La stessa risposta

Nei giorni scorsi due ex segretari generali della Cisl hanno sentito il bisogno di dire la loro. In forme diverse e sollevando argomenti diversi, ma con una premessa implicita che è la stessa: la preoccupazione per la capacità del sindacato, quindi del movimento sindacale nel suo complesso e della Cisl per ciò che le compete, di essere all’altezza dei compiti del momento.

Siccome poi queste riflessioni sono venute da chi la Cisl l’ha guidata, nelle loro parole si può leggere anche un invito implicito a ricordarci tutti che la vocazione di questa organizzazione, pur se con momenti alti e momenti più bassi e facendo scelte talora giuste e talora meno, è quella di fare da apripista all’innovazione, non di sedersi a difesa dell’esistente.

Per Carniti il tema da cui ripartire è quello dell’unità sindacale, un progetto con il quale rispondere a problemi strutturali come la svalutazione del lavoro e la perdita dell’efficacia delle tutele, la disoccupazione, la povertà che incombe anche su molti che un lavoro ce l’hanno, una previdenza da ripensare, la moltiplicazione di rappresentanze sindacali inautentiche.

Per Pezzotta c’è un’urgenza immediata, quella salariale, ed un contesto in cui le indicazioni che vengono dalla Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale renderebbero anche più facile legittimare politiche salariali “espansive” (sulle quali abbiamo segnalato sul “secondo 9 marzo” un documento preparato da Giuseppe Bianchi, Sebastiano Fadda e Leonello Tronti), capaci di accompagnare e sostenere la ripresa. Quello che manca è un sindacato capace di chiedere, di formulare politiche salariali ragionevolmente espansive, come leva per la crescita della produttività.

Preoccupazioni analoghe, domande diverse. Che però sembrano avere la stessa risposta dalla Cisl. Cioè nessuna. Silenzio totale.

Evidentemente la Cisl ha altro da fare che pensare se l’unità sindacale va fatta o no, e se sì come, o preparare delle ragionevoli strategie rivendicative capaci di far leva sul salario per sostenere la crescita del paese. La struttura è impegnata in altro: ci sono un sacco di commissariamenti in giro; ci sono congressi ad invito da celebrare stando bene attenti ad escludere dalla lista i rompiscatole, e allora meglio non far votare chi paga per la tessera; c’è un’incoronazione da celebrare in Campania nella sobria cornice della reggia di Caserta; c’è uno scontro in Veneto che rischia di travolgere unioni e federazioni importanti; ci sono commercialisti amici da premiare con la presidenza del Caf; c’è il business del welfare aziendale in piena espansione; ci sono sempre nuovi enti bilaterali da amministrare, e avanzi da ripartire, con le risorse prese dai contratti collettivi; ci sono servizi da organizzare dicendo che così si fanno più iscritti e ci sono buchi nelle società dei servizi che devono poi essere ripianati con i soldi degli iscritti; ci sono accorpamenti tipo tela di Penelope da fare e da disfare e poi rifare come in un girotondo felliniano; ci sono segretari generali in scadenza da prorogare invece di accompagnarli finalmente all’uscita; ci sono amici da premiare e infedeli da espellere; c’è un codice etico da applicare a quelli cui deve essere applicato e da metter da parte per altri, ci sono i vetri della casa da coprire con carta di giornale con la scusa che ora si stanno facendo le pulizia ma prima o poi ci sarà una trasparenza degna della pubblicità del Vetril …

… insomma, nella Cisl ci si occupa di tutto tranne che di chi lavora, di come deve essere rappresentato e di come garantirgli retribuzioni adeguate alle sue esigenze ed agli interessi generali del paese.

Ecco perché a Pierre Carniti e Savino Pezzotta non può che arrivare, da Via Po 21, la stessa risposta per entrambi: un silenzio scortese e un po’ infastidito.

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21 Commenti - Scrivi un commento

  1. Magari non rispondessero da via Po perché sono impegnati in altri traffici…
    Io temo che non rispondano perché non sanno cosa rispondere. Tra le due ipotesi non so quale sia la peggiore
    Buon lavoro al 9 marzo

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  2. Il silenzio scortese e un po’ infastidito è una chiusura costellata da illegittime rappresentazioni di una cisl che non esiste più.
    Il lavoratori sono solo soci di una sorta di cooperativa sui generis. Pochi diritti e tanti doveri. In primis quello di pagare la tessera e non impicciarsi di altro.
    Chiedere il rispetto delle carte che loro stessi scrivono (li chiamano ancora Statuti e Regolamenti ma la definizione è fuori moda, bisognerebbe ricorrere agli editti, più consoni alle acclamazioni), è sacrilego. Esprimere il proprio pensiero diventa dissenso, magari punibile (se si potesse) con l’esposizione alla pubblica gogna…e invece, democraticamente si ricorre alla legalissima espulsione (non dimentichiamo mai quella esemplare di Fausto).
    Punire per educare e mostrare i muscoli e la propria potenza affiancandosi, nelle inutili uscite, con dirigenti e confindustriali…
    Cercare in tutto ciò la ratio dell’esistenza del sindacato ed in particolare dei valori della cisl, è come cercare diamanti in una miniera di carbone. Ne uscirà solo sporco e nero carbone, utile per “riscaldare” i pochi fedeli al comando. Inutile per andare avanti nel percorso dei padri.
    Io non so se dobbiamo invocare I segretari precedenti per andare avanti in un progetto di inversione della deriva nella quale questi venditori di servizi (per loro tornaconto) stanno trascinando una grande istituzione. Ma so che bisogna che gli onesti, anche i precedenti segretari, si raccolgano e si coordinino per mandare a casa (o in altro posto più consono) questi personaggi privi di virtù e di scrupoli.
    Avremmo dovuto farlo prima, forse, ma siamo ancora in tempo per coalizzarci senza personalismi e grosse formalità. Tutti uniti per assicurare democrazia e futuro alla nostra amata Cisl. La cisl, infatti, è di chi la ama e non di chi la usa. E se ancora siamo qui, anche a costo di essere considerati appestati ed emarginati, a parlare in sua difesa è perché noi sentiamo profondamente il peso e la responsabilità della sua sopravvivenza.

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  3. Da via Po se ne stanno ben zitti perché basta un alito di vento per farli cadere dal loro equilibrismo. Hanno costruito un sistema destinato a cadere e cadere rovinosamente

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  4. Qualche tempo fa la segretaria scimmiottando papa Francesco disse che la Cisl deve tendere ad essere come una piramide rovesciata. Proprio così, abbiamo un vertice basso ai minimi storici perché i lavoratori non ci seguono più ed una base in alto che cresce in autoreferenziati. Peccato che il papa intendesse altro….

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  5. A tutti gli yes man della Cisl : vivete all’ombra dei potenti di turno come delle zecche ma appena questi cadranno di voi rimarrà solo una cosa. … la mediocrità e sarete spazzati via con essa

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  6. DALLA LETTERA DI CARNITI AI TRADITORI DEI LAVORATORI
    “Quando si parla di ripresa, si dimentica di notare che la crescita non include tutti se non si interviene per fare in modo che sia così, altrimenti i dati riflettono solo “la media di Trilussa”, le DISUGUAGLIANZE DILAGANO, 7 milioni di persone sono in condizioni di povertà relativa e quattro milioni e mezzo in condizioni di povertà assoluta. Se i problemi non si affrontano, si accumulano, sottolinea l’ex leader sindacale”
    COSA HANNO FATTO FINORA, A PARTE AUMENTARSI STIPENDI E PRIVILEGI, I DIRIGENTI DI CGIL CISL E UIL PER FAR SI CHE LA CRESCITA INCLUDESSE TUTTI?

    Un ex Cislino arcicontento di non pagare più degli autentici malviventi

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  7. Chissà se quel piccolo uomo di Petteni si permetterà di ribadire su questo blog ai due giganti che debbono continuare a stare zitti. Vergogna Petteni. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNAAAAAA! !!!

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  8. Forse la cosa giusta sarebbe quella di scrivere al Pontefice per raccontargli la verità su questa cisl di oggi sulla dirigenza che usa il potere per espellere per condannare per ammazzare le persone prima e i dirigenti poi. Ma si ricordatevi voi che state colpendo i vostri colleghi che chi di spada ferisce di spada perisce!!!

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  9. A proposito del gigante (si fa per dire) Petteni nei primi mesi di militare svolto 45 fa ad Avellino, appresi una colorita espressione napoletana che si addice proprio al fustigatore Petteni; da quelle parti usano definire uno come lui ” Gruoss e fessa” o in alternativa nu baccalà. Devo riconoscere il napoletano stretto è arte pura perché dipinge alla perfezione il personaggio. Per chi non conosce l’espressione: In italiano si traduce che la stupidità di una persona è direttamente proporzionale alle sue dimensioni fisiche

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  10. Caspita che afflussi oggi ai presidi. Ma non hanno vergogna? I lavoratori manco se ne sono accorti e aspettano il populista di turno vhe spari a vanvera qualche prospettiva futura. Tutti a casa. Avete le ore contate.

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  11. Un dirigente confederale non Cisl · Edit

    Attuale dirigenza Cisl… Insipienza assoluta. Il peggio del peggio! Cosa aspetta la base a cacciarli a calci nel deretano?

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  12. Confermo anch’io che alla manifestazione di oggi nella mia provincia non c’erano neanche i quattro gatti d’impiegati dei servizi. All’ora fissata non c’era assolutamente nessuno e dopo un ora il segretario ust con due vecchietti uno dei quali era il segretario dei pensionati.
    a mio avviso più che di flussi di affluenza si dovrebbe parlare di reflussi gastrici dovuti alla bile dei mega dirigenti che cominciano a intuire che il futuro si preannuncia alquanto problematico.
    Zorro

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  13. Torino piazza castello poche bandiere Cisl tenute su da non molti e pagati dicesi quadri. Molti pensionati. La gente è i lavoratori neanche con il binocolo. Non ricordavo da tempo questa desolazione. Ma la funzione pubblica non avevano fatto un congresso da poco. Ma dove erano, solo loro potevano riempire la piazza. Dove erano tutti i membri dei direttivi eletti nelle aziende? , e gli eletti al congresso? Se sono stati eletti vuol dire che sono i maggior trascinatori di colleghi?. A banchettare si a manifestare no! Furlan se ci sei vieni a Torino a controllare gli imboscati del sindacato.Non hanno voglia di lavorare ne dentro il sindacato e ne fuori.

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  14. Quando si tratta di dividere potere e denaro resuscitano pure i morti ;
    viceversa quando si tratta di prendere fischi e magari anche qualche sputo scompaiono come la neve al sole.
    Chesta è la racca dell’umanità altro che dirigenti pagati più della Regina d’Inghilterra.
    Più che in via po la loro residenza dovrebbe essere nella fogna.

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  15. In pratica gli stipendiati del sindacato manifestano per dimostrare a loro stessi che esistono. Ma la gente comune e i lavoratori girano alla larga

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  16. Il guaio è che non hanno proprio pudore. Su Facebook hanno postato una sessantina di foto delle manifestazioni di tutta Italia. Si commentano da sole. In alcune foto c’è una sola bandiera e tre persone. In altre un gruppetto di pensionati ancora arzilli in posa per la foto di rito. In altre spiccano i palloncini, ma poi le bandiere sono attaccate alle aste (probabilmente non hanno trovato i pali…) che usano nei congressi.
    In tutte c’è depressione imperante.
    Almeno, invece di confermare che non hanno seguito (le foto ne sono la prova) non sarebbe stato meglio lasciarci immaginare? E invece no! I muscoli si devono far vedere. E poco male se sono solo i poveri pensionati (magari quelli che non hanno incarichi e non ricevono nemmeno gli inviti per votare ai congressi) a rappresentare tutti.
    Siamo diventati un club privè, con pochi scialacquanti e qualche nostalgico. Della nostra cisl…nemmeno l’ombra. Se mettessimo la stringa “cisl”…loro stessi risponderebbero…informazione non pervenuta. Siamo diventati altro!

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  17. Si la gente si allontana dal sindacato si cancellano ma a questi papponi in importa niente sono finanziati dal governo hanno fatto la società a delinquere “tu non tocchi me io non tocco te” e a rimetterci siamo noi. Qua bisognerebbe andare a Roma e fare guerra altrimenti non ne usciamo. Fare come hanno fatto in Catalogna.

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  18. La verità è che sono tutti (politici, sindacalisti, stampa economisti, giornalisti televisivi e chi più ne ne metta) PUPI manovrati dallo stesso PUPARO che c’è a non si vede

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