Contrordine compagni?

in merito alla prenotazione della sala in oggetto, siamo spiacenti di comunicarle il diniego della stessa per sopravvenuti motivi istituzionali che rientrano tra i criteri di precedenza nelle  assegnazioni previsti dall’art.4 del “Regolamento per l’utilizzo delle sale comunali“. Scusandoci per il disguido, le invio cordiali saluti.

 

 

Questa comunicazione ci è arrivata stasera dal quartiere di Santo Stefano di Bologna, dove era in programma l’incontro del 19 gennaio prossimo sul libro “Prender parola. Il metodo Scandola”.

E’ il secondo diniego che riceviamo per una sala già prenotata e confermata. In questo caso, già pagata.

Naturalmente i nostri lettori hanno l’intelligenza di capire da soli cosa sta succedendo. E naturalmente sanno che noi non ci arrendiamo.

L’incontro è confermato, a costo di farlo per la strada, davanti al numero 16 di via Milazzo.

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14 Commenti - Scrivi un commento

  1. sul sito “sindacalmente” si legge: “L’attività svolta da sindacalmente.org e il9marzo.it – per quanto modesta – da comunque fastidio nelle alte sfere, che consigliano sabotaggi – palesi o occulti – verso le nostre iniziative.

    La parola d’ordine che proviene dall’alto è vecchia come il mondo, chi manifesta critiche verso i vertici diventa: “…quelli? sono contro la Cisl..vanno isolati”. Quando il moderatismo sindacale si appiattisce a difesa di un sistema ingiusto socialmente, e teme di essere contraddetto, si trasforma spesso in autoritarismo repressivo. Non è la prima volta che succede.

    Nei giorni scorsi ne abbiamo avuto nuovamente sentore e conseguenze organizzando l’evento del 19 gennaio a Bologna. Pressioni di altri tempi, anche messaggi maleducati, messe in atto da ambienti Cisl Bolognesi, hanno portato alla revoca della sala già concessa. Gli amici bolognesi che già avevano inviato avvisi, hanno rimediato al grave sgambetto, grazie alla collaborazione trovata nel Quartiere di Santo Stefano che ha messo a disposizione la sua sala incontri. (vedi nuovo invito)”

    In nome della trasparenza vi chiedo di essere espliciti. Quali pressioni avete ricevuto? Da chi? Cosa dicevano i “messaggi maleducati”? Da chi provengono? Quando scrivete di ” amici bolognesi che già avevano inviato avvisi, a chi vi riferite?

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    1. In nome della trasparenza vi diciamo che, per il momento, preferiamo non rendere noti tutti i particolari, Anche per non mettere in difficoltà persone indirettamente toccate da questi avvenimenti meschini.
      Si tratta di un’applicazione dello stesso criterio di prudenza che abbiamo deciso di seguire quando abbiamo deciso di permettere i commenti anonimi su questo blog.

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  2. Se il sindacato è ridotto in questo stato vuol dire che non serve alla società ma solo un ristretto gruppo di potere, che tende solo ad auto conservarsi.

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  3. Quanto la storia bussa non c’è postina che tenga più si agita con atti di prepotenza e più il cappio gli si stringe alla gola.

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  4. Personalmente sono stato avvicinato dal segretario di un sindacato “minore” che mi ha offerto la segreteria regionale come impegno per il mio passaggio insieme ad un gruppetto di amici verso la nuova meta.
    Premetto di non avere alcuna intenzione dì occuparmi di sindacato a qualsiasi titolo e con qualsiasi incarico e di non avere, pertanto, accettato di migrare verso altri lidi…
    Ma la cosa strana e preoccupante è che un gruppo di pie donne del sindacato minore, ignara del mio rifiuto, mi ha avvicinato per informarmi che la loro Segreteria nazionale è stata contattata dalla cisl per consigliare, al fine di mantenere buoni rapporti, di non “imbarcare” cislini, soprattutto se già dirigenti.
    Ecco i copioni che recitano, a tutti i livelli e in tutte le situazioni, i tapini.
    Danno consigli…che suonano come pesanti intimidazioni…
    Preghiere alle quali non si può dire di no….
    La nuova frontiera del sindacalismo d’avanguardia, corretto con il proprio portafogli e senza scrupoli con il prossimo.

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  5. L’indice di, fiducia della politica di oggi, tranne qualche rara eccezione, è abbondantemente sotto lo zero eppure il record della negatività non è della politica ma di un sindacato ovvero la CISL . Pensate cosa è riuscito a produrre la JENA RIDENS: essere a suo dire il migliore e il peggiore (secondo il parere del resto del mondo dei lavoratori).
    A bella di mamma ma va a ……….no vorta pe sempre; sei finita lo vuoi capì che devi smammà

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  6. Non posso partecipare a causa di motivi personali e di lontananza fisica e territoriale agli incontri da voi proposti e mi auguro che si possano tenere tranquillamente. Ma ritengo assurdo che si neghi una sala, perché magari consigliati da “qualcuno” (se questo è vero). In passato, la Cisl ed i suoi segretari (anche quelli che ieri erano osannati ed oggi vituperati, proprio da chi ora è al comando) accettavano anche le critiche più feroci, perfino sul sito istituzionale (basti rivedere quanto si scriveva sulla pagina di “attualità” di FIRST CLASS), perfino sul giornale quotidiano. Evidentemente, nonostante i loro difetti (propri della natura umana), quei dirigenti erano almeno tolleranti, forse perché più sicuri di se stessi. Oggi, evidentemente non è così. C’è paura delle critiche, si additano le persone solo perché mantengono rapporti personali con dirigenti giubilati, c’è un pensiero unico (ma siamo sicuri che sia frutto di convinzione o non invece di paure e pressioni ?). La CISL è nata come sindacato laico, seppur cristiano, e la pluralità di pensiero va sempre difesa a tutti i costi. Diceva Voltaire e gli illuministi (più o meno): non condivido ciò che affermi, ma difenderò fino alla morte, il tuo diritto di esprimerti. Dov’è finito il pluralismo e l’autonomia che ci hanno insegnato al centro studi e nei corsi di formazione sindacale ? Certo, si devono usare le parole giuste e sono sbagliate offese pesanti, ma le critiche sono spesso sacrosante. Durante i congressi, qualche segretario nazionale ha detto: ai delegati, prima di essere eletti, faremo l’esame del DNA !!! Qui mi sa che si sta cambiando il codice genetico della CISL e quando manca il libero confronto, non si può che peggiorare, al di là del numero dei tesserati che, magari, non diminuisce solo per i servizi, ma non certo per la condivisione degli ideali. Purtroppo, abbiamo visto che ai congressi la partecipazione degli iscritti è modestissima, rispetto al totale. Qualche volta si registra il fatto che partecipino, in percentuale, più iscritti ai congressi di partito (tanto criticati), che a quelli di certe federazioni di categoria. Se non c’è un maggior coinvolgimento di lavoratori e pensionati iscritti, alla base, sarà difficile cambiare. Su questo ci si deve impegnare tutti, dentro la CISL che non è “loro” ma di tutti noi.

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  7. per non dimenticare, ieri ricorreva un anno dalla decisione illegittima di commissariare la FP di Faverin e Volpato. e quello che è a tutti evidente a un anno di distanza, che la attuale fp è una categoria morta, senza idee e prospettive, in mano a mezze calzette dalla lunga storia confederale e dalla scarsa o totale esperienza in categoria. un collegio dei probiviri decaduto ha legittimato l’epurazione di dirigenti e di strutture sindacali radicate e legittimate, i pensionati ex fp sono diventati il perno su cui petriccioli ha tentato, invano, di riconquistare territori, regioni o comparti ministeriali, i congressi come in basilicata si sono chiusi dopo mesi per scrutinare le schede, escludendo la vera partecipazione, in casa del nuovo segretario della fp, in Toscana, la violazione sulla presenza di genere nella segreteria regionale risulta ancora da sanare, ma le donne si sa… non interessano. Le nomine di coordinatori nazionali pur essendo pensionati, e adesso la marchetta a qualche assicurazione per il decreto Gelli, estendendo la copertura assicurativa a tutti gli iscritti, anche a chi non ne ha bisogno…caricando il costo sulle sole federazioni territoriali. Al congresso farsa di Milano, abbiamo tutti ascoltato chi di persona o in streaming, le mirabolanti parole della Furlan, finalmente la fp è tornata ad essere una categoria confederale , dimenticandosi, che il confederale è l’insieme di categorie che aderiscono alla CISL… ma è inutile… la Nostra organizzazione ha bisogno di uno shock ancora più forte di un servizio delle Iene… per questo in tanti confidiamo nel ricorso della Volpato, perché non possiamo pensare che il Nostro sindacato possa restare ancora per molto in mano a questi personaggi in cerca di soldi… e sopratutto senza neuroni.

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  8. Nella mia regione in occasione delle elezioni politiche le massime cariche sindacali si chiudono tutto il giorno in ufficio per studiare e commentare l’andamento della votazione scocciandosi se qualcuno osa disturbare la loro estasi….. Ma dico: ci siamo ridotti così? Ben vengano queste iniziative. Ce n’è veramente bisogno

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