Usb in piazza contro la Cisl

Mentre a Roma va in scena il solito spettacolo che sa un po’ di gioco delle parti (la solita Cgil più oltranzista, la solita Cisl più trattativista, la solita Uil …) e ci si pone il solito dilemma “unità sindacale da salvare,  sì o no”, in attesa della solita ricucitura quando ci sarà da dividere qualche torta, a Palermo sta per succedere qualcosa di nuovo, anche se non del tutto inedito: l’Unione sindacale di basa (Usb) ha convocato una manifestazione di protesta contro la Cisl, e manifesterà sotto la sua sede siciliana. Un sindacato che scende in piazza contro un altro sindacato.

Come riporta il sito Time Sicilia, l’Usb accusa alcuni dirigenti della Cisl (i nomi, e soprattutto i cognomi, li potete leggere nell’articolo) che avrebbero trattato nel proprio interesse mentre venivano licenziati i lavoratori della formazione professionale regionale. Questi sindacalisti, secondo l’Usb, mentre avallavano i licenziamenti degli altri, sarebbero stati trasferiti ad altro ente con passaggio diretto ed immediato, senza perdere neanche un giorno di anzianità di servizio, con un contestuale distacco sindacale.

In attesa di conoscere la versione delle persone chiamate in causa, sottolineiamo che sulla questione della formazione, e dei buchi dello Ial, la politica della Cisl è sempre stata quella di fischiettare e guardare da un’altra parte, come se la cosa non riguardasse la dirigenza nazionale. E come se la signora Anna Maria, quando è stata eletta segretario generale, non avesse mai avuto nulla a che fare con queste vicende, né a Roma né tanto meno a Genova (e lo stesso vale per la Giovannona Ventura).

L’unica cosa che è stata fatta è stata la rimozione di Treré, perché il posto serviva.

Sarà possibile fischiettare e far finta di nulla anche davanti ad iniziative come quella di Palermo? E anche se proteste come quella di domani dovessero arrivare anche davanti a Via Po 21? Soprattutto se fossero vere le voci che parlano di uno Ial che va sempre peggio, e di tagli alle retribuzioni dei dipendenti?

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27 Commenti - Scrivi un commento

  1. Io sono ligure vivo in Liguria lavoro in Liguria e sono iscritto alla cisl da 24 anni … solo perché ho ammirato Scandola non mi sono dimesso … lui ha sempre esortato a non farlo e infatti non lo farò …. non ho mai avuto il ( dis ) piacere di conoscere personalmente Annamaria Furlan ma qui in Liguria tra lei e una divinità ci e’ sempre passato poco … e lo dico senza ironia o sarcasmo ! I dirigenti sindacali della mia categoria l’ Hanno sempre messa su un altare e guai a chi ne parlava male o osava criticarla … però ho un parente che gravitava nell’ area IAL e mi raccontava che la Signora era ben diversa da come la dipingevano e che come sindacalista valeva quasi zero ma che in quanto a narcisismo ed arroganza ne aveva da vendere ! Per la verità ho sempre pensato che lui fosse così arrabbiato perché aveva perso soldi con lo Ial e che quindi non fosse attendibile più di tanto e poi a capo dell’ ente c’ era l’ ex segretario cisl regionale Lagostena e non la Furlan … da quando e’ scoppiato il caso Scandola però e ho saputo di questo blog che leggiamo in tantissimi in Liguria , ho chiesto scusa a mio cugino … aveva ragione purtroppo ! E mi permetto di lanciare un appello alla Furlan : perché non dici nulla da anni ? Perché non ti difendi pubblicamente ? Perché continui ad ( ab ) usare del tuo ruolo ? Chi ti credi di essere ? Siamo in tanti a cominciare a dubitare della tua buona fede e a volere che tu parli con chi ti paga il tuo lauto stipendio … se sei convinta di avere ragione e che coloro che hai cacciato via siano una vergogna per la cisl che problema hai a spiegare a noi soci cosa hanno fatto di tanto grave da meritare un espulsione e dei commissariamenti ? Su questo blog sono state e si continuano a fare accuse molto serie e gravi a te e ai dirigenti Cisl … perché non querelate ? Perché non rispondete ? Nella tua regione di nascita e di provenienza i tuoi colleghi segretari ti difendono a spada tratta ma , credimi , diventano ogni giorno meno credibili … e infine … perché non mi firmo con nome e cognome ? Perché ho paura di ritorsioni sul posto di lavoro dato che da me comanda un tuo fan sfegatato .. ecco … solo questo dovrebbe bastare a farti riflettere Furlan … avere paura di vendette da parte del sindacato la dice lunga del clima che hai creato nell’ organizzazione … non sono della FP ma verserò un po’ di soldi per aiutare chi ti sta combattendo in maniera legale e a viso aperto … e non mi dimetto per gente come Scandola , Volpato , per chi ha firmato quella diffida e per tutti coloro , come questo blog , che si rifiutano di tacere e di soccombere !

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  2. LA FURLAN HA SEMPRE VALSO ZERO E A DIRLO ERA PROPRIO QUEL SIGNORE CHE LEI, NELLE OCCASIONI CHE IL SUO CERVELLINO GLI FA CREDERE IMPORTANTI, ANCORA OGGI CITA COME SUO MAESTRO CHE L’AVEVA SCOPERTA!!! E PORTATA AL SINDACATO; UN CERTO REMO BURLANDO CHE DA QUANDO MI RIFERISCONO GLI AMICI LIGURI SI RIVOLTERA’ NELLA TOMBA NEL SENTIRSI MAESTRO DI UNA ASINA; PERCHE’ PARE CHE IL GIUDIZIO FOSSE BEN DIVERSO DA QUELLO VENDUTO DALLA POSTINA E PIU’ PRECISAMENTE CI SERVE PORTARE UN PO DI DONNE NEL SINDACATO CHE PERO’ NON DEVONO ROMPERE I ZEBEDEI……. E QUESTA VA BENE PERCHE’ ANCHE SE VOLESSE NON NE SAREBBE ASSOLUTAMENTE CAPACE. ED IN EFFETTI E’ COSI’ CHE E’ STATA ED E’ TUTTORA CONSIDERATA NELL’ABBIENTE POLITICO-SINDACALE LIGURE

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  3. Sarebbe interessante capire come funziona il calcolo dell’aspettativa di vita che mi risulta assai complicato, ma è veritiero questo calcolo od orchestrato ad hoc? Perché se penso al paniere Istat costruito ed aggiornato appositamente per tenere a freno gli aumenti salariali legati all’inflazione mentre nella realtà l’inflazione sui beni essenziali galoppa, allora qualche dubbio mi sorge spontaneo.

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  4. Per spiegare come funziona il relativismo sindacale vi racconto un aneddoto accaduto diversi anni fa quando in Liguria regnava la Furlan (in realtà il suo regno è sempre palpabile qua da noi): nella mia categoria, metalmeccanici, un lavoratore di un’importante azienda parastatale iscritto alla Cisl si rivolse allo sportello mobbing genovese in quanto vessato psicologicamente e pesantemente dai suoi dirigenti. Tale lavoratore fu accolto dal sig. Burlando responsabile di tale sportello il quale da poco tempo mise a disposizione della Cisl le proprie competenze una volta raggiunta la pensione ed in maniera totalmente volontaristica, senza compensi tanto per intenderci. Il sig. Burlando tra l’altro era persona molto responsabile in quanto prima di aprire una vertenza per mobbing, per la difficoltà che ne comporta la dimostrazione, vagliava attentamente la situazione e cercava anzitutto di trovare soluzioni condivise con le aziende in maniera da appianare le divergenze tra aziende e lavoratori. In questo caso era talmente evidente il mobbing nei confronti del lavoratore che non trovando soluzioni condivise minacciò una vertenza sindacale. Senonchè il sig. Burlando fu convocato d’urgenza dall’allora dirigenza confederale e dall’allora Segretario Fim territoriale al fine di dissuaderlo dal portare avanti tale vertenza nei confronti di una grande azienda in cui la Cisl aveva molti iscritti e relativi interessi . Quale è stato il risultato? Il sig. Burlando ha mandato tutti a quel paese decidendo di trascorrere il proprio tempo libero da pensionato in maniera più qualificante, il lavoratore tradito da coloro cui pagava la tessera probabilmente sentendosi abbandonato si sarà rivolto a qualche altro sindacato per risolvere i propri problemi.
    Le riflessioni sono 2: il vero volontariato (e non quello finto perché retribuito) è stato affossato, il sindacato ed in questo caso la Cisl ha perso credibilità rispetto i valori per cui è nato.

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  5. Sono un ex lavoratore, levantino, dello IAL ligure che, come tanti colleghi, ho perso lavoro e soldi. Inutile ripetere l’incazzatura che mi porto dietro, e dunque, dopo aver ringraziato i gestori del blog per il valido servizio che svolgono permettendoci di dire ancora la nostra, visto che nelle sedi opportune chi osa dissentire viene espulso.
    Scrivo ai frequentatori di questo blog, meglio informati, se per cortesia possono chiarirmi l’arcano. Mi spiego meglio. La crisi dello Ial, in Liguria come altrove non è scoppiata a ciel sereno lo sapevano tutti da anni e continuavano con l’andazzo di sempre. Quello che non mi torna nella faccenda è che per molti anni, i dirigenti sindacali liguri a cominciare dal capone(capetto) Lagostena ci zittivano offesi del fatto che non avessimo fiducia in loro, che invece pretendevano perché, in quanto dirigenti dello IAL Liguria rispondevano in solido, anche con i propri beni (se necessario) in caso di fallimento.
    Poi all’improvviso tutto è crollato e i signori col … cavolo che hanno risposto in solido, ci abbiamo rimesso solo noi lavoratori che giustamente non ci fidavamo.
    Domanda: qualcuno sa spiegarci quale broglio si sono inventati per non risponderne in solido? Abbiamo ragione di credere ch Tre Re e molti altri lo sanno benissimo perché qualcuno non parla? Forse perché ne porterebbe in galera un bel po’ come molti sostengono?
    Amici di questo blog: chi sa di più, in merito, anche in forma anonima parli e vedrete che tutto il castello della postina crolla con molto fragore.

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  6. Serriamo le fila ! … Nello IAL PIEMONTE – LIGURIA – VENETO – LAZIO – ABRUZZO E SICILIA E IN ALTRE REGIONI ( CALABRIA ?)
    Il letame è talmente diffuso che può crollare tutto il castello di ipocrisie e complicità di questa banda di mafiosi…
    Per l’onore e la difesa dovuta a centinaia di dipendenti traditi e truffati nello IAL non molliamo la presa.

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  7. Però … il mio post ha stimolato la discussione e non solo … continuiamo così e aiutiamo la cisl , quella sana e pulita , ad uscire dal pantano putrido in cui e’ finita da tempo … voci dalle altre regioni … raccontate la vostra esperienza in questa organizzazione in mano ad un comitato di affari e non a dei sindacalisti … io purtroppo non so quasi nulla dello schifo che , secondo me, sta ancora ben nascosto e che , sono certo , qualcuno sa dove e’ custodito … gente dello Ial parlate ! Amici ed amiche della FP raccontate ! La fai e’ gia ‘ ben narrata dal blog ! E la first , la fnp ( congratulazioni al segretario del Veneto che , per ora , e’ salvo ma stia attento perché la postina non perdona !!! ) , chi lavora all’ inas , nei Caf , alla fim , ecc. . Non abbiate paura restare anonimi ma siate sinceri , attenetevi a fatti politici e non personali se non e’ indispensabile , insomma creiamo un movimento , un’ onda inarrestabile che travolga definitivamente chi ha rovinato un ‘ organizzazione preziosa come la cisl .. sindacato vuol dire FARE GIUSTIZIA … e allora , facciamola ! Forza ! Fausto ci ha lasciato questo compito … non possiamo lasciar perdere !

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  8. Lettera inviata nel 2009 dai lavoratori dello ial Veneto a quelli dello ial Piemonte
    Cari Colleghi e … Amici di sventura dello IAL Piemonte,
    ecco un’altra storia che non vorrei mai aver sentito! Altri colleghi fregati da IAL e quindi da CISL ?Per noi è andata, e sta andando proprio così. Sono un Ex RSU Cisl di Verona, che ha denunciato la situazione da anni, dello IAL che seguiva tanto bene la Qualità formale delle procedure interne, e nessuno che seguiva la sostanza! In realtà a noi dipendenti e collaboratori il lavoro piaceva. Abbiamo sempre fatto cose interessanti trovando lavoro a tantissimi giovani e meno giovani, di tutte le categorie. Eravamo quindi formatori di attività funzionali alla reale formazione, e prese una ad una anche in attivo sotto il profilo finanziario! Eravamo degli esperti di budget… Ma sempre più dalla sede centrale di Mestre-Venezia ci “mungevano” denari e finanziamenti. L’ente ora è in liquidazione coatta, tutte le attività sono passate (contese perchè funzionali e spesso prestigiose) ad altri Enti di Formazione, e solo una metà di noi ha trovato impiego sicuro… Ora però vi allego però un pò dell’ultimo materiale che stiamo elaborando per la Manifestazione di domani. Ci sentiremo comunque prossimamente. Speriamo bene per tutti voi, ma sono cose inconcepibili!
    Ciao, Luigi Meneghello
    ECCO I TRE DOCUMENTI CHE CI HA SPEDITO MENEGHELLO DAL VENETO:
    Il Gazzettino
    Domenica 4 Gennaio 2009, Mestre
    Sul piede di guerra circa duemila ex collaboratori dell’istituto di formazione e i dipendenti che si sono trovati senza lavoroCrac Ial, ora la bufera investe la Cisl. Dai tribunali piovono decreti ingiuntivi e spesso viene chiamato in causa direttamente il sindacato.

    La bufera che ha fatto chiudere lo Ial, ente di formazione veneto, sta travolgendo anche la Cisl regionale. Molti dei duemila docenti a contratto e una trentina di ex dipendenti dell’ente si sono rivolti singolarmente ai tribunali di mezza regione, ottenendo decreti ingiuntivi di pagamento, e stanno anche valutando di promuovere una causa comune perché lo Ial nazionale e la Cisl coprano il buco di circa 10 milioni di euro che ha fatto chiudere lo Ial Veneto: ci sono docenti che avanzano anche 200 mila euro per i corsi tenuti negli ultimi anni, e ci sono ex dipendenti che non hanno ricevuto gli ultimi stipendi, il Tfr, la tredicesima, non hanno alcun ammortizzatore sociale e, soprattutto, non hanno trovato un altro posto di lavoro, come invece i vertici della Cisl gli avevano promesso.
    La Cisl sotto pressione per il “buco” dello IalEx dipendenti lasciati a casa dal sindacato pronti a una causa comune. E gli ex collaboratori avanzano milioni di euro.
    I decreti ingiuntivi contro lo Ial cominciano ad aumentare, provengono dai Tribunali di mezza regione, e anche da quello di Venezia. La Cisl resiste nella sua posizione “aziendale”, ma sono sempre di più i buchi nella corazza difensiva; ed ora si sta profilando anche la possibilità di una causa collettiva contro il sindacato. D’altro canto è difficile pensare di poter liquidare con la sola solidarietà morale un paio di migliaia di collaboratori e una trentina di ex dipendenti dello Ial: i primi creditori con posizioni che vanno da poche migliaia di euro a cifre astronomiche di 200 mila euro per i corsi tenuti negli ultimi anni; i secondi ricollocati a tempo determinato o addirittura licenziati, senza stipendio da mesi, senza Tfr, senza tredicesima, senza liquidazione, con montagne di ferie non pagate, nessun ammortizzatore sociale e senza uno straccio di prospettiva per il futuro. Fino a qualche mese fa credevano ai vertici della Cisl che dicevano loro di non fare causa, di stare buoni perché gli avrebbero trovato un altro posto; ora si trovano con il sedere a terra; una donna, come soluzione, si è sentita fare la proposta di 3 mesi con contratto interinale in un Caf, a partire da aprile. Lo Ial Veneto è chiuso, ha un buco che si avvicina alla decina di milioni di euro in una situazione simile a quella di altre sedi regionali dell’Istituto di formazione nazionale nato nel 1995 (ma in altre regioni non si è arrivati alla liquidazione), assieme ad altri istituti analoghi quando i sindacati si accorsero che, per intercettare i circa 2 miliardi di euro l’anno di finanziamenti alla formazione che arrivano dall’Europa, dallo Stato e dalle Regioni, occorreva creare degli enti ad hoc perché non potevano gestire tutti quei soldi direttamente. Enti separati, dunque, ma strettamente legati alla casa madre, i sindacati. Nel caso dello Ial, erano Cisl (tra i quali anche alcuni componenti dell’attuale vertice) non solo l’amministratore delegato, ma l’intero consiglio di amministrazione e gli organi di controllo. Luca Picotti, laurea in pedagogia, ex presidente di una cooperativa sociale, è il liquidatore veneto, e la sua impostazione – quella di una liquidazione coatta fallimentare – comincia ad essere respinta dai Tribunali che hanno accolto una serie di richieste di decreti ingiuntivi; i Tribunali dicono che è una liquidazione volontaria e quindi lo Ial deve rispondere; ed ora hanno cominciato ad accogliere ricorsi che si rivolgono pure alla Cisl. Nebridio Massaro, l’ex amministratore delegato dello Ial contro la cui gestione il liquidatore stava valutando di fare una causa per danni, ha fatto scrivere alla Cisl una lettera dal suo avvocato: semplicemente chiede che il sindacato si faccia carico delle centinaia di richieste di soldi che gli arrivano dai docenti a contratto; era lui che firmava ed è a lui che si rivolgono. A parte il fatto che non ha un centesimo, anche lui sostiene che è il sindacato regionale, o lo Ial nazionale, a dover garantire le questioni economiche. Massaro è un sindacalista vecchio stampo, di quelli che pensano che il sindacato sia soprattutto solidarietà, non un’azienda, come invece sostiene la Cisl di oggi. La battaglia, ora che dipendenti e collaboratori hanno deciso di non seguire più i consigli del sindacato e di passare all’attacco nei Tribunali, è appena all’inizio. E la Cisl, che contava probabilmente di azzerare tutto e di riaprire un nuovo ente di formazione liberato dai debiti, dovrà penare non poco, anche perché appunto i creditori stanno cercando di unirsi per una causa comune. Elisio Trevisan
    LE TESTIMONIANZE
    «La Cisl ci aveva detto di non fare causa perché non ci avrebbe abbandonati, ora siamo senza soldi e senza futuro»
    «Siamo stati “cacciati” proprio da chi doveva tutelarci»

    Ciò che li fa arrabbiare di più, paradossalmente e dopo la questione economica, è il fatto che si sono sentiti “licenziati” proprio da un sindacato. A dire il vero non è la prima volta che capita in Italia, ma loro erano convinti al 100% che la Cisl li avrebbe tutelati. «E invece ci troviamo licenziati e senza alcuna prospettiva di un altro lavoro, come invece ci avevano assicurato i vertici della Cisl del Veneto e tutte le segreterie locali». Sono 13 gli ex dipendenti dello Ial Veneto messi peggio: da mesi non vengono pagati, sono senza lavoro, non hanno nemmeno ammortizzatori sociali perché lo Ial era un’associazione non riconosciuta, quindi non poteva fallire, e di conseguenza non aveva nemmeno fatto i versamenti per la disoccupazione non volontaria. La Cisl, che aveva promesso di ricollocare tutti gli 80 dipendenti («abbiamo fatto anche un accordo, seppure non scritto, ma ci sono decine di testimoni di quell’incontro» raccontano gli ex dipendenti Ial»), ha trovato un lavoro a tempo indeterminato ad una trentina di loro. Gli altri hanno o avranno posti a tempo determinato (per il periodo di durata del corso di formazione che lo Ial ha ceduto ad altri istituti dove sono stati collocati) e 13 di loro sono, appunto, senza futuro e, per il momento, pure senza passato. «Abbiamo famiglia, mutui per la casa, da mesi non vediamo un centesimo. Ora lo Ial nazionale e la Cisl regionale dovranno rispondere. Se quell’accordo con il quale ci hanno assicurato di non abbandonarci non vale più, allora anche noi siamo liberi di andare in Tribunale e di portare questa vertenza in tutte le sedi che riterremo più opportune». Almeno all’inizio, però, questi lavoratori hanno trovato più di qualche difficoltà a farsi difendere, perché molti degli avvocati giuslavoristi sono legati ai sindacati, e trovarne uno disposto a difenderli contro un sindacato è stata un’impresa. L’unica soluzione, per queste persone e per le centinaia di collaboratori che hanno cominciato a chiedere decreti ingiuntivi contro lo Ial e ora si stanno attrezzando a farlo anche contro la Cisl, è che la Cisl si faccia carico del problema, non solo con parole di solidarietà, ma nei fatti: «La Cisl ha già tirato fuori 3 milioni e mezzo di euro per coprire i buchi di questo Ial, ora deve andare fino in fondo. Tra l’altro non capiamo come mai non ci ha ricollocati negli altri istituti di “Forma Veneto”, l’associazione degli enti di formazione. Forse perché non vuole cedere tutti i suoi corsi e vuole invece tenerseli per quando riaprirà un nuovo ente di formazione? Non vorremmo, alla fine, che il nostro lavoro e tutti i soldi che avanziamo fossero sacrificati sull’altare di una battaglia politica, perché chi ha in mano il settore della formazione gestisce potere».
    ex Lavoratori IAL CISL Veneto
    Comunicato stampa del 11/03/09

    Quando è il sindacato il “padrone” che licenzia, per i lavoratori disoccupati è molto difficile far valere i propri diritti
    ABBANDONATI I DISOCCUPATI DELLO IAL CISL VENETO
    Sono sempre più avviliti gli ex-dipendenti dello IAL CISL Veneto: senza posto di lavoro, con il TFR a rischio, con mensilità arretrate da percepire, con il sindacato che tenta di nascondere questa imbarazzante situazione perché dovrebbe fare la lotta a se stesso.

    La sera, di fronte al consueto dibattito in televisione dove il sindacalista di turno bacchetta l’ennesimo imprenditore che ha messo in cassa-integrazione o ha licenziato i propri lavoratori, gli ex-dipendenti dello IAL CISL Veneto sobbalzano dalla sedia e faticano a controllare la ribellione provocata da quella che tanti di loro definiscono una “insopportabile ipocrisia”.
    La vicenda forse è nota a più di qualche nostro lettore. Lo IAL CISL Veneto era l’Ente di Formazione Professionale della CISL; dico perché una montagna di debiti lo ha sommerso. Oltre alle mensilità non pagate ai suoi ex-dipendenti ora disoccupati , lo IAL CISL non ha pagato le prestazioni di numerosi collaboratori e fornitori: si parla di circa 2000 persone coinvolte per un importo di almeno 6 milioni di euro; voci fanno lievitare il frutto dell’allegra gestione a oltre 10 milioni.
    Stante questa situazione, IAL CISL ha chiuso tutte le attività nello scorso mese di novembre. E’ stato nominato un Commissario liquidatore: il Dott. Luca Picotti. Ai collaboratori e fornitori è stato chiesto di comunicare l’ammontare dei propri crediti. Agli ex-dipendenti, il segretario regionale CISL ha prontamente assicurato che tutti sarebbero stati ricollocati. Le rappresentanze sindacali presenti si sono anche raccomandate di stare tranquilli, di non fare chiasso, che altrimenti si sarebbero compromesse le azioni per la ricollocazione lavorativa. Dello stesso tono anche gli interventi dei rappresentanti UIL e CIGL. Insomma, tutti concordi nell’affermare che il disastro gestionale dello IAL CISL non sarebbe stato pagato dai lavoratori. Tutti sarebbero stati ricollocati addirittura mantenendo diritti e anzianità acquisite.
    Ad oggi, la liquidazione dell’Ente non si sa se e come potrà procedere; sembra che per statuto un Ente di questo tipo sottostà a una normativa amministrativa-gestionale particolare. Tra le altre cose, questa normativa non prevede la possibilità che si possa metter in atto la procedura di liquidazione fallimentare. Questo è stato un primo brutto colpo per gli ex-dipendenti. Infatti, non è scontato che l’INPS potrà farsi carico dei TFR di un’azienda che non può essere dichiarata fallita. Questa terribile mazzata, è stata accompagnata da una ricollocazione solo parziale e in alcuni casi a condizioni molto peggiorative rispetto al rapporto lavorativo già in essere.
    Per tutti gli altri ex-dipendenti che, nonostante le promesse, non sono stati ricollocati, è iniziato un vero e proprio calvario. Si va dalla disperazione di chi ha una famiglia da far sopravvivere e da agosto 2008 non percepisce stipendio e non ha ancora ricevuto un solo euro di indennità di disoccupazione, alla situazione leggermente migliore di chi ha potuto respirare una boccata d’ossigeno con il recente arrivo della prima indennità di disoccupazione con i quali far fronte ai debiti contratti e al sopravvivere quotidiano. Accanto a questa problematica situazione economica, si è poi manifestata la vera beffa. Da mesi i lavoratori chiedono di poter parlare della propria situazione ai propri rappresentanti sindacali senza aver finora ottenuto alcunché. D’altronde, si può anche capire l’imbarazzo di chi deve difendere i lavoratori dai soprusi perpetrati dalla propria organizzazione sindacale o da uno degli altri componenti della famosa “triplice” (ndr CIGL, CISL, UIL).
    La goccia che ha fatto esasperare gli animi è stato poi l’aver appreso che la CISL Regionale Veneto ha comunicato alla stampa e a tutti gli iscritti e funzionari CISL che la situazione è stata risolta: i dipendenti hanno avuto i loro stipendi; la ricollocazione lavorativa è stata completata. Una comunicazione interna della segreteria Regionale CISL firmata Franca Porto, destinata ai responsabili dei diversi settori, è arrivata anche ad affermare che 4 ex-dipendenti della sede di Cologna Veneta hanno addirittura rifiutato la ricollocazione lavorativa loro proposta perché troppo scomoda; la CISL non si è lasciata comunque scoraggiare da tale incomprensibile atteggiamento dei lavoratori e a breve avrebbe presentato ai 4 ulteriori proposte di lavoro. “Questo non lo possiamo accettare” dicono i 4 ingrati (secondo la CISL) di Cologna: “mai ci è stato prospettato alcunché da parte della CISL Veneto, tali falsità non fanno certo onore ad un sindacato che discredita i lavoratori anziché tutelarli. Come avremmo potuto rifiutare un posto di lavoro stante l’attuale nostra grave difficoltà economica e il pressante desiderio di riacquistare quanto prima un ruolo attivo nella società, senza l’umiliazione dell’assegno di disoccupazione? Non ci sarebbe mai passato neanche lontanamente per la testa di rifiutare una mai pervenuta proposta lavorativa.”
    Ecco perché, in mancanza di risposte e di fronte a quello che gli ex-dipendenti IAL CISL Veneto definiscono “un evidente tentativo di nascondere l’ingombrante polvere sotto il tappeto”, un nutrito gruppo di loro ha deciso di intervenire ai prossimi congressi provinciali e regionali della CISL Veneto. Quello che intendono mettere in atto è un’azione di controinformazione perché, dicono ancora gli ex-dipendenti, “sicuramente molti iscritti e responsabili della CISL Veneto ignorano come si sono veramente comportati i vertici della CISL Veneto”.
    Per molto meno, ammette qualcuno dei funzionari CISL informati di come si sono svolti realmente i fatti, avremmo costretto ad un comportamento più corretto e rispettoso dei lavoratori, qualsiasi altro datore di lavoro; avremmo fatto un tale chiasso ed intrapreso tali azioni che i risultati li avremmo di sicuro portati a casa.
    IAL CISL VENETO: BREVE CRONISTORIA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO
    IAL CISL Veneto è stato fino allo scorso mese di dicembre l’ente di formazione professionale della CISL. Nei suoi 4 C.F.P. parecchie migliaia di giovani sono stati preparati per un qualificato ingresso nel mondo del lavoro. Nelle sue sedi periferiche (almeno una per ogni provincia del veneto) migliaia di lavoratori dei più diversi settori sono stati aggiornati e riqualificati. Tutto questo è avvenuto grazie al senso di responsabilità e alla cocciutaggine di centinaia di formatori dello IAL che hanno cercato di limitare i danni di una gestione dissennata imposta dall’Amministratore Delegato (di esclusiva nomina CISL) supportato dal Comitato di Indirizzo e Controllo (composto dai segretari provinciali e dirigenti della CISL). La reazione più frequente di questi signori ogniqualvolta si cercava di far presenta come la situazione diventasse sempre più insostenibile era: “Chi ha il ruolo e l’incarico per decidere? Tu non ti preoccupare di questo, che io ho a chi rispondere. La discussione è chiusa”.
    ORA IAL CISL VENETO HA CHIUSO; UNA MONTAGNA DI DEBITI LO HA SOMMERSO
    Oltre alle mensilità non pagate ai suoi ex-dipendenti, ORA DISOCCUPATI, lo IAL CISL Veneto non ha pagato le prestazioni di numerosi collaboratori e fornitori: si parla di circa 2000 persone coinvolte per un importo di almeno 6 milioni di euro; voci fanno lievitare il frutto dell’allegra gestione a oltre 10 milioni di euro.
    IAL CISL VENETO: GLI EX-DIPENDENTI ABBANDONATI
    Nonostante le promesse fatte dal segretario regionale CISL, la ricollocazione del personale è ancora lungi dall’essere completata. E’ stato fatto credere che tutti sarebbero stati ricollocati; è stata fatta passare la linea di stare buoni e tranquilli, di non creare problemi, di accettare la clamorosa ed evidente svendita (della serie prendi 2-3 o anche 4 e paghi 1, anzi te lo regalo) delle attività formative ex-IAL funzionanti, finanziate e solo da avviare. Per dare un’idea di quanto accaduto, le attività di prima formazione, che godevano ottima salute (cioè con numerosi utenti e ben finanziate), sono state passate ad altri enti che però, anziché venire forzati a farsi carico del maggior numero possibile di lavoratori IAL, non hanno riassorbito nemmeno tutti i lavoratori IAL già in esse occupati. Il risultato è stato che poi per realizzare queste attività, gli enti cui è piovuta questa inaspettata manna sono dovuti ricorrere a lavoratori esterni assunti con contratti di lavoro temporaneo. La stessa cosa è accaduta per i corsi del settore sociale: sono stati ceduti tutti i corsi e solo una parte dei lavoratori prima occupati in questa attività e necessari per realizzare le attività stesse. Il risultato è che per realizzare questa provvidenza “made in IAL CISL Veneto” questi enti devono ricorrere a professionisti esterni, addirittura a dei tranquilli pensionati.
    Queste sono state le tanto sbandierate operazioni di ricollocazione che tanto sforzo ed impegno sono costate ai vertici regionali CISL. E anche i numeri dei ricollocati, sono di gran lunga inferiori ai risultati propagandati come “grandi successi” sugli organi di stampa.
    Probabilmente è vi è anche giunta una comunicazione interna nella quale si diceva che il problema degli ex-dipendenti era risolto: tutti occupati e in pari con gli stipendi.
    QUESTO E’ ASSOLUTAMENTE FALSO!!!!
    Molti sono ancora i lavoratori da ricollocare; se qualcuno dice che ne sono rimasti 11, è veramente preoccupante. Significa che oltre a non occuparsene seriamente, non ha neanche fatto un’indagine per sapere quante persone sono rimaste disoccupate grazie alla scellerata gestione dello IAL Veneto, messa in atto con il beneplacito dei vertici della CISL regionale. E più di qualcuno di questi disoccupati prodotti dallo IAL CISL è monoreddito e senza stipendio dallo scorso mese di Agosto. E vi invitiamo ad immaginare quanto possono essere durati i pochi Euro di disoccupazione ordinaria arrivati (e non ancora a tutti) dopo oltre 6 mesi senza aver intascato un solo euro. Credo che capirete anche l’esasperazione di chi vive questi umilianti disagi e viene a sapere di essere accusato di aver rifiutato un posto di lavoro. MAI è stato proposto alcunché ai 4 dipendenti della sede di Cologna Veneta; come avrebbero potuto rifiutare proposte mai arrivate?
    Avete un’idea di quanto abbiamo dovuto lottare per ottenere un’assemblea sindacale nella quale far presente questa realtà che si sta tentando di nascondere? Solo dopo che abbiamo minacciato di manifestare in occasione dei congressi provinciali e regionali hanno concesso di ascoltarci.
    Lo sapete che oltre ad avere ancora un cospicuo credito nei confronti dello IAL CISL Veneto, anche il nostro TFR è a rischio? Qualcuno vi ha detto che la procedura di fallimento dilettantescamente avviata sembra che non possa essere portata avanti perché la normativa vigente prevede che un ente con lo statuto dello IAL non possa essere dichiarato fallito? E sapete che la conseguenza di questo è che non è scontato che l’INPS possa farsi carico dei TFR di “un’azienda” che non può essere dichiarata fallita?
    CHIEDIAMO L’AIUTO DI QUANTI CREDONO NEL RUOLO VERO DEL SINDACATO
    E’ con grande amarezza che abbiamo constatato sulla nostra pelle quanto svantaggioso sia stato per noi l’essere dipendenti di un ente di emanazione sindacale. Qualcuno di voi, correttamente informato di come si sono realmente svolti i fatti ci ha chiaramente detto che un simile comportamento non sarebbe stato tollerato da nessun sindacato se a compierlo fosse stato un datore di lavoro classico.
    E’ con questa amarezza e contando sulle forze sane, responsabili, più attente agli interessi dei lavoratori che non alla beghe interne di potere, che stiamo tentando questa azione di contro-informazione. Non è giusto che noi ex-lavoratori dello IAL CISL Veneto diventiamo l’ingombrante polvere da nascondere sotto il tappeto.
    Chiediamo la solidarietà di quanti credono che il sindacato non possa tollerare imbarazzanti scheletri in ben nascosti armadi.
    Chiediamo l’appoggio di quanti credono che la correttezza del proprio comportamento sia il migliore dei moniti da rivolgere al mondo imprenditoriale nei confronti del quale dovranno essere ancora numerose ed importanti la battaglie da vincere.
    Chiediamo il sostegno di quanti pretendono che il sindacato possa e debba ancora girare a testa alta.

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  9. http://video.repubblica.it/edizione/palermo/palermo-lavoratori-della-formazione-davanti-alla-cisl-il-sindacato-ci-ha-tradito/290128/290741 Anche repubblica riprende la notizia, ma puzza un po’ tutto questo clamore. Purché giusto considerata la leggerezza con cui sono state trattate alcune vicende riguardanti direttamente la vita dei lavoratori. Ma il dubbio sorge spontaneo, nell’era dei vinti e vincitori, dei furbi e non. Non sarà che è arrivata l’ora di far sloggiare la cisl scuola sicilia? Forse il vento di chi la gestisce non è più a favore!

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  10. Lo schifo del sindacato:

    Ma che schifo è diventato il sindacato!
    Scritto da Aldo Giannuli. Postato in Galassia Sinistra, Le analisi, Politica interna

    Nella calura ferragostana rischia di perdersi una notizia che invece merita molta attenzione: nella Cisl ci sono dirigenti nazionali che percepiscono stipendi o pensioni per 300.000 Euro all’anno, il dirigente locale che lo ha denunciato verrà espulso dall’organizzazione.

    E’ moralmente accettabile che un dirigente sindacale riceva una retribuzione dieci o dodici volte superiore a quella della media dei suoi iscritti? Il colmo è che la direzione della Cisl (nella quale saranno tutti più o meno super-retribuiti) caccia il reprobo che ha fatto sapere la notizia: come dire che non sappiamo più cosa sia il pudore.

    Anzi uno degli interessati (240.000 Euro di pensione) ha dichiarato di esserne orgoglioso, perché il suo era un posto di alta responsabilità ed un altro ha precisato che per mansioni come la sua, nelle banche i manager sono molto più pagati. Va bene, ma perché non sono andati a far carriera in banca? Quale medico gli ha ordinato di lavorare nel sindacato? Forse era più facile far carriera qui? Il fatto è che questi personaggi, sono dirigenti sindacali che hanno come loro parametro di raffronto e meta da raggiungere il livello di vita del management e dei padroni. Fanno i sindacalisti perché non avevano la stoffa per fare i manager e l’eredità familiare per fare i padroni. La loro non è lotta di classe, ma invidia.

    Come volete che un individuo del genere faccia gli interessi dei lavoratori?

    Nello stesso tempo, dalle fessure di una grande (anzi grandissima) Camera del lavoro filtra la notizia di qualche milione di Euro sparito fra sindacato dei pensionati e patronato (ce ne occuperemo dopo le ferie per non disperdere l’affare nella sonnacchiosa aria d’agosto), pare ci sia stato un intervento del nazionale che ha rimosso qualche dirigente ma, naturalmente, di recuperare il malloppo neanche se ne parla.
    Vi pare una cosa sopportabile?

    E non parliamo dell’allegra gestione dei patronati da circa 30 anni, dell’uso del denaro pubblico, dei casi di corruzione personale di sindacalisti in vertenze e via proseguendo. Ah quanto sarebbe auspicabile una “Mani Pulite” del sindacato! E non sarebbe nemmeno difficile per il più sprovveduto dei sostituti procuratori avviare l’inchiesta: basterebbe dare un’occhiata ai bilanci dei patronati, alle loro linee telefoniche ecc.

    Insomma il sindacato in questo paese è diventato un lerciume che non si può guardare, ma la funzione del sindacato è troppo importante per essere così malridotto: senza sindacato i lavoratori sono condannati al super sfruttamento (che è esattamente quello che sta accadendo con questi sindacati finti). I sindacati sono troppo importanti per la democrazia e si impone una energica opera di ripulitura a costo di radere al suolo anche le sedi di questa pagliacciata di sindacato.

    Da questo autunno dovrà partire una campagna durissima contro queste burocrazie sindacali. Gramsci a suo tempo li chiamava “bonzi”, e pensare che quelli non si sarebbero mai sognati di darsi retribuzioni cosi scandalose o rubare al sindacato.

    Ma cari amici sindacalisti, non sentite prepotente la spinta di andare allo specchio e sputarvi in faccia? Non vi sentire dei vermi?

    Ma, qualcuno mi dirà, solo pochi guadagnano quelle cifre e la maggioranza non sono ladri: non fa niente, ladro è chi ruba e chi regge il sacco. Chiunque taccia omertosamente su questo malcostume, chiunque accetti una retribuzione più che doppia della media dei suoi iscritti, chiunque non si dissoci da un provvedimento vergognoso come l’espulsione di quello che ha rotto l’omertà mafiosa dell’organizzazione, è complice e risponde delle colpe di tutti, in solido.
    In autunno occorrerà sviluppare una campagna di risanamento del sindacato: non sarebbe bene che tutti i dirigenti sindacali, dal livello di responsabilità provinciale in su, pubblicassero on line la propria dichiarazione dei redditi e che altrettanto si facesse per i bilanci di ogni struttura sindacale? Si potrebbe anche fare una proposta di legge di iniziativa popolare in questo senso. Non sarebbe bello che la magistratura avviasse qualche inchiesta a tutela del denaro pubblico che affluisce in quelle casse? E che partisse una campagna di controinformazione sul web? E che bella boccata d’ossigeno sarebbe tornare alle giornate dell’estate 1993, quando i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil non potevano aprire bocca in piazza perché erano coperti di fischi e monetine (qualche volta bulloni)!
    Chissà che non succeda. Forse la ripresa della conflittualità sociale potrebbe partire proprio da una tempesta sul sindacato.
    Aldo Giannuli

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  11. Ma l’impianto della legge fornero non era da modificare? Basta esentare 15 categorie di lavoratori dai 67 anni per firmare un accordo che non porta nulla di positivo ai lavoratori? Probabilmente le giustificazioni della segretaria saranno le stesse che circolano da anni ormai : ah ce lo chiede l’Europa.. ..ah la responsabilità sociale …… ah i conti pubblici da salvaguardare. …
    Furlan tu che ti ispiri alla dottrina sociale della Chiesa e porti dal Papa la Cisl, ti sei mai accorta che quest Europa ha fallito la sua missione sociale? Ti sei resa conto che questa Europa non è per niente solidale e ha solo impoverito tutti i più deboli socialmente parlando? Hai notato che questa Europa è da rifondare su altri valori che quelli del dio euro e del dio bilancio con tutti i relativi parametri? Rifondare come questo sindacato che non propone alcuna idea alcuna soluzione ai problemi di noi comuni lavoratori. Fatti da parte e lascia il posto alle persone che hanno una visione più ampia della tua e nella cisl ce ne sono ancora ma purtroppo relegati ai margini del potere che conta.

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  12. il figlio di bernava, che certamente non si può lamentare… salvato e credo pure sua in organismi politici della Cisl. i lavoratori… a casa. il meglio del peggio come sempre di più si usa in Cisl.

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  13. Ma non sarà, per caso, un baratto per avere un collegio sicuro alle prossime elezioni?
    La faccia era molto eloquente. Giocava con l’iPad mentre gli altri parlavano di cose serie per i lavoratori. Già! I lavoratori! E cosa importa dei lavoratori?
    Tanto avrà un collegio comodo, un sostituto che coprirà le magagne…e una indennità elevata ed una poltrona tranquilla.
    Ma Petteni resterà fuori dalla politica e non sembra il designato alla sua successione. E gli va bene?
    Non ci capisco più nulla.
    E forse è meglio. A sapere tante cose si rischia di doverle denunciare…

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  14. Domanda: i soldi versati dalla Cisl come sovracontribuzione INPS per la posizione assicurativa della Furlan e restituiti dall’Ente previdenziale in quanto “non amissibili” a quale posta di bilancio della Cils sono stati appostati? Scusate ma non me ne intendo molto di bilanci …

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  15. La Postina più pagata del mondo ha dichiarato che babbo natale non esiste. Ammettendo così, implicitamente di essere una ladra, visto lo stipendio che prende e la pensione che prenderà.
    non vi pare?

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  16. Babbo natale lo sanno tutti i lavoratori che non esiste e se ne accorgono tutti i giorni sul proprio posto di lavoro. …. chi ce lha

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  17. Dalle notizie che ogni giorno veniamo a sapere dai territori della Fai non riusciamo a trovarne una che possa indurre alla speranza che qualcosa possa cambiare. Una degli ultimi mesi è stata quella del commissariamento della Fai siciliana e della “messa in ferie” di Fabrizio Colonna, troppo amico di Bernava e dunque inviso al dio Mercurio di via Tevere e alla dama di via Po.
    Ma la sorpresa ancor più comica è stata di sapere nei giorni scorsi a chi è stato affidato l’incarico di commissario ff. Luigi Manca !…
    Un Carneade venuto al seguito del dio nel 2014 qui al terzo piano di via Tevere.
    Una scelta del genere conferma quanto poco interessa a chi ci bivacca la dignità della Fai e la sua autorevolezza (nei territori e a Roma) politica e contrattuale. Mi piacerebbe vedere il protagonismo del Manca ai tavoli contrattuali in Regione e nei Consorzi di Bonifica siciliani….povera Fai…
    E la Uila imperversa ovunque checchė raccontano tutti coloro che da vili giacciono ai piedi del dio e LUI stesso. di “quel coraggio ridicolo che si chiama rassegnazione” (Stendhal) ormai ogni angolo di questa sede emana un sordido odore di muffa.

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  18. Che tristezza vedere i sindacati confederali incappucciati nella ipocrisia di questi giorni.
    Camusso fa la solita cinghia di trasmissione della sinistra antirenziana.
    La signora “borse da tre mila euro” aguzza gli occhi per ammiccamenti con cui va covando l’uovo di una candidatura.
    Barbagallo naviga a vista tra le nebbie facendo il rabdomante.
    Dopo i colpevoli silenzi nei giorni della Legge Fornero ora ognuno cerca di rifarsi una verginità…Troppo tardi e virtù troppo ardua da riconquistare dopo tante disinvolte passeggiate e dopo tante ricche crociere…
    Per quanto riguarda la Cisl la sua disponibilità al confronto sarebbe pure in linea con la sua tradizione ma è l’attrice che non è credibile e i suoi comprimari fanno i pupi con la spina dorsale snodabile nell’ unico atteggiamento per loro possibile quello dell’inchino prono in adorazione di un’ombra che non vedono l’ora sparisca…ma dopo tanti disastri c’è il fondato timore che il peggio deve ancora venire.
    Al 21 di via Po saranno lampi di coltelli e sferragliar di baionette o, se più vi piace, silenziosissimi pugnali nel buio.
    La notte è cupa e l’alba si annuncia cruenta.

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  19. osservatore interessato · Edit

    sara’ interessante capire se fra i milioni sequestrati a Fracantonio Genovese ed a suo figlio neoeletto all’Ars ci sono anche quelli spariti allo ial sicilia

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  20. Osservatore interessato · Edit

    A proposito di Ial un fantasma di aggira ancora nei corridoi di Via po con le sembianze
    dell’ex Amministratore Unico Graziano TREre’ che dopo avere lasciato a malincuore ed in malo modo la carica e pur avendo lasciato l’ente con le pezze al sedere ,avendo liquidato tutto il ricco patrimonio immobiliare ereditato al momento della nomina nel 2003, lasciando nei guai il nuovo Amministratore costretto a chiedere ai dipendenti sacrifici economici, ancora occupa gratis ed amore dei l’appartamento messo a disposizione dalla casa madre . Tanta magnanimita’ ingiustificata sul piano dei rapporti formali viste lo scambio poco amichevole di missive intercorso dopo la forzata estromissione di Trere, legittima sospetti e qualcuno comincia a dare credito alle affermazione dell’ex che diceva di avere in mano prove inconfutabili per la Ventura sullo ial del Piemonte su Ragazzini da lui favorito quando era Segretario della Cisl E.R.e sul segretario generale per appartamenti al mare sulla riviera. L’eventuale possesso di documenti avrebbe indotto i nostri eroi a miti consigli e quindi lo sfratto e’ rimandato.Alla faccia dei lavoratori dello Ial Nazionale che rischiano seriamente il posto di lavoro.

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