemente sei qualcuno/a che non può rivelarsi col suo nome, mi è gradita lo stesso, anzi di più. Perché la tua testimonianza, per quello che scrivi e per il nome che non puoi mettere, mi conferma che è giusto nutrire tanto la nostalgia del passato quanto il sollievo per non esser parte del presente della Fai. In particolare per non esser parte della formazione, che ha senso solo se è fatta per una federazione viva e non per i morti.

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