Le storie (quasi) parallele

Il Coni e la Cisl sono cose diverse, ma hanno una struttura simile, quasi uguale: il Coni è come una confederazione, le federazioni sportive che aderiscono al Coni sono come le federazioni sindacali. Per questo il Coni ha un potere di commissariamento delle federazioni, ma solo nei casi previsti dagli statuti. E per poter commissariare (anche qui c’è una forte analogia, almeno sulla carta) ci vogliono motivi seri di violazioni statutarie, non una situazione di dissenso o la delusione per un mancato risultato.

Quando la Fai fu commissariata, ci fu un ricorso alla Cisl-Probiviri ed uno al Tribunale di Roma: la Cisl-Probiviri disse che il commissariamento è  un “atto eminentemente politico-organizzativo”; cioè la confederazione commissaria come le pare e quando le pare. Anche se nello statuto c’è scritta un’altra cosa. Il Tribunale di Roma non è mai arrivato ad una decisione di merito, dopo che il ricorso d’urgenza era stato respinto per ragioni procedurali (e discutibili, ma questo è un altro discorso).

Non essendosi opposto nessuno al commissariamento della Fai, tranne noi, e non essendo stata fermata dal Tribunale, la signora Anna Maria ha interpretato la cosa come licenza di commissariare senza alcun limite. E lo ha fatto. Ad esempio in Campania, la regione dove le Iene hanno appena raccontato qualche storiella relativa a chi ha lavorato per il commissariamento (la Filca della Campania è la base del potere di Pietro Cerrito, conte di Pietramora), e poi con la Fp, perché la signora Anna Maria doveva ricollocare Sua Eccellenza il commendator Petriccioli, il quale sarebbe stato a rischio di dover tornare a lavorare per scadenza dei mandati nel giro di qualche anno. Siccome Faverin non aveva accettato di fare lo scambio ed andare a Via Po 21 (ma lo capiamo, lì pagano meglio ma gira certa brutta gente …) la Fp è stata commissariata con un atto “politico organizzativo”, cioè arbitrario.

Anche il Coni intendeva commissariare la Federcalcio: e lo spunto era, un po’ come nel caso della Fai, che dopo un mancato risultato si era dimesso il presidente e non c’era un governo in carica. Ma ha dovuto rinunciare perché, come ha ammesso il presidente Malagò, ci sarebbero stati dei ricorsi e il commissariamento sarebbe stato annullato. Così come sarebbe stato giusto che venisse annullato quello della Fai, se solo il Tribunale avesse voluto decidere.

Ecco perché il Coni ha fatto marcia indietro. Ed ecco perché sarebbe ora che il tribunale di Roma cominciasse ad entrare nel merito di ricorsi come quello attualmente in discussione contro il commissariamento della Fp.

Speriamo bene, altrimenti sarà per la prossima volta. Perché tanto, prima o poi, toccherà a quelche altra federazione non sufficientemente appiattita, a subire qualche “atto eminentemente politico-organizzativo” da Via Po 21.

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14 Commenti - Scrivi un commento

  1. Il paragone calza a pennello anche nella statura: culturale ed etico-morale dei personaggi in gioco per carita’ di patria mi fermo ai generali Furlan – Tavecchio perché se scendiamo nelle seconde e terze file si sfiora il ridicolo.

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  2. Storie di tutti i giorni…
    I commissariamenti “politici” sono solo la forma di un pensiero dittatoriale.
    Gli esempi che si sono succeduti, dalla Fai in poi, passando per l’fp nazionale e per le territoriali federazioni irriducibili, ne sono la più bieca espressione.
    Non ci possono essere parallelismi tra il coni e la cisl. In cisl non hanno coscienza dei limiti e, di conseguenza, non hanno fatto e non faranno mai marcia indietro.
    Ma le macchine che hanno solo la marcia in avanti…prima o poi vanno a sbattere.
    Perché questi loschi figuri sono saliti di corsa su una macchina in panne e, per uno scherzo atroce del destino, sono riusciti a rimetterla in moto. Ma poi è arrivato il bello. Hanno preso gusto a guidare…sempre avanti…sempre più in alto (con le retribuzioni e le comodità) e allora, per potere andare sempre avanti…hanno dovuto pagare una serie di portatori di “benzina”.
    Perché le auto con la sola marcia in avanti, o si guidano con intelligenza e perizia da formula uno, oppure bisogna ungere continuamente le ganasce.
    E a furia di ungere…o l’olio finisce o è meglio scendere in corsa…
    Come farà il super capo.
    Perché adesso la macchina è piena d’olio…e bisogna cercare un meccanico bravo per farla andare avanti.
    In alternativa, ci si affida ad un meccanico “disponibile” a coprire tutto con una gettata di sabbia fine, quella che si usa per cancellare le tracce degli incidenti mortali.
    Ma i meccanici disponibili costano tanto…e sovente non sono bravi.
    Lo Statuto dice altro sui commissariamenti e la formula politica non esiste. Se esistesse non bisognerebbe perdere tempo a fare i congressi (che in effetti si sono fatti solo per fumo negli occhi), perché basterebbe nominare (come di fatto è avvenuto) dei viceré fedeli e incompetenti. Meno competenti sono più sono docili e servili.
    Io proporrei di abolire lo Statuto e il regolamento e di eliminare i Probiviri e i revisori dei conti. Un triumvirato di fedeli compari e tutto diventa più semplice.
    È inutile volere a tutti i costi dare forma all’acqua…

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  3. Secondo me c’è poco d’abolire perché si sono aboliti da soli; se si va in qualche sede sindacale anche dei servizi a qualunque ora del giorno ce una desolante e totale assenza, a parte i baldi giovani frutto del fresco ricordato nepotismo che si raccontano balle e barzellette a vicenda o fingono telefonate inesistenti per farsi vedere super attivi altro non v’é.
    L’immane squallore

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  4. VI ERAVATI ILLUSI CHE FOSSE FINITA? Dal 2019 pensioni ANCORA PIU’ BASSE
    Pensioni con importo inferiore dal 2019, per compensare la maggior durata del trattamento dopo l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita.

    Ribasso in vista, dal 2019, dei coefficienti per il calcolo dell’assegno previdenziale: con lo scatto dell’età pensionabile viene adeguato anche il coefficiente sulla parte contributiva della pensione, per incamerare il fatto che, a parità di uscita dal lavoro, si percepirà l’assegno per più tempo. In soldoni l’assegno sarà di importo inferiore. I nuovi moltiplicatori saranno comunicati con il provvedimenti di adeguamento alle aspettative di vita, atteso per fine anno, e applicati ai trattamenti previdenziale con decorrenza dal primo gennaio 2019.
    Il coefficiente di trasformazione del montante contributivo della pensione scenderà di una percentuale fra l’1 e il 2,5%. Il calcolo riguarda solo la parte contributiva della pensione, quindi penalizza maggiormente coloro che hanno l’assegno completamente calcolato con il metodo contributivo. I lavoratori che avevano già 18 anni di contributi alla fine del 1995 hanno la pensione calcolata con il retributivo fino alla fine del 2012, e solo per la parte maturata successivamente al primo gennaio 2012 il calcolo contributivo (sul quale incide quindi il coefficiente di trasformazione).
    Il meccanismo prevede che il coefficiente salga con l’allungarsi della permanenza al lavoro, quindi favorisce chi va in pensione più tardi. Di fatto, quindi, per controbilanciare l’impatto della revisione sull’assegno previdenziale, conviene restare per più tempo al lavoro.
    Questo innalzamento dei coefficienti va tenuto presente in particolare da coloro che maturano un diritto a pensione entro il 31 dicembre 2018: nel momento in cui si fermano di più al lavoro, rischiano di avere una pensione più bassa perché il coefficiente per calcolare l’assegno è più basso

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  5. CUI PRODEST SE LA POSTINA CONTINUA A SOTTOSCRIVERE ACCORDI A PERDERE
    Dopo il dono natalizio per i pensionati si prepara la befana per i lavoratori della scuola. Tra gli operatori di questa istituzione, da un po’ di anni, riscuote un indiscusso successo le una piccola ma in forte espansione agguerrita associazione (ANIEF), in larga parte di giovani insegnanti che più che parlare loro, fanno parlare le carte(legali) e gli avvocati perché hanno capito che è l’unico dialogo possibile con la politica può realizzarsi tramite i magistrati..
    Per quanto riguarda il contratto andandosi a leggere le carte per procedere come al solito hanno scoperto che nell’interesse della categorie rappresentate sarebbe meglio non firmare il contratto e contentarsi di quanto è già garantito dalla legge sulla vacanza contrattuale, in assenza di contratto. In effetti da una prima verifica viene fuori che per il triennio in scadenza il 31 dicembre 2018 a tutti i docenti andrebbero circa 3820 e dal 2019 1820 euro annui. Firmando l’accordo invece si prenderebbero solo 1.205 e non uguale per tutti. E ad oggi il lavoratore perderebbe quasi 2.600 euro di arretrati lordo più 715 ero in meno l’anno, a partire dal primo gennaio 2018. Tutto questo, al netto della vacanza contrattuale che come sanno gli interessati deve essere la metà di quella da recuperare al momento della firma del contratto.
    GLI OPERATORI DELLA SCUOLA NON DIMENTICHERANNO

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  6. Sua Santità vistosi inascoltato dai sindacati ed in particolare dai visitatori dellla fine del giugno scorso ha ribadito a coloro o colei che fa orecchie da mercante:
    Cari sindacati, guardatevi da corruzione e individualismo collettivista
    Papa Francesco
    sindacati e i movimenti di lavoratori per vocazione devono essere esperti in solidarietà. Ma per contribuire allo sviluppo solidale vi prego di guardarvi dalle tentazioni dell’individualismo collettivista e della corruzione. Lo ha raccomandato il Papa nel messaggio inviato a conclusione della conferenza sul lavoro svoltasi in Vaticano dal 23 al 24 novembre su iniziativa del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.
    Onore a Fausto; vergogna e disonore ai suoi persecutori

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  7. LA POSTINA DOPO AVER VENDUTO I PENSIONATI SVENDE ANCHE LA SCUOLA LEGGERE PER CREDERE
    Contratto; DIFFIDA AI SINDACATI a firmare l’accordo
    Il giovane sindacato Anief diffida le Organizzazioni Sindacali (firmatarie del CCNI) a firmare l’accordo.
    Nell’intesa di novembre manca persino il recupero dell’IVC allineata all’inflazione, la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo con la valutazione per intero del servizio preruolo nelle ricostruzione di carriera, la rivisitazione degli stipendi per il personale Ata e dell’infanzia/primaria, l’istituzione dell’area della vice dirigenza‎ e l’adeguamento delle norme alle direttive dell’Unione europea. In assenza di questi presupposti, si chiede un referendum preventivo tra i lavoratori della scuola, in attesa delle prossime elezioni Rsu quando decideranno con il voto il favore alle idee di concertare con il Governo. Nel frattempo invia la diffida per interrompere i termini di prescrizione e richiedere il 7% in più da settembre 2015. Da quando cioè il contratto è sbloccato, doveva essere riallineata l’inflazione all’aumento del costo della vita intercorso tra il 2008 e il 2015, al 50% come prevede la legge. Niente di tutto questo è avvenuto, anzi nell’ultimo DEF l’assegno dell’IVC dovrebbe r‎imanere invariato nelle intenzioni del Governo fino al 2021. Ciò è intollerabile e viola apertamente l’art. 36 della Costituzione. Ma il paradosso è che se si firma il Contratto, il lavoratore prenderebbe solo a partire dal 2018 85€ al netto di 105€ in media mensili che potrebbe percepire se si sbloccasse l’IVC senza firma del contratto vita natural durante. Il che vuole dire, in soldoni, almeno 210€ di aumento rispetto a quelli concordati in caso di firma.
    A questo punto ci chiediamo: i lavoratori sono coscienti e favorevoli a quest’ennesimo ricatto dopo aver subito da precari per vent’anni una disparità di trattamento in termini di scatti di anzianità, di ruolo un riconoscimento parziale del servizio preruolo e addirittura la perdita del primo gradino stipendiale se assunti dal 2001?
    Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, afferma che “È arrivato il momento di chiedere espressamente il loro parere con un referendum dopo una chiara campagna informativa.
    Quando diventeremo rappresentativi, il prossimo anno grazie alla vicina campagna Rsu del 2018, Anief s’impegna su ogni tema d’interesse dei lavoratori a indire assemblee sindacali in ogni provincia per acquisirne il parere. I contratti non si firmano sulla pelle dei lavoratori; a volte è meglio non firmare e ricorrere al giudice, come per il blocco contrattuale”
    La “signora” IGNORA CHE CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA. TRANQUILLI: ANCORA UN PO’ DI PAZIENZA E LO CAPIRA? ECCOME SE LO CAPIRA’

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  8. No coment

    Rai NewsULTIMA ORA
    PAPA A SINDACATI: “LAVORO NON È MERCE”
    24 novembre 2017

    21.41 Il lavoro “non può essere considerato come una merce” e “ha la priorità rispetto a qualunque altro fattore di produzione, compreso il capitale”: “Di qui l’imperativo etico di ‘difendere i posti di lavoro’, di crearne di nuovi”. Così Papa Francesco nella lettera alla Conferenza delle organizzazioni sindacali svoltasi in Vaticano. Poi il monito ai sindacalisti:guardatevi “dal cancro sociale della corruzione”.”Terribile la corruzione di quelli che si dicono sindacalisti che si mettono d’accordo con gli imprenditori”.

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  9. In Vaticano c’erano sindacalisti da tutto il mondo. Ci sono state molteplici relazioni e interventi. E voi interpretate assenza di Papa Francesco in maniera legata alle questioni autoreferenziali Cisl. Ripigliateve.

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    1. Boccaccia mia statti zitta! · Edit

      Hai ragione. Era pieno di sindacalisti le cui organizzazioni hanno varato un “codice etico del ca..o” che non permette di dare incarichi ai figli ma sì di farli assumere negli enti bilaterali, che hanno il segretario generale dei pensionati con la “pensione d’oro” e che hanno espulso chi ha denunciato la corruzione.
      Evidentemente il Papa si riferiva a tutti quelli in queste condizioni quando ha parlato di corruzione nel sindacato.

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  10. Il piglio della risposta è indice del fatto che ciò che diciamo è vero e, soprattutto, da fastidio.
    Da fastidio a chi è proposto al monitoraggio di ciò che diciamo in questo blog.
    Ma se diamo fastidio…magari dobbiamo dire tutto ciò che sappiamo e dirlo forte…sempre più forte…

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  11. Assenza papa legata non tanto all’auto referenzialita’ Cisl quanto alla corruzione in generale nei sindacati e in maniera palesemente evidente in molti meandri della Cisl. E la corruzione non è solo quella delle tangenti ma è pure corruzione chiudere la questione stipendi e pensioni d’oro con una mano di bianchetto sullo statuto e regolamenti. Il codice etico a libera interpretazione piramidale è poi la cosa più inutile del mondo e lo dimostra la questione di Fausto che ha anticipato quanto scritto sul codice quando ha denunciato gli scandali invano. Vergogna all anonimo delle 22.13.

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