Il crollo del muro di Bologna

Nell’incontro di ieri a Bologna per la presentazione del libro “Prender parola. Il metodo Scandola” (il sesto della serie dopo quelli a Verona, Torino, Ivrea, Potenza e Savona) c’è stato un momento particolare durante l’intervento di Domenico Cella, presidente dell’istituto De Gasperi.

L’incontro si è tenuto in una saletta dell’ostello We in via de’ Carracci, una strada di case costruite da cooperative di ferrovieri alle spalle della stazione centrale, dopo che una prestigiosa sala nel centro della città era stata disdetta all’improvviso e poi un’altra sala di un’amministrazione pubblica inizialmente concessa, confermata e già pagata è stata revocata perché improvvisamente necessaria ad un impegno istituzionale emerso nel frattempo.

Nella saletta dell’ostello We, Domenico Cella, in un passaggio del suo bell’intervento, ha dato lettura di una breve mail ricevuta dal segretario generale della Cisl di Bologna, un personaggio famoso e da tutti conosciuto, di cui ora però ci sfugge il nome.

Nel breve messaggio, il famoso segretario generale della Cisl bolognese di cui non ricordiamo il nome si rivolgeva al dottor Cella dicendosi sorpreso della sua partecipazione ad “un convegno di così basso profilo” come il nostro. E chiudeva, a mo’ di avvertimento, dicendo che questo fatto avrebbe portato il famoso dirigente della Cisl di cui proprio non ricordiamo il nome a “rivedere molte cose”. Facendo come quelli che dicono e non dicono per fare più paura.

A dispetto del famoso dirigente di cui proprio non riusciamo a ricordarci il nome, l’iniziativa ha avuto successo. Anche questa volta. Ed il muro eretto dalla Cisl di Bologna per impedire la nostra riunione è crollato, come prima o poi capita a tutti i muri, anche a quelli più famosi di quelli bolognesi.

La saletta, non grande, era piena in ogni ordine di posti. Piena non solo di gente, ma piena di attenzione a quel che si diceva. Piena di voglia di partecipazione. Piena di libertà di parola. Piena di storia della Cisl di Bologna e di voglia di dare un futuro dignitoso a questa storia. E piena anche di indignazione nel vedere che c’è chi si permette di dare, dall’alto di una considerazione di sé probabilmente eccessiva, patenti di “basso profilo” a chi non la pensa come lui.

Invece la sala pubblica che ci è stata improvvisamente negata con la motivazione che quel pomeriggio serviva per sopraggiunti impegni istituzionali, alla stessa ora sembra che fosse vuota, almeno secondo qualcuno che era passato a vedere per curiosità. Vuota di gente, vuota di partecipazione. Chiusa e vuota, l’immagine di uno zero assoluto di partecipazione. Che poi è l’immagine che evidentemente piace al famoso segretario generale della Cisl di Bologna del quale, nonostante che ci pensiamo e ci ripensiamo, non riusciamo a ricordarci chi caspita sia. Però sappiamo per certo che non conosce il significato di parole come democrazia e libertà.

Insomma, un analfabeta della partecipazione.

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Peccato non conoscerne il nome. Uno così sta stretto in una grassa provincia. Ma è ubbidiente. Lo proporranno a nobel per la pace.

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  2. Osservatore interessato · Edit

    certo se penso ai precedenti segretari della cisl di Bologna che si distinguevano per la loro autonomia di giudizio anche rispetto alla confederazione c’e’ da mettersi le mani nei capelli
    ma evidentemente la lunga mano del segretario amministrativo di Via Po per anni complice anzi responsabile del mancato rispetto delle regole del vertice confederale ha indotto il poveretto di cui non ricordiamo il nome a boicottare senza successo l’iniziativa. D’altronde se l’attuale segretario regionale E:R. aspira a prenderne il posto quando andrà ai pensionati qualche decima gli emiliani dovranno pure pagarla rinunciando al proprio orgoglio

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  3. Avanti così una in ogni città, sittin silenziosi davanti alle sedi Cisl per mancanza di trasparenza e di credibilità di alcune persone… Anche per scoraggiare simili atteggiamenti anti democratici e di mancanza di elezioni vere e trasparenti che fanno salire al potete queste persone.

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  4. Oramai, come tutti i venduti dopo che hanno consumato il tradimento vengono scaricati anche dai corruttori che cominciano a bastonarli un giorno si e l’altro pure. Un esempio lampante l’abbiamo avuto ieri noi insegnanti, leggendo su Repubblica l’articolo di Intravaia che di seguito riassumiamo Praticamente trattasi di un contratto a perdere perché in genere con la firma si sottoscrivono dei miglioramenti d’orario di servizio e di stipendio qui invece accade l’opposto soldi meno dell’iflazione programmata ore di lavoro aumentate d’imperio gratis.
    Leggere per credere:
    I sindacati-andarono per suonarle e tornarono suonati
    (tanto si ricava dal resoconto della situazione, fatto su Repubblica.it di ieri 19 c.m. da S. Intravaia)

    Si allungano i tempi per il rinnovo del contratto della scuola. Il lungo braccio di ferro tra governo e sindacati riprenderà la prossima settimana. L’ultimo incontro del, 17 u.s., è stato fatto solo un piccolo passo avanti. Così, la firma del contratto si allontana e Al centro dell’attenzione il documento top secret, ma su cui trapelano diverse indiscrezioni e fake news sui social, che l’Aran ha consegnato martedì scorso alla controparte per la discussione del giorno successivo. Un articolato che contiene le proposte del governo alle parti sociali. Ma i motivi che dividono i due fronti sono ancora troppe. Ecco quali.
    • I SOLDI NEL PIATTO
    È forse la parte meno impegnativa di tutta la trattativa: il governo aveva promesso, in media, 85 euro lordi al mese di aumento ma all’appello ne mancherebbero 12 circa. Si potrebbe chiudere a 73 da spalmare in un triennio: 13 nel primo anno, 20 nel secondo e 40 nel terzo anno. CIFRE LORDE CHE SI DIMEZZEREBBERO IN TASCA AI DOCENTI. I sindacati premono perché le cifre vengano incrementate includendo nell’aumento i 200 milioni di euro previsti dalla Buona scuola per premiare i docenti migliori e i 383 milioni che finanziano i 500 euro a docente per la formazione professionale. In questo caso gli aumenti medi potrebbero toccare quota 130 euro, sempre lordi. MA DUE DELLE PIU’ IMPORTANTI NOVITA’ DELLA RIFORMA VARATA DAL GFOVERNO RENZI VERREBBERO STERILIZZATE E LA STESSA MINISTRA DELL’ISTRUZIONE FEDELI HA FATTO CAPIRE CHE SIAMO LONTANI DA QUESTA IPOTESI.

    • NUOVI ONERI IN VISTA
    Quella dei nuovi carichi di lavoro dei docenti dopo il rinnovo del contratto sta alimentano una serie di indiscrezioni incontrollate. Ecco come stanno le cose. Per i docenti, secondo il volere dell’Aran, gli obblighi aumenterebbero. E non di poco. Oltre alle ore frontali di cattedra (18 per la scuola media e superiore, 24 per la scuola elementare (22+2) e 25 per la scuola dell’infanzia) e a tutte le attività funzionali all’insegnamento (preparazione delle lezioni e correzione dei compiti, per citarne alcune), cui si aggiungerebbero il tutoraggio per le attività di Alternanza scuola-lavoro e la formazione in servizio, diventano obbligatori altri due gruppi di attività: quelle per il Potenziamento dell’offerta formativa e quelle Organizzative e amministrative. Per tradurre dal sindacalese, se il preside chiama un docente a collaborare per fare parte dello staff di presidenza, per la somministrazione dei test Invalsi, per l’orientamento degli alunni o per le ore di recupero, a prescindere dalla remunerazione delle stesse, il docente non potrà rifiutarsi. In altre parole, la miriade di attività che i docenti svolgono oltre quelle istituzionali, al momento volontarie, diventerebbero obbligatorie. Un aspetto su cui i sindacati contano di fare battaglia e, eventualmente, di fare naufragare la trattativa.

     • LE RELAZIONI SINDACALI
    Nell’incontro di ieri è stato fatto solo “qualche passo in avanti, ma resta ancora molto da fare”, hanno dichiarato a fine seduta Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals. La posta in gioco, per il sindacato, è alta: recuperare alla contrattazione tutta una serie di materie – come l’assegnazione dei docenti alle sedi – che la norma Brunetta del 2009 ha sottratto al confronto assegnandole ai presidi. Per i rappresentanti dei lavoratori si tratta di uno degli aspetti più importanti di tutta la partita, anche perché a breve (dal 17 al 19 aprile) nelle scuole ci sarà la verifica elettorale: il rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria. Ma anche su questo tema le distanze sono ancora enormi.
    Un gruppo di insegnanti di ruolo e precarie che con lo stipendio cosi falcidiato non riescono a mantenersi lontane da casa.

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  5. Berlusconi candida il prof Bonanni !
    In questa politica di venditori di tappeti sarà il migliore Ministro del Lavoro !
    … A quando l’annuncio di Renzi per la Candidatura della signora borse da 3000 € ?
    In questa politica di bugiardi e di mascalzoni sarà una ottima sottosottosegretaria alle Fake news.

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  6. Osservatore interessato · Edit

    allora lo candideranno in Abruzzo magari potrebbe sostituire il mitico Razzi suo conterraneo con lo stesso eloquio Crozza avra’ molto lavoro

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  7. Se dei malfattori possono continuare in perterrito è solo perché gli altri non dicono nulla e si accontentano di quello che gli viene elargito per il loro silenzio. Fino a che non capiterà anche a loro di ritrovarsi nella stessa condizione.
    Denunciamo la corruzione attiva,passiva, e laconcussione largamente utilizzata nell’ ultimo periodo.
    La concussione (dal latino tardo concussio «scossa, eccitamento»[1] dunque «pressione indebita, estorsione»)[2] è il reato del pubblico ufficiale ( persone con poteri di collettiva natura) che, abusando della sua qualità o delle sue funzioni, costringa (concussione violenta) qualcuno a dare o promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità anche di natura non patrimoniale.

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