La speranza

Questo blog è da quasi tre anni una voce critica. E ne siamo orgogliosi, perché la capacità di critica è un bene prezioso. Anche perché si è fatto raro.

Ma ha sempre desiderato di essere anche una voce di speranza. Perché senza speranza, il senso critico rischia di produrre soprattutto rancore, che è sterile anche quando è più che giustificato. Mentre noi lavoriamo perché la nostra critica sia feconda.

E allora per quest’anno che viene ci diamo il compito di essere ancora più aperti alla speranza. Ed è nel nome della speranza che facciamo nel giorno di Natale i nostri auguri a tutti. Ma proprio a tutti, nessuno escluso. E con un pensiero speciale per la famiglia del nostro amico Franco Orsomando, che passa il primo Natale senza di lui.

La Speranza è una bambina da nulla.

Che è venuta al mondo il giorno di Natale dell’anno scorso.

(Charles Peguy)

 

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33 Commenti - Scrivi un commento

  1. La speranza ” ultima dea” non può e non deve mai cessare sino a quando non sarà restituito, alla memoria di FAUSTO, l’onore così vilmente infangato. Pertanto non posso e non voglio perdonare neanche oggi, simili vigliacchi e vigliaccate ma solo le persone che rispettano norme patti e regole e non l’opposto.
    Zorro

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  2. Do atto all’anonimo delle 0,06 non si deve e non si può perdonare certe nefandezze non solo per FAUSTO ma anche per quei padri di famiglia fatti fuori solo perché credevano nei valori di : CORRETTEZZA,SERIETÀ,ONESTA, che nella cisl non esiste più. C’è solo prendere l’occasione di far male al prossimo pugnalandolo alle spalle non importa se siamo amici. Penso che in questi giorni di festa dobbiate seriamente farvi un esame di coscienza se ve ne rimasta un po’. Da parte mia auguro a questo BLOB i più sinceri auguri di un BUON NATALE .

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  3. Questo blog è di per sè la luce della speranza per tutti coloro che tengono ai valori della Cisl ed allora nel solco del sentiero indicatoci rivolgo a tutti i lettori ed a coloro che partecipano a rendere interessante il dibattito di questo blog tanti auguri affinché vengano a scuotersi le coscienze di coloro che, per il ruolo che ricoprono, dovrebbero essere tenuti a tutelare il popolo e non certo arricchirsi alle sue spalle !
    Buona vita quindi a tutti coloro che scelgono di avere la coscienza a posto !

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  4. Bruno della Calce · Edit

    Uno dei modi più alti e per certi versi esclusivo per esprimere la libertà è l’agire sindacale. Il senso dell’agire massimo si manifesta proprio nella possibilità di rappresentare gli altri che non possono farlo e in nome e per conto di quelli che rischiano il posto se lo fanno. Se pensiamo alla condizione nella quale questa cisl ha condotto militanti e quadri ad allontanarsi, restringendo, impedendo con strumenti ispettivi e lodi incartapecoriti la loro libera espressione di agire, ci si rende conto del punto a cui si arrivati. La domanda è: si tratta di un punto di non ritorno? La patologia che allontana le persone dalla partecipazione e che è dato comune anche per partiti politici scaturisce proprio dalla disillusione di potersi dotare di strumenti atti a garantire trasparenza, uso legittimo del potere ispettivo non allo scopo di eliminare avversari, coinvolgimento delle persone, procedure elettive e non selettive. Le responsabilità sono rilevanti. Un sindacato come un partito concorre alla vita democratica e condiziona lo svolgimento della stessa. La Costituzione non poteva prevedere la degenerazione di un sistema che da elettivo diventa successorio, tu vai lì, l’altra la mettiamo qui, quello lo sistemiamo in confederazione, l’altro gli assicuriamo il distacco e così via. Nel terzo millennio questo modus operandi produce un calo del consenso ormai irreversibile, uguale al coma irreversibile di qualche partito che pratica ancora questo metodo. . Peraltro tutto ciò imposto da una sorta di centralismo. E non poteva immaginare il costituente che le categorie produttive un bel giorno avrebbero dovuto consegnare se stesse, le adesioni, la cassa, la casa, la causa ecc ad una mega struttura che tutto pensa e dispone …la confederazione, le categorie succubi di questa cosa. La cosa non la casa. Il potere alle categorie e la restituzione ad esse della possibilità di decidere come gestire e come orientare la propria azione è esigenza primaria. Riappropriarsi della libertà di agire è idea connaturata alla libertà sindacale per come l’hanno intesa quelli che hanno fondato e immaginato di tradurla in organizzazione. Per la fine di questo anno non ci sono soluzioni, io credo solo nelle persone e nella loro forza di libertà massima che è la ribellione al pensiero unificante. Un sano ammutinamento in massa.
    Quanto alla vicenda del contratto recente, quello della vigilia di Natale e alla genesi di questo accordo tipico del centralismo imperante, essa merita un approfondimento a parte. Il contratto collettivo è un percorso che in altre categorie si nutre di discussione, conoscenza e materiali diffusi che sono elementi appunto di confronto e democrazia. Così non è stato questa volta ma per evitare facili strumentalizzazioni ci limitiamo ad osservare che per il momento gli unici a celebrare la vicenda sono i firmatari…i lavoratori e le lavoratrici sono un punto interrogativo e dai social appaiono tutt’altro che soddisfatti.

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  5. Contratto statali: si dà di più a chi ha di più
    Eppure la Jena Ridens, in più occasioni ha assicurato il pieno rispetto dell’accordo del 30 novembre 2016
    Con il contratto delle funzioni centrali è stato di fatto disatteso un principio contenuto nell’accordo Governo/sindacati del 30 novembre 2016: la “forbice” fra le retribuzioni più alte e quelle più basse non solo non è stata ridotta ma anzi è persino aumentata.
    In un primo momento il dato non appariva del tutto evidente perché NEI COMUNICATI SINDACALI SI CONTINUAVA A SOSTENERE CHE IL CONTRATTO CONFERMAVA DEL TUTTO L’INTESA DI UN ANNO FA. Ma adesso, dopo la pubblicazione del testo dell’accordo, è a tutti chiaro che le cose sono ben diverse.
    Considerato che: verba volant e scripta manent chi mente secondo voi?

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  6. A milano una simile spudorata mentitrice di professione si appella “faccia di tolla” si perché le tabelle allegate all’accordo la smentiscono in toto:
    ” Basta leggere per esempio, gli aumenti previsti per i ministeriali: per gli ispettori di divisione l’aumento sarà di 117 euro, per i direttori di divisione 109 euro per scendere fino ai 63 euro delle posizioni più basse.
    In questo modo anche gli arretrati varieranno molto: al personale con gli stipendi più alti dovrebbero spettare circa 700 euro lordi, ai dipendenti  con stipendi più bassi arriveranno 370 euro (sempre lordi).

    SCRIPTA MANENT

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  7. Inviato da Grazia Cavallaro · Edit

    Prendendo atto della sottoscrizione del CCNI da parte di alcune sigle sindacali, contratto che ripropone integralmente le storture aberranti di quello dello scorso anno, non posso che fare alcune considerazioni al riguardo.
    Sottoscrivere un contratto di tale importanza, in fretta e furia, alle porte di Natale è squallido. Buona parte dei docenti di ruolo, esiliati lontano da casa, sono alle prese con i preparativi per rientrare in sede di residenza, e non possono neanche dissentire come vorrebbero. Impegnati ad ottimizzare quei pochi giorni che lo Stato sta concedendo a migliaia di persone, separate in modo coatto dalle proprie famiglie, per trascorrere qualche giorno in serenità. AVER FATTO PASSARE IN MODO STRATEGICO IL CONTRATTO IN QUESTO PERIODO CI DA’ PERFETTAMENTE L’IDEA DEL LIVELLO INFIMO DELLE SCELTE OPERATE DA CHI CI GOVERNA E DA CHI DOVREBBE TUTELARE I DIRITTI DEILA CATEGORIA, E INVECE PERSEVERA NEL FARE DIFFERENZE, CREANDO DISPARITA’ DI TRATTAMENTO VERGOGNOSE CHE SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. e da chi dovrebbe tutelare i diritti della categoria, e invece persevera nel fare differenze, creando disparità di trattamento vergognose che sono sotto gli occhi di tutti.
    Bastano solo queste due percentuali per capire l’entità di tale ingiustizia: 30% e 60%. Il 30% corrisponde alle briciole di posti destinati alla mobilità interprovinciale, che non potrà mai essere sufficiente a soddisfare le richieste di tantissimi docenti fuori sede, che in certi casi lavorano fuori provincia anche da più di 15 anni, avendo maturato esperienza e macinato chilometri su chilometri di gavetta. Il 60% è invece il grosso dei posti, assegnato in modo palesemente arbitrario e illegittimo alle assunzioni, anche di giovanissimi alle prime armi e senza esperienza alcuna, a cui lo Stato sta attribuendo la responsabilità di seguire il futuro dei nostri figli. Quando in ogni ambito della P.A. prima di procedere a nuove assunzioni si effettuano operazioni di mobilità interna del personale già assunto. Ma di questo sembrano non avere contezza né il MIUR né le OO.SS firmatarie. La beffa delle beffe, poi, riguarda il riferimento nel comunicato diffuso dai sindacati al finanziamento previsto nella legge di Bilancio di 150 milioni di euro, destinati ad incrementare l’organico di diritto.
    Questi posti verranno letteralmente scippati ai docenti di ruolo che usufruiscono annualmente di assegnazioni provvisorie, che come è noto sono in organico di fatto. La conversione di questi posti in organico di diritto e la loro attribuzione alle assunzioni, rappresenterà l’ennesimo furto ai danni del personale già di ruolo.
    UN GRUPPO DI MAESTRE CISLINE (MAMME DI FAMIGLIA) DEL SUD CONFINATE DA ANNI AL NORD

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  8. Capisco la rabbia delle colleghe che come tutti noi sentono la Postina magnificare ogni suo atto in televisione e sui giornali salvo poi entrando nel merito di quanto sottoscritto si scopre: nel caso degli statali che avrebbero avuto di più con la vacanza contrattuale che col contratto sottoscritto. Per tanti sarà pure una Iena ridens ma personalmente la vedo meglio come sciacallo.La domanda che come precaria della scuola rivolgo alla Furlan che decanta ì circa 40 euro netti che di media andrà al personale della scuola lo sa di quanto si è ridotto il potere d’acquisto di un docente? In tutti gli anni senza contratto? lo sa che dal prossimo primo gennaio mediamente avremo un salasso di circa 1000 euro in più rispetto all’anno che sta per finire? Leggere per credere:

    Prezzi e tariffe, l’Adusbef: nel 2018 in arrivo una stangata da 952 euro a famiglia
    Il 2018 porterà ai cittadini italiani una stangata da 952 euro a famiglia: la stima e’ dell’Adusbef che in una nota ricorda come, secondo le ultime stime Istat, cresca il rischio poverta’ o esclusione sociale, con la popolazione esposta a rischio pari a 18.136.663 individui – superiore di 5.255.000 unita’ rispetto al target Ue previsto e una disuguaglianza dei redditi maggiore rispetto alla media dei Paesi europei.
    “Dalle bollette della luce, destinate ad aumentare, come segnalato al Governo e dall’Autorita’ per l’energia per 22 milioni di famiglie dal 1° gennaio 2018, in previsione del processo di riforma delle tariffe, che penalizza gli utenti con minori consumi, specie se residenti, quantificati in 22 milioni di abitazioni su 29 totali, quindi con un potenziale impatto redistributivo tutt’altro che irrilevante, al gas, ai pedaggi autostradali, alle assicurazioni, ai servizi bancari, al caro assicurazioni, alla spesa alimentare, ai ticket sanitari, ai trasporti, servizi idrici, alla tassa sui rifiuti”, spiega l’Adusbef.
    “Il nuovo anno e’ alle porte, – prosegue Adusbef – ma a giudicare dai primi segnali sul fronte dei prezzi nulla di buono aspetta i consumatori italiani, che nel 2018 subiranno la consueta stangata di prezzi e tariffe che tocchera’ quota +952 euro annui, per una famiglia media, con il traino verso l’alto di trasporti, alimentazione, Rc Auto, servizi bancari, Tari (invece di essere restituita dato l’errato calcolo), i prodotti per la casa, le spese per la scuola, le tariffe professionali”.
    “Tali incrementi per molte famiglie – conclude Adusbef – risultano insostenibili, per questo e’ urgente una seria azione del Governo per controllare e contrastare ogni aumento ingiustificato, e porre un argine ad aumenti surrettizi di pochi euro, con la certezza dell’impunita’ data l’assenza di una class action formidabile deterrente contro i predatori”.
    Questi sono i fatti altro che le balle che continua a raccontarci la Furlan

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    1. Nei giorni scorsi e pure oggi su codesto Blog qualcuno ha scritto delle menzogne raccontate dalla “signora via Po 21″ su argomenti come il contratto degli Statali e il negoziato (finto) col Governo sulle pensioni.
      molti commenti hanno chiesto quali consultazioni abbia promosso la Cisl a riguardo prima di considerare i risultati raccontati soddisfacenti.
      Purtroppo anche in questi casi, come in tanti altri, del parere degli iscritti a questa
      consorteria di manipolatori non importa nulla.
      Asserragliati nella torre a difesa dei loro privilegi, tutelati dai pretoriani di stanza in
      ogni regione la mandragola genovese e i suoi commensali gozzoviglieranno ebbri fin quando non crollerà la Bastiglia.
      Purtroppo anche Piemonte – Lombardia – Veneto – Friuli – Emilia Romagna – Trento e Bolzano hanno ricoperto col sudario del vile silenzio la loro antica e nobile storia. Dalle altre regioni soltanto complicità e asservimento come da cinquant’anni conviene ai camerieri che attendono di assurgere a futuri cuochi per pietanze sempre più indigeste.
      Come ha bene scritto oggi l’anonimo delle 14.43 i dati oggettivi sui gravami di tasse e tariffe che si annunciano sono la vergogna di questi pseudo sindacalisti.
      Ça ira Ça ira Ça ira…

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  9. Forse ho letto con disattenzione ma né sul sito funzione pubblica roma, né su quello fp del lazio c’e’ notizia della firma del contratto delle funzioni centrali. sul sito fp nazionale c’e’ il “petruccioli pensiero” e nemmeno il testo. insomma bisogna andare sui siti dell’aran , della funzione pubblica, di usb…per leggere il contratto. adesso continuo il giro sulle federazioni “minori”

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  10. La speranza è morta. Ma gli iscritti non hanno diritto all’informazione da statuto? Nessuno ci ha inviato la notizia e/o il testo del contratto degli statali!!!!!!! Vergogna

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  11. Per la Jena ridens e reggicoda, i gli iscritti non servono sono solo degli impiccioni che vogliono mettere il naso dove non devono. Da quando si sono venduti alla controparte in cambio di tutte le porcherie che le vengono permesso; per loro contano solo servizi ed enti bilaterali dove mangiano a crepapelle non ci resta che sperare che qualche boccone vada loro di traverso e li soffochi .

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  12. Ricordate lo scorso anno con quanta foga ed impegno la Iena ridens aderì e collaborò alla fondazione e campagna del club dei Boy ridens messo su dallo stai sereno? Ebbene tanta solidarietà non nasce da nobili ideali bensi da grandi interessi. Delle porcate della nostra inqualificabile leader massima ogni giorno, grazie a questo blog ne scopriamo delle nuove dell’altro sorriso smagliante all’inizio per trasformarsi in ghigno alla fine questi sono i risultati con cui chiude la legislatura:
    I numeri della legislatura: una legge su tre è stata votata con la fiducia
    Ecco tutti i dati: 564 cambi di casacca, 3 governi, 103 provvedimenti approvati soltanto da una Camera Tre governi, 107 voti di fiducia, 103 leggi da approvare, un proliferare di partiti, 546 cambi di casacca. Quella che si chiude oggi è una legislatura record. A partire dalla sua durata, 5 anni, su cui nessuno all’inizio avrebbe scommesso. Una legislatura, la diciassettesima, che ha inanellato importanti e controverse riforme, dal Jobs act alle unioni civili, dalla nuova legge elettorale al biotestamento, dal bonus di 80 euro alle novità in materia di pensioni, ma che lascia al Parlamento che verrà una pesante eredità in termini di leggi non approvate (oltre cento) e di provvedimenti attuativi da varare: 99 si trascinano addirittura dagli esecutivi Monti e Letta.
    Tre governi
    Dopo le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, dal quale non uscì un vincitore netto, si formò il governo a guida Enrico Letta, il sessantaduesimo della Repubblica: dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014. Trecento giorni tormentati (fino a novembre l’esecutivo fu sostenuto anche dal Popolo della libertà di Berlusconi, poi, dopo la scissione del gruppo di Alfano, no) conclusi dal letale hashtag «#Enricostaisereno» e dal gelido scambio del campanello tra lo stesso Letta e Matteo Renzi. Il governo Renzi è stato il più lungo della legislatura e il quarto per durata nella storia repubblicana: dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016, per un totale di 1.024 giorni. Infine il governo guidato da Paolo Gentiloni: poco più di un anno, ma l’esecutivo resterà in carica per gli affari correnti anche dopo lo scioglimento delle Camere.

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  13. Mi chiedo perchè sciogliere le camere ed andare ad elezioni. Renzi e Gentiloni potevano commissariare le regioni ed i comuni e poi trasformare per alzate di mano i commissari in presidenti delle regioni e dei comuni Parlamentari e Senatori . Governerebbero di nuovo ……. in Cisl potrebbero dargli dei consigli come fare visto che è diventata la regola .

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  14. Un corto circuito con cittadini e iscritti. Politica e rappresentanze sindacali: non può durare a lungo. Che anche la Cisl lo faccia per l’Europa?

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  15. Propongo Vincenzo Figuccia segretario generale della Cisl.
    Finalmente un siciliano con la schiena dritta !
    Propongo di inviare migliaia di telegrammi in via Po con questo testo : via i mercanti dal tempio ! …FIGUCCIA SEGRETARIO GENERALE !

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  16. l’Italia è stata spesso un importante laboratorio politico e culturale. Ma da qualche decennio il sistema politico-sindacale, sempre più autoreferenziale, non propone alternative ma è divenuto parte integrante del degrado della vita nazionale, e ne costituisce anzi uno dei fattori determinanti. Il sistema è nelle mani di una classe dirigente fatta di: governanti e politicanti e sindacalisti che definire mediocre è per loro una lode immeritata, visto che si dedicano esclusivamente al proprio “particulare”,
    TUTTI A CASA DOBBIAMO MANDARLI (dove per casa si intende carcere)

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  17. Condivido il pensiero dell’anonimo delle ore 13 e 07 ed aggiungo che anche sul piano economico e sociale non va certo meglio considerato che: le disuguaglianze si aggravano e aumenta la diffusione dei comportamenti antisociali come l’evasione fiscale e l’abusivismo edilizio, le giovani generazioni sono allo sbando, vittime della disoccupazione, del taglio delle spese per istruzione e ricerca. E di riforme che muoiono prima ancora di nascere vedi come esempio l’alternanza scuola- lavoro messa in cantiere dalla minestra Fedeli fautrice di progetti come l’alternanza scuola-lavoro che mirano ad assoggettare i giovani al lavoro precario e di scarsa qualità come naturale condizione di vita.
    In proposito quale è stata la posizione della cisl la Iena ridens che parla a proposito e sproposito a detto tutto tacendo perché si sa che chi tace acconsente. D’altra parte tra la Furlan e Fedele hanno in comune non solo la prima lettera del cognome ma anche il modo d’intendere e di volere; non dimentichiamoci che stiamo parlando di due carrieriste di professione che dove passano non lasciano feriti.

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  18. Aumenti stipendiali, nel 2017 non sono arrivati. Chi può dimenticare la celebre frase Dell’oca giuliva Fedeli (fotocopia della Jena ridens) “Gli insegnanti? Dovrebbero guadagnare il doppio” entrambe bugiarde di professione
    Sul numero di gennaio 2018 di Professione Docente un excursus di tutte le dichiarazioni del Ministro Fedeli sul rinnovo contrattuale e l’aumento degli stipendi per il personale della scuola.
    Chi può dimenticare la celebre frase “Gli insegnanti? Dovrebbero guadagnare il doppio” pronunciata a L’Aria che tira di La7.
    E ancora “Non è giusto che la retribuzione dei docenti sia la più bassa di tutta la Pubblica amministrazione“. Lo afferma al Meeting di Cl la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, aggiungendo di essere “ pronta a fare la battaglia ” per l’aumento degli stipendi.
    L’unica promessa che avrebbe potuto essere rispettata, era quella di sottoscrivere un nuovo contratto entro la fine del 2017.
    Tutte le altre promesse che riguardano la triste condizione economica degli insegnanti italiani, erano enunciazioni puramente “politiche” perché il Governo, della ministra Fedeli, non ha fatto corrispondere quegli impegni economici necessari alla loro realizzazione né presentato programmi di recupero. ALTRO CHE FAK NEWS QUI FAK SONO LE MINISTRE (infedeli) E LE POSTINE SINDACALISTE (bugiarde)

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  19. costituzione

    Articolo 21
    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

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  20. Ma questi delinquenti non pensano mai che prima o poi devono morire e con loro non portono niente. Lasceranno tutto e anche un brutto ricordo quindi tatevi na calmata a cosa servono tante CATTIVERIE… solo a mandarvi all’inferno.FURLAN E COMPANI riflettete potreste ancora salvare un po la coscienza l’età avanza muovetevi.

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  21. Auguro a tutti i sostenitori delle ragioni di questo blog che il 2018 dia loro e ai tanti cislini che li seguono e sostengono tante soddisfazioni Io dal mondo dei giusti della verità dove sono prego sempre per voi e vi ringrazio infinitamente per la tenacia e passione che mettete nel difendere la mia memoria ma soprattutto il buon nome della CISL.
    buon 2018 e non perdete mai la speranza presto avrete giustizia
    L’innominato occhio che: tutto vede, prevede e sa

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  22. È l’ultimo giorno dell’anno, anzi sono le ultime ore del 2017.
    Solitamente si fanno consuntivi e si pensa a propositi e percorsi nuovi.
    Per questo motivo, considerato che sappiamo tutti che il nostro blog è sotto osservazione costante da parte dei padroni della ferriera, bisognerebbe che rispondessero con onestà sul numero di iscritti che hanno perso in Fai, in Fp, negli edili e nelle federazioni o confederazioni territoriali commissariate.
    Dati onesti…se ne sono capaci…visto che i numeri li abbiamo anche noi.
    Questa è la misura vera delle disoneste condotte che bisogna mettere in atto per governare.
    E se manca il gradimento dei soci…scarseggiano anche i soldi…e questo non è cosa buona e giusta…
    A noi invece restano i buoni propositi per l’anno che sta per arrivare: l’impegno costante per riportare la legalità nella nostra organizzazione sindacale.
    Propositi e obiettivi assolutamente alla nostra portata. Tanto più sicuri si sentono tanto più facile risulta riportare la democrazia e il rispetto per le persone in questo strano mondo sindacale. Eliminare l’imborghesimento dei dirigenti/mestieranti sindacali deve essere una meta. Contro ogni forma di assunzione di segretari, di posizionamenti di fratelli nelle assicurazioni, delle mogli o dei nipoti nei servizi, bisogna solo denunciare.
    Ci vuole più coraggio ad assecondare le deviazioni della legalità e la deriva della democrazia che tenente la schiena dritta e guardare in faccia i lavoratori per difenderne con onestà e coscienza i diritti. Senza svendere nessuno con i contratti farsa propagandati come traguardi di innovazione.
    Buon anno nuovo e che il lume della ragione illumini il nostro percorso.

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  23. Sante parole, quelle dell’amico delle 17.27 ma la dignità è come l’onore. Una volta persa la si può riacquistare solo facendo pubblica ammenda o togliendo il disturbo da questa terra. VI PARE CHE I GIUDA (DA QUATTRO SOLDI) IN DISCUSSIONE POSSONO ARRIVARE MAI A TANTO? VIGLIACCHI E VILI COME SONO PREFERISCONO GRUFOLARE NELLA MOTA COME I LORO DEGNI padroni.

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  24. osservatore interessato · Edit

    Fino a qualche anno fa era usanza la notte dell’ultimo dell’anno gettare dalla finestra qualcosa di vecchio per significare che il nuovo anno doveva portare delle novita’ nella vita delle persone. Quale augurio migliore per gli iscritti e per tutti i lavoratori che venga ripristinata questa tradizione ed il 2017 si porti via una dirigenza incapace e corrotta prima che la cisl sia definitivamente travolta dall’affarismo e dal malaffare . E’ l’augurio migliore che rivolgo a tutti coloro che alimentano questo blog e tengono viva la fiammella di un sindacato che si salva solo se torna alle origini.

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  25. Convengo con l’amico che dubita fortemente della veridicità dei dati sugli iscritti; quello che succede in merito per la mia categoria che è la scuola, qui nell’estremo sud, ma colleghe e colleghi emigrati in giro per l’Italia mi confermano che da loro è uguale se non peggio Disdette a go go, sedi deserte e così via salvo poi leggere che gli iscritti sono aumentati. I casi sono due: o i dati sono falsi o nella cisl scuola è ritornato colui che camminava sulle acque e moltiplicava pani e pesci. Non mi meraviglierei più di tanto dalla postina ci si può aspettare di tutto e di più.

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