Contrattazione vuol dire innovazione

Contrattazione, in italiano, fa rima con innovazione. In tedesco no.

Eppure in Italia i contratti collettivi non sono affatto innovativi e nascono tutti più o meno dallo stesso stampino, quello del “modello contrattuale” unico che permette poche variazioni sull’unico tema: “bisogna aiutare le imprese” una volta con la moderazione salariale, un’altra volta con la flessibilità sugli orari, un’altra ancora con le deroghe a livello aziendale che tolgono senso al contratto nazionale e addirittura al diritto del lavoro, e poi ancora con le assunzioni dei giovani senza garanzie, o  chiudendo un occhio davanti a forme truffaldine come le cooperative che ti permettono di pagare di meno per lo stesso lavoro …

In Germania non esiste il “modello contrattuale” unico, e le federazioni sono libere di fare le scelte che ritengono più giuste per i loro rappresentati. In questo modo si crea anche una bella concorrenza fra le categorie a chi fa meglio, e si stimola l’esportazione di soluzioni di successo da un settore all’altro, con i necessari adeguamenti.

Ed il risultato è una forte capacità di innovazione attraverso la contrattazione collettiva, in modo da accogliere le esigenze di chi lavora oltre a quelle delle aziende. In modo da aiutare le imprese, ma anche chi lavora a ritrovare, ad esempio, un po’ di sovranità sul tempo della propria vita.

L’accordo dell’Ig Metall annunciato ieri è un contratto innovativo. Ma soprattutto è un contratto nel quale l’innovazione e la flessibilità non vanno a vantaggio di una parte sola. Ad esempio, sull’orario ci sarà più libertà di scelta sia per chi vuole lavorare di meno, fino a 28 ore alla settimana per due anni, sia per chi vuol lavorare e guadagnare di più, fino a 40 ore. Il tutto non sulla base di una deregolamentazione o di un superamento dei contratti collettivi, come chiedevano le imprese, ma attraverso i contratti collettivi. E per il progresso della classe lavoratrice.

Ma per ottenere questi risultati ci vuole un sindacato che sia veramente un’associazione radicata nelle imprese, ci vuole dialogo e democrazia interna, ci vuole rispondenza fra le esigenze dei rappresentati ed il potere dei rappresentanti di firmare il contratto collettivo. Bisogna che alla base si prenda la parola, e che chi sta al vertice sappia far sintesi dei diversi impulsi dalla base.

Ecco perché l’Ig Metall produce innovazione. Ed ecco perché in Italia le poche innovazioni degli ultimi anni sono venute alla Fiat, e non su iniziativa dei sindacati ma della controparte, quando Marchionne si è tirato fuori dalla Confindustria.

Ecco perché la Cisl, che invece di puntare sulla mobilitazione partecipativa dei lavoratori ha imboccato la strada dei servizi e del relativo riscontro economico (che poi spesso non c’è neanche quello) ha esaurito la capacità di essere il soggetto più innovativo nelle relazioni industriali italiane.

Ecco perché l’Ig Metall non perde iscritti da quasi un decennio e ne guadagna anzi fra i lavoratori con le più alte professionalità, mentre le federazioni dell’industria nella Cisl sono tutte in perdita (compresa la Fim: meno diecimila nel 2017).

Ecco perché l’esempio tedesco ci dice che noi in Italia siamo sulla strada sbagliata. E che la Cisl negli ultimi anni si è messa alla testa di chi va nella direzione opposta a quella dell’innovazione. Con i risultati che tutti possiamo vedere paragonando i nostri contratti a quelli che si fanno dove è stata imboccata la strada della democrazia associativa e del prender parola.

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30 Commenti - Scrivi un commento

  1. E comunque la signora segretaria scimmiotta con dichiarazioni a mezzo stampa l’accordo tedesco. Sono proprio curioso di vedere con quali risultati per noi italiani. …

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  2. DALLA CONCERTAZIONE IN POI (CHE DOVEVA ESSERE TEMPORANEA E LIMITATA ALL’INGRESSO NELL’EURO) LA DIRIGENZA cisl HA RESO PERMANENTE IL PROCESSO IN CAMBIO DI BENEFICI NON CATEGORIALI BENSI’ PERSONALI INNESCANDO UNA CONTRATTAZIONE AL RIBASSO CHE ALLA FINE HA NUOCIUTO ANCHE AL PAESE E ALLE IMPRESE CHE HANNO USATO IL BASSO COSTO DEL LAVORO PER STARE SUL MERCATO INVECE DELL’INNOVAZIONE. COSI ADESSO SIAMO TUTTI IN BRAGHE DI TELA ECCETTO LA POSTINA E I SUOI ACCOLITI CHE NAVIGANO CON LE LORO LAUTE AUTO RICOMPENSE E PRIVILEGI CONCESSI LORO DAI PADRONI.

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  3. Il buon Savino da grande sindacalista quale è lo aveva capito da tempo che la strada intrapresa dal sindacato tedesco era quella giusta. L’attuale pseudo segretaria con la s minuscola della Cisl oggi si riempe la bocca di parole parole parole come è di suo costume.

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  4. Parole parole parole cui seguiranno al solito fatti zero considerata la palese e manifesta totale incapacità e lassismo dell’attuale gruppo dirigente

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  5. .@FurlanAnnamaria: “Sconcertata da questa campagna elettorale, che ha creato un clima di odio e ostilità, portando allo scontro sociale. L’Italia invece è un Paese che sa cos’è la #solidarietà e deve pretendere il rispetto della diversità anche dalla politica”
    CASPITAAA DA CHE PULPITOOOO

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  6. #7febbraio da CG @FemcaCISL @FurlanAnnamaria su #IGMetall #Germania: accordo innovativo che mette al centro la persona. Speriamo che faccia da apripista in tutta Europa
    Che faccia tosta!!!
    Carissima Furlan non esistono gli apripista, esistono le idee, le capacità e la volontà nell’applicarle. Requisiti cui non ne possiedi l’ombra.

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  7. Questo è o spiffero di aria fresca che farà crollare il castello di carte o meglio….. la casa di vetro si romperà in mille cocci

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  8. Ormai nella federazione del pubblico impiego hanno trovato un altro termine elegante da sostituire a quello ormai desueto della contrattazione. Ormai il futuro delle relazioni sindacali è racchiuso in un termine moderno e nuovo: confronto. Ma cos’è il confronto?
    Secondo la Treccani “In senso fig., soprattutto nel linguaggio polit., incontro polemico fra sostenitori di tesi, concezioni, programmi diversi, che si propone non tanto la lotta e la vittoria di una delle parti quanto la possibilità di un’intesa attraverso un dialogo aperto ed equilibrato.”
    Dalla lettura di questa spiegazione però, un dubbio mi viene: non è che questi si sono svenduti anche quel poco che era rimasto delle conquiste di uomini onesti e probi?
    Il confronto con chi? Con i dirigenti che dicono, quando si ricordano di convocare, di volere modificare qualche accordo sull’orario di servizio e i sindacalisti che dicono che infondo è da tanto tempo che non si modifica e quindi ci si può confrontare per modificarlo?
    Ma non erano i sindacati gialli che storicamente facevano così?
    Io non capisco più nulla.
    Ma penso che senza questi sindacalisti e senza confronto i lavoratori starebbero meglio.

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  9. Sfiduciato, precario, vecchio. I dati Istat che hanno chiuso il 2017, relativi al mese di dicembre, restituiscono l’immagine di un mercato del lavoro sconfortante, che si affida sempre più a contratti al massimo risparmio e scoraggia i più giovani. Anzi, spesso i contratti non si fanno nemmeno, visto che secondo gli ultimi dati di Conf cooperative i lavoratori in nero sono ben 3,3 milioni.
    E anche se la disoccupazione è scesa al 10,8%, segnando il minimo storico dal 2012, non c’è niente da festeggiare. Perché con 47mila disoccupati in meno, abbiamo guadagnato in un mese 112mila inattivi in più.
    QUESTA E’ LA REALTA’ IN CUI IL SINDACALISMO FONDATO SUI SERVIZI ED ASSERVIMENTO ALLA CONTROPARTE CI HA RIDOTTO. D’ALTRA PARTE DA BUON CATTOLICI SAPPIAMO BENISSIMO CHE CHI PIU’ DICE DI AMARTI E QUELLO CHE TI TRADISCE PER PRIMO
    GIUDA DOCET

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  10. Bisogna cambiare passo esporsi organizzarsi denunciare pubblicamente e rivendicare l’essere differenti da chi con l’inganno si è appropriato del palazzo.

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  11. Bruno della Calce · Edit

    Ecco…gli iscritti se ne vanno. La farsa è finita…
    La verità finalmente è uscita fuori dal bozzolo ed ha messo ali leggere: un articolo sulla Stampa di Torino.
    Non ci pensavamo più. Presi dal bisogno di onestà e giustizia non pensavamo che le beghe interne potessero far saltare antiche alleanze e fare emergere l’unica ed incontrovertibile verità, quella che abbiamo sempre urlato.
    Il fatto in sé è banale. In una intervista al segretario generale della Cisl di Torino, con zelo e precisione, si mettono nero su bianco i dati degli iscritti della confederazione suddivisi tra chi perde e chi vince…
    E tra coloro che perdono, dall’ultima chiusura del 2016 –cioè prima del commissariamento-, c’è la federazione del pubblico impiego.
    Il dato di chiusura del 2016, dicevamo, è incontrovertibile. Lo è perché certificato da una ispezione confederale nazionale e mai smentito nemmeno dalla confederazione che con quello stesso dato ha calcolato le medie congressuali di Torino e sul quale, a salire, si sono calcolate le medie di tutti gli altri congressi fino a quello nazionale. Quindi il dato, in qualche modo, si è cristallizzato, per onore di verità o per dovere di necessità.
    Certo, la perdita secca di 1322 iscritti (il 22%) in una federazione, soprattutto dopo un commissariamento che avrebbe dovuto risanare, ricostruire, rimpinguare con iscritti freschi la giovane segreteria fp di Torino, non è quello che era stato promesso e che era stato sussurrato nei corridoi. Centinaia di iscritti si sarebbero dovuti riavvicinare a seguito del commissariamento della segreteria precedente, colpevole soprattutto di essere stata in linea con la commissariata segreteria nazionale. In linea con coerenza ed onestà intellettuale, prima, durante e dopo. Non così è stato in molti altri casi in cui la linea è stata di comodo o di necessità economica…
    Si tratta di una uscita massiccia che pesa oggi, con le dichiarazioni confederali, come un macigno politico e che inchioda alle loro responsabilità i “novelli dirigenti della Cisl Fp di Torino”, rispetto alla millantata e presunta innata diligenza.
    Il dato inoltre è importante e contraddice quanto affermato in più occasioni dalla segreteria da poco nominata: il calo degli iscritti, la perdita secca e immediata è avvenuta nel corso del 2017 e non prima; dunque sotto il regno del commissario di Torino poi, come si usa fare di recente, nominato anche segretario della federazione.
    E chi mai potrebbe dimenticare -la memoria corta è un rischio che si corre di questi tempi- i falsi e impacciati pompieri accorsi per salvare la FP di Torino che, a detta loro, stava perdendo iscritti. Ora, invece, è chiaro a tutti che era solo la scusa per intervenire, prima per commissariare la segreteria nazionale e poi anche quelle dei ribelli. Dal nuovo vocabolario della Cisl: ribelli, tutti coloro che osano esprimere liberamente il proprio pensiero anche se diverso da quello dei dirigenti molto ben pagati.
    Ma di questa devastante perdita a nessuno importa. Di colpo la Cisl ha perso lo zelo e l’iniziativa di qualche anno fa. Erano così tanto preoccupati del calo degli iscritti da montare la falsa campagna degli iscritti gonfiati, delle gravi violazioni sul tesseramento e tanto ardenti da mostrare la “verginità” del nuovo corso post Bonanni… e ora di colpo tutto appare normale. Tanto normale da scrivere sui giornali che le due più grandi e importanti federazioni degli attivi, Fim ed Fp, perdono iscritti. Insomma, 1322 iscritti se ne vanno e tutto va bene Madama…la marchesa.
    C’è qualcosa che non torna. Anzi c’è tanto che torna in mente. C’è la consapevolezza di un grande imbroglio, di una colossale truffa politica perpetrata ai danni di una dirigenza che ha lavorato sodo e che dava evidentemente fastidio alle mire e ai disegni di improvvisati parvenu dell’ultima ora, accorsi in tutta fretta al capezzale di una organizzazione che però era in buona salute e che ora è ridotta ai minimi termini.
    Nulla da dire. Ringraziamo la Stampa per la opportuna opera di informazione; diamo atto alla segreteria dell’Unione di Torino di aver sempre saputo che gli iscritti erano reali, che le ispezioni erano strumentali; che è stata tutta una montatura, una sceneggiata indecorosa di una Cisl oggi irriconoscibile e preda di altri pochi magnati e che potrà esser liberata solo da una sana e onesta opera di pulizia morale, di ribellione aperta di quei pochi o tanti, chissà, che il coraggio prima o poi lo dovranno trovare per rendere giustizia a una scellerata vicenda di insana follia sindacale.

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    1. C’è un piccolo particolare che non stai evidenziando, Bruno Della Calce, che i dati sono quelli della chiusura del periodo in cui alla FP c’eri tu, quindi inutile scaricare su altri il tuo, e di altri, fallimento.

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  12. Ottimo lavoro Bruno, sarebbe interessante conoscere dalla viva voce!!! dei restanti le motivazione che danno del loro restare visto il modo come vengono trattati.

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  13. Bravo Bruno…..il tuo lavoro,il tuo impegno per la verità si erge come un gigante……tra le miserie della cisl torinese e piemontese!!!!

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  14. Grazie Bruno per tutto quello che fai. Bisogna diffondere il più possibile la verità, l’unica. Non quella di comodo che hanno raccontato per commissariare la segreteria azionale e poi quelle non allineate al pensiero unico.
    Personalmente la vedo nera per chi deve pagare il consenso a Torino. E si, perché 1322 tessere in meno sono parecchi soldi in meno per la fp di Torino, per l’ust e così via a salire.
    E non sarà facile proseguire e pagare l’apparato burocratico (comprese le veline piacevoli per gli occhi o per il cuore), quando finiranno i finanziamenti regionali e al posto del commissario verrà qualcuno esterno direttamente inviato per controllare.
    Non sarà facile perché senza soldi non si canta messa! E a Torino ci sono molti officianti e pochi lavoratori.

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  15. neanche copia e incolla sanno fare in via lancisi, hanno stampato migliaia di opuscoli per le RSU, copiati da quelli fatti da Daniele nel 2015, copiati e incollati così bene che hanno lasciato le date del 2015. si è addirittura scomodato il siciliano caracausi con una nota. pagate almeno i diritti d’autore. questo da il senso del livello… leggetevi l’accordo fondazione don gnocchi, lavoratori in rivolta svenduti e frammentati in 3 contratti diversi… ma va tutto bene… e se questo è il futuro normale (slogan demenziale delle RSU) io preferivo il passato anormale. povera cisl e povera fp. intanto si spolpano le categorie con assicurazioni inutili le cui adesioni sono a numeri ridicoli… chi ci guadagna in tutto questo?

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  16. Caro Bruno come si dice il tempo mette tutti al loro posto e pertanto questi pagliacci non tarderanno ad essere collocati nel circo equestre in cui meritano di regnare !

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  17. Piu’ che della segretaria della Cisl, non capisco l’atteggiamento e l’azione (?) del segretario della FIM, mister industria 4.0 (la forza degli stucchevoli slogan!) da molti reputato il nuovo che avanza (!) che si limita ad applaudire l’accordo del sindacato tedesco invece di imitarlo…

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  18. E che dire del contratto che stanno cucinando sulla sanita’?
    Un infermiere prenderà un aumento netto dopo dieci anni minore di un portinaio!!!!
    Infermieri ribellatevi!!!! Uscite dal sindacato generalista e qualunquista confederale!!!!
    Guardate le contrattualiste incompetenti al tavolo nazionale….. veline sgraziate al servizio del nulla …..incompetenti al servizio del padrone di turno……in una sanità italiana che lascia soli anziani , cronici, non autosufficienti, malati di mente e le loro famiglie!!!!
    Vergogna!!!!!

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  19. CONTRATTO, SGB: firma frutto di un negoziato segreto
    SI CONFERMA IL DO UT DES DEI CONFEDERALI ALLE SPALLE DEI LAVORATORI
    Comunicato SGB – Si è conclusa una delle contrattazioni più false, segrete e peggiorative della storia della scuola pubblica nel nostro paese.
    Un contrattazione finta, in quanto non anticipata nemmeno da un minuto di sciopero da parte dei sindacati presenti al tavolo dell’ARAN, e che, attraverso la sottoscrizione del divieto di sciopero nei quattro mesi precedenti e durante la contrattazione, recepisce i principi del nefasto accordo del 10 gennaio 2014 (Testo Unico sulla rappresentanza).
    Una contrattazione segreta, poiché né il “nuovo atto d’indirizzo” né le bozze di un contratto di ben 178 pagine, sono mai state rese pubbliche dai sindacati (confederali, autonomi e di base) presenti al tavolo, in ossequio al principio della complicità sindacato/controparte.
    Tra le poche negative certezze rimane il fatto che i lavoratori della scuola (come tutti i lavoratori dipendenti) hanno perso, in questi 10 anni di blocco contrattuale, oltre il 10 % del salario reale a causa di una pur bassa inflazione. Restituire poco più del 3% del salario, dopo 10 anni di blocco, non rappresenta un aumento ma un furto!
    Anche nel comparto scuola è introdotto l’organismo paritetico sindacati e amministrazione, una sorta di camera di valutazione del personale attraverso la quale differenziare individualmente la produttività e colpire chi si assenta in determinati periodi dell’anno.
    ALTRO CHE INNOVAZIONE, SEMPRE E SOLO IL PROPRIO PARTICULARE

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  20. Si trattasse di novità assoluta sarebbe da scandalo ma non lo è per nulla. Gli iscritti in certi ambiti e categorie si fanno a tavolino. Si copiano i codici fiscali da nomi presi a caso dall’elenco telefonico della città oppure da elenchi Inps o diramazioni regionali, assessorato e altre agenzie, per fare il famoso tesseramento certificato… ma da cosa è per cosa non si sa!!! La cisl con questa dirigenza autoreferenziale e cinica è alla frutta!!! Da dirigente Cisl mi vergogno… ma devo fare quello che chiedono altrimenti mi tolgono anche lo stipendio!!! Spero di pagare le mie colpe per il falso tesseramento che produco ma spero anche di non perdere lo stipendio per vivere!!! Ciao a tutti e viva il sindacato vero e libero e non quello che purtroppo siamo abituati a vivere…!!!

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  21. Segnaliamo a striscia la notizia il caso dei pensionati?
    Quanti pensionati autosufficienti e non sanno di essere iscrittti a loro insaputa alla cisl fnp?
    Credo più della metà!!!
    E per quali servizi”di grazia”?
    Per rendere piu’ Ricca la pensione di Bonfanti e di Coli?
    Non una iniziativa seria sulla “non autosufficienza” scandalo italiano della mancata assistenza a persone che hanno fatto l’italia Che noi , pardon che Bonfanti usa per i suoi festival milionari della gioventù???
    Già perché non gli bastavano le percentuali nei gadget e congressi organizzati da quella “lavanderia di soldi della società di Latina”
    Indagate signori indagate

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  22. Oltre a produrre falsi iscritti in questo caso la questione è penale: perché è stata firmata una delega di iscrizione non si sa bene da chi all’insaputa della persona interessata….. mah

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  23. Se è vero quanto mi è stato riferito, lo scandalo dei pensionati, falsi iscritti finirà presto perché pare che i pentastellati si impegnano ad obbligare l’Inps a chiedere per iscritto al pensionato conferma dell’iscrizione ricevuta e pubblicare il numero dei pensionati che risultano iscritti ad ogni sigla sindacale. Cosa che al presidente Boeri è stato sinora impedito.

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